ANNO VI – N° 12 – DICEMBRE 2024

IL NOSTRO VALORE È LA NOSTRA FORZA

Pur senza voler fare distinzioni di genere, questo numero è dedicato all’universo femminile del nostro settore, che da sempre parla il linguaggio delle donne. Un linguaggio fatto di competenza, creatività e resilienza, che da decenni caratterizza la dimensione produttiva, ma che sempre di più si sta affermando con forza anche in ambito manageriale, nei luoghi decisionali e nelle posizioni di vertice. Le donne stanno riscrivendo le regole, non solo nelle aziende ma anche su scenari internazionali e politici, facendosi portavoce di una nuova idea di leadership, più inclusiva e consapevole.
L’idea di esplorare questa tematica nasce da una riflessione inevitabile: i progressi compiuti sono tanti, ma le sfide restano altrettanto numerose. Sarebbe stato impossibile, nelle pagine di questo giornale, affrontare ogni aspetto di una questione così vasta e stratificata, ma abbiamo cercato di offrire una panoramica significativa, dando voce alle donne che stanno cambiando il volto del nostro settore. In queste pagine, molte manager e professioniste si sono raccontate con coraggio e sincerità, condividendo esperienze e prospettive che, siamo certi, sapranno ispirare e far riflettere. Per evidenti motivi di spazio, non tutte le protagoniste di questo mondo sono state incluse, e ne siamo consapevoli. A loro va il nostro rispetto, insieme alla promessa di continuare a esplorare questi temi in futuro. Questo numero è un punto di partenza, non un punto di arrivo. Il dialogo è aperto, e le storie raccolte sono solo un primo passo lungo un percorso che richiede attenzione, ascolto e continuità. Le donne vivono costantemente in bilico tra la realizzazione personale e quella degli altri, tra il desiderio di seguire i propri sogni e il peso delle aspettative sociali. Sono manager della famiglia e del lavoro, padrone dell’arte del multitasking, sempre alla ricerca di quell’equilibrio precario che che spesso si conquista con fatica. Ma essere donne, oggi, è ancora una sfida? La risposta, purtroppo, è sì. Sono una donna, e so cosa significa affrontare sfide complesse. Quando ho scelto di rilevare questa testata, a cui mi dedico fin dalla sua nascita, assumendo il doppio ruolo di editore e direttore, ho dovuto affrontare ostacoli di ogni tipo. Non sono mancate invidie, malelingue e persone che hanno cercato, in ogni modo, di danneggiarmi. E, ironia della sorte, sono state proprio altre donne a mettermi più in difficoltà. Invece di trovare la tanto decantata solidarietà femminile, mi sono spesso trovata davanti opposizione, critiche e rivalità. È stato un percorso emotivamente difficile, in cui ho dovuto misurarmi con impegni gravosi e responsabilità che hanno assorbito quasi tutto il tempo che avrei voluto dedicare agli affetti e alla mia sfera personale. Eppure, nonostante tutto, ce l’ho fatta. Grazie alla forza, alla determinazione e alla consapevolezza di voler sempre svolgere il mio lavoro al meglio. Oggi guardo al cammino percorso e a quello futuro con orgoglio, consapevole che, anche nelle difficoltà, ho scelto di non scendere mai a compromessi con i miei valori. Perché essere donne oggi significa non abbassare mai la guardia e diventare promotrici di due processi fondamentali: il completamento dell’emancipazione, ancora lontana dall’essere pienamente raggiunta, e l’ottenimento di parità reale nei diritti e nei doveri tra i generi. Certo, sono stati fatti passi importanti, ma le difficoltà restano evidenti, soprattutto quando si parla di carriera. La maternità è ancora percepita come un ostacolo professionale, e il gender pay gap rimane una realtà concreta. Con un tasso di attività femminile fermo al 56,5%, l’Italia è all’ultimo posto in Europa per occupazione femminile. Per fare un confronto, la Svezia guida la classifica con un 81,2%. Questo divario è figlio di una cultura patriarcale ancora radicata: secondo i dati Censis, il 63,5% degli italiani ritiene “necessario” che una donna sacrifichi parte della propria carriera per dedicarsi alla famiglia. Un dato che non può e non deve essere ignorato. Costruirsi una carriera, per una donna, significa affrontare sacrifici maggiori e portare pesi più gravosi sulle proprie spalle. Ma nonostante tutto, le donne continuano a lottare, creando valore e ispirando il cambiamento. È con questo pensiero che voglio concludere questo editoriale, offrendo ai nostri lettori – e in particolare a tutte le donne che ogni giorno affrontano con coraggio le sfide professionali e personali – un piccolo regalo di Natale. Per farlo, mi affido alle parole di una delle più grandi poetesse italiane, che meglio di chiunque altro ha saputo raccontare la forza e la complessità dell’universo femminile:

Ho bisogno di alleggerire le spalle
Perché è da troppo tempo che sono cariche di pesi
Che non ho voluto e non ho chiesto.
e poi sotto ci sono le mie ali.
Ci sono io, che ho bisogno di volare.
Alda Merini

A tutti voi auguro un 2025 visionario, coraggioso, pieno di ispirazione, che porti a tutti noi la possibilità di realizzare i propri desideri, senza mai rinunciare alla nostra autenticità.

Daniela Basilico

 

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