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Nel cuore del Cadore con Kador: due giorni tra creatività, tradizione e meraviglia

Ci sono viaggi che non si dimenticano. Quelli in cui non sei solo spettatore, ma parte di una storia fatta di passione, di mani che sanno, di luoghi che profumano di autenticità. È esattamente ciò che abbiamo vissuto grazie a Kador, che ci ha accolto per due giorni nel cuore del Cadore, terra simbolo dell’occhialeria italiana, dove ogni montatura nasce ancora come un piccolo atto d’amore per il bello e per il fare.

Un incontro con la creatività di Enzo Sopracolle

Il nostro viaggio è cominciato nello studio creativo di Enzo Sopracolle, un luogo che sembra sospeso tra arte e visione, dove il tempo scorre al ritmo della curiosità. Tra tavoli di legno, acetati colorati, schizzi e prototipi, abbiamo respirato l’essenza di un design che nasce da un’intuizione e si trasforma, poco a poco, in forma e materia.

Enzo ci ha raccontato come ogni occhiale Kador prenda vita da un dialogo continuo tra estetica e funzione, tra tradizione e innovazione. A sorprenderci, oltre alla sua sensibilità artistica, è stata la presenza del figlio Mattia Sopracolle, che con energia e freschezza porta avanti la stessa passione, proiettando l’eredità familiare verso nuove direzioni. È stato bello vedere come il talento si tramandi non solo attraverso le mani, ma attraverso lo sguardo.

Tra i sapori del Cadore: una cooking class indimenticabile

Dopo un pomeriggio di creatività e racconti, la giornata è proseguita con un’esperienza altrettanto autentica e conviviale: una cooking class nel ristorante La Suite, dove abbiamo imparato a preparare i casonzei cadorini, un piatto tipico di questa valle straordinaria. Mani infarinate, risate, profumi di casa: un momento di condivisione che ci ha fatto sentire parte della comunità, proprio come accade nelle cucine di famiglia. Cucinare insieme, tra professionisti del settore eyewear, designer e ospiti, è stato come impastare una storia collettiva fatta di gusto e tradizione, la stessa che da decenni nutre il territorio e le sue eccellenze manifatturiere.

Dentro la fabbrica: dove l’idea diventa occhiale

Il giorno successivo, ieri, per l’esattezza, abbiamo avuto il privilegio di entrare nel cuore pulsante di Kador: il suo polo produttivo, una vera e propria cattedrale della precisione e dell’ingegno artigianale. Camminando tra i reparti, abbiamo osservato da vicino i macchinari, i gesti esperti e la cura con cui ogni dettaglio viene rifinito. Le persone che lavorano in fabbrica, ognuna con la propria storia, la propria dedizione, la propria competenza, sono il vero motore di un’eccellenza che continua a far brillare il nome del Cadore nel mondo. È stato emozionante vedere come tradizione e tecnologia convivano in perfetto equilibrio, in un ambiente dove ogni occhiale racconta una storia di precisione e passione.

Un viaggio di luce, materia e cuore

In due giorni abbiamo scoperto molto più di un’azienda: abbiamo vissuto un’esperienza. Kador ci ha aperto le porte di un mondo fatto di creatività, calore e orgoglio artigiano. Un mondo che continua a evolversi, rimanendo fedele alla propria anima. Ripartiamo dal Cadore con gli occhi pieni di colori, mani ancora profumate di farina e una certezza: dietro ogni occhiale Kador ci sono persone straordinarie, capaci di trasformare una materia in un’emozione.

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