INTERVISTA: Il presente e il futuro di CERTOTTICA

Da sinistra, il Presidente Luca Businaro e l’AD Corrado Facco

Per approfondire la conoscenza del Gruppo Certottica, abbiamo incontrato il Presidente Luca Businaro e l’AD Corrado Facco che in questa intervista esclusiva, oltre a importanti novità,  ci raccontano la nuova logica di “Gruppo” e i prossimi scenari della sua attività.
Dopo il successo della partecipazione all’edizione 2022 di MIDO, infatti, l’Istituto Italiano di Certificazione dei Prodotti Ottici consolida la sua leadership e sviluppa nuovi progetti che lo vedranno protagonista anche nei prossimi mesi, come ci raccontano i due protagonisti di questa intervista .

Quali sono le novità che Certottica ha portato a MIDO 2022?

LB: Il 2022 è un anno particolare perché ricorre il trentesimo anniversario della nostra attività. Abbiamo scelto di celebrarlo presentandoci a MIDO attraverso una nuova logica di Gruppo che ci consentisse di proporci non più solamente come singole Realtà a sé stanti, leader per le rispettive competenze, ma anche e soprattutto come Gruppo, appunto, in grado di offrire alle aziende una vasta gamma di servizi in molteplici campi. È questa la novità principale che ha caratterizzato la nostra presenza in Fiera. Un aspetto fondamentale, tanto più in un periodo delicato come quello attuale, che ci vede impegnati in prima linea nel contribuire alla ripartenza di un settore così strategico per il Made in Italy.

CF: A MIDO ci siamo presentati come Gruppo Certottica e non semplicemente come Certottica. Abbiamo così voluto restituire un’immagine completa della nostra Realtà che riassumesse e valorizzasse in modo unitario le sue diverse competenze e aree di interesse: non solo certificazione, ma anche education, ricerca applicata e normazione. A tal proposito, abbiamo proposto sia il nostro nuovo bouquet di test e servizi di certificazione, sia soprattutto un palinsesto aggiornato di attività di formazione, con lo scopo di accompagnare il comparto dell’eyewear italiano nei procedimenti in atto, mediante piani di intervento mirati che predispongano il settore ad affrontare il cambiamento, sviluppando resilienza e capacità di adattarsi a scenari in continua evoluzione, e a costruire strategie efficaci per fronteggiare un contesto di grande turbolenza che pretende dalle  aziende un carico sempre maggiore di sforzi e sacrifici.

Qual è la motivazione che vi ha spinto a presentarvi a MIDO come Gruppo e non più come singole realtà?

LB: Con il nuovo approccio di Gruppo abbiamo voluto lanciare un segnale di cambiamento che restituisse al tempo stesso anche una decisa impronta di continuità, nell’ottica di dare il giusto risalto a tutte e tre le Realtà che compongono il nostro universo – Certottica, Dolomiticert e Certdolomiti – e alla loro attività, il cui vastissimo raggio d’azione ci consente di garantire alle filiere del Made in Italy un ampio ventaglio di servizi specialistici: Certottica si occupa della certificazione CE di dispositivi di protezione individuale per gli occhi e dispositivi di protezione totale o parziale del viso, Dolomiticert riprende e completa il lavoro di Certottica validando i dispositivi di sicurezza per il corpo, mentre Certdolomiti unisce le competenze di entrambe, rilasciando attestati di conformità UKCA validi per il mercato britannico.

CF: Negli ultimi mesi abbiamo operato numerosi cambiamenti, sempre rigorosamente in nome dell’innovazione e nel pieno rispetto delle direttive e dei regolamenti nazionali e internazionali. Scopo primario della nostra attività è quello di fornire alle aziende tutto il supporto possibile traghettandole attraverso i mutamenti della società e l’evoluzione del mercato affinché sappiano affrontarli con la giusta dose di know-how e competenze. Presentarci a MIDO come Gruppo ci ha permesso di tratteggiare in modo netto i vantaggi della nostra offerta, uscendo dal confine che ci identificava solo come Istituto Italiano di Certificazione dei Prodotti Ottici per affermarci anche quale Organizzazione specializzata in molteplici altre filiere. Una su tutte quella dello sport system, che già da tempo ci vede collaborare al fianco di numerosi brand di fama internazionale per la certificazione dei loro prodotti. 

 

Qual è il bilancio di questa edizione e cosa rappresenta per il vostro Gruppo questa ripartenza?

LB: MIDO è una vetrina fondamentale per la filiera dell’occhialeria, la più importante in termini di networking e sviluppo di nuove partnership. L’assenza della manifestazione negli ultimi due anni ha pesato, così come hanno pesato gli effetti della tempesta perfetta scatenata dal covid. A Milano ci siamo ritrovati tutti più consapevoli, ma soprattutto desiderosi di lasciarci alle spalle il terremoto pandemico per orientarci sul futuro e su nuovi, incoraggianti obiettivi. I dati Anfao sullo stato di salute del comparto per ora sembrano darci ragione e confermano la ripartenza: il 2021 dell’eyewear italiano ha superato i livelli pre-crisi assestandosi su una produzione complessiva pari a 4,17 miliardi di euro in salita del 35% rispetto al 2020 e del 4,5% rispetto al 2019. Certo, fare previsioni a lungo termine è difficile perché il 90% del giro d’affari del settore deriva dall’export e se il primo semestre dovrebbe chiudersi con un +9-10% sull’anno passato, sul secondo semestre incideranno inevitabilmente crisi energetica, rincaro dei costi delle materie prime e dei trasporti e tutte le incognite derivanti dall’inasprirsi delle tensioni geopolitiche sul suolo ucraino. Si parla comunque di una crescita stimata intorno al 4-5% rispetto al 2021 e di una sostanziale stabilità anche per quanto concerne il mercato interno. Numeri che fanno ben sperare e che, insieme alle manifestazioni di interesse che abbiamo raccolto durante la tre giorni milanese, ci spronano a lavorare ancora più alacremente mantenendo un atteggiamento di assoluto ottimismo.

CF: MIDO è da sempre luogo di incontro privilegiato per le migliori communities B2B. Il suo ritorno in presenza dopo le due mancate edizioni del 2020 e del 2021 è stato un ulteriore segnale di conferma circa l’ormai acclarata ripartenza. Il comparto dell’eyewear nazionale è pronto a confermarsi quale settore trainante per il Made in Italy e a farlo in grande stile. La Fiera ha fatto registrare oltre 20.000 visitatori, 22.000 per la precisione. Sono tornati gli stranieri e noi stessi abbiamo avuto modo di confrontarci con numerosi keyplayers nazionali ed esteri riportando ottimi riscontri. Nei prossimi mesi ci aspettiamo di raccogliere i frutti che abbiamo seminato nel corso di questo Appuntamento, puntando come sempre all’evoluzione, all’innovazione e all’eccellenza dei servizi.

Con CertDolomiti vi siete assunti il compito di rilasciare attestati di conformità UKCA validi per il mercato britannico. Avete intenzione di fare la stessa cosa anche nei confronti di altri mercati (Cina, USA…)?

LB: L’avvento della Brexit ha comportato e comporterà una serie di cambiamenti normativi che interessano il settore nel quale operano Certottica e le sue controllate. Alla luce di questo, il Gruppo Certottica ha cercato di reagire proattivamente costituendo una società ad hoc in Gran Bretagna, ottenendo l’accreditamento come ente certificatore inglese, e diventando pertanto la prima società italiana in grado di offrire la certificazione UKCA per tutti i dispositivi di protezione individuale. Al momento questo è il primo cambiamento che abbiamo posto in essere. Sicuramente questa esperienza ci potrà aiutare nel caso volessimo replicarla in futuro in altri mercati.

CF: Seguiamo con molto interesse e attenzione l’evoluzione delle normative internazionali, supportati in questo anche dal fatto che siamo la Segreteria di Coordinamento della Commissione tecnica di Anfao. La componente normativa è fondamentale, in quanto disciplina nel dettaglio le modalità e le condizioni di ingresso e permanenza sul mercato di un certo prodotto. Noi già operiamo attivamente con Gruppi esteri, con sede in Asia, Stati Uniti e altre aree ottenendo sempre maggiori riscontri. È chiaro che in un mondo globalizzato, anche il Gruppo Certottica debba essere in grado di pensare e sviluppare strategie sul piano internazionale, sempre peraltro nel pieno rispetto del nostro mandato statutario.

All’interno del comparto dell’occhialeria, che è sempre di più in continua evoluzione, qual è il ruolo che Certottica vuol fare emergere e a cui vuole dare visibilità?

LB: Oltre a mantenerci costantemente aggiornati sull’evoluzione normativa del settore e a consolidare il nostro ruolo di leader nei servizi di certificazione, indubbiamente nei prossimi mesi punteremo molto sulla formazione. Quello che vogliamo far emergere e far conoscere, infatti, è soprattutto il nostro ruolo di Ente di formazione continua e formazione superiore e certificata, accreditato dalla Regione Veneto. Il Gruppo da sempre individua nella formazione quel quid atto a consentire ad aziende e privati di raggiungere un adeguato livello di competenze. Avvalendoci della partnership con prestigiosi atenei e organismi istituzionali e privati, organizziamo corsi rivolti a innumerevoli categorie di soggetti: occupati, inoccupati, studenti e liberi professionisti; predisponiamo piani di aggiornamento e riqualificazione per gli attori delle più svariate aree di interesse, e progetti di formazione lavoro, certi che puntare sulla conoscenza possa rappresentare l’alternativa vincente per rilanciare il mercato del lavoro italiano, attualmente in stallo e penalizzato dal paradosso di una costante richiesta di profili cui non corrisponde quasi mai un’adeguata risposta in termini di capitale umano. Alcune novità in tal senso le abbiamo presentate a MIDO, come il corso di approfondimento professionale in “Ecodesign, Marketing e Innovazione per la competitività nell’occhiale e nello sport”, ma i prossimi mesi saranno decisivi perché scenderemo in campo con altri progetti e con nuove collaborazioni.

CF: L’innovazione passa per il tramite della valorizzazione del Capitale Umano, che ha un’importanza cruciale rispetto anche alla quarta rivoluzione industriale in corso e rispetto ai grandi cambiamenti che tutti dovranno affrontare già dai prossimi anni: penso all’AI, penso alle learning machines, penso all’inedito connubio fisico – digitale – virtuale. Il paradigma della crescita futura dipende inesorabilmente anche dalle nuove competenze e dai contestuali nuovi modelli organizzativi delle aziende. In questo momento storico, il mercato del lavoro non sembra in grado di rispondere adeguatamente alla domanda delle imprese che cercano skills sempre più specifiche. Confindustria ha calcolato ad esempio che nei prossimi 4 anni il solo “sistema moda” necessiterà di circa 48mila profili professionali in più rispetto a quelli esistenti. Occorre attivarsi per non arrivare impreparati a questo “appuntamento”. Gli Istituti Tecnici superiori, ad esempio, raggiungono altissimi livelli occupazionali con punte del 100% in alcuni settori, ma la loro diffusione purtroppo è ancora piuttosto bassa. Manca l’informazione e manca soprattutto la mentalità in grado di scalfire e bypassare il pregiudizio che identifica nella formazione tecnico-professionale una formazione di serie B, laddove al contrario essa molto spesso rappresenta una validissima alternativa e una soluzione capace di colmare il “gap” di competenze che affligge il nostro paese. Per questo già da nove anni siamo attivi con il corso biennale per Eyewear Product manager in capo alla Fondazione ITS Cosmo Fashion Academy, l’unico ITS in Italia specifico per la filiera dell’occhiale. È necessario un cambiamento di rott,a per cui formazione, reskilling e upskilling non siano più considerati strumenti accessori, quanto piuttosto fattori centrali per una logica di competitività e sviluppo.

In tema di sostenibilità, la transizione ecologica rappresenta un traguardo fondamentale: a tale proposito, quali sono le azioni che il vostro Gruppo ha messo in campo?

LB: Quello della transizione ecologica è per noi un tema fondamentale già da molto tempo, da quando cioè ha iniziato a essere centrale anche nelle politiche di intervento di numerosi governi.  All’interno di questo concetto si colloca anche il già citato corso di formazione e approfondimento professionale in “Ecodesign, marketing e innovazione per la competitività nell’occhiale e nello sport”, il cui scopo è proprio quello di fornire ai professionisti del settore occhialeria e dello sport system, anche attraverso l’analisi di case studies e best practices, gli strumenti atti a disegnare un modello di business alternativo che sia di esempio affinché le aziende sposino metodologie e pratiche virtuose di economia circolare in grado di traghettarle verso la tanto sospirata transizione ecologica. Il corso offre una vastissima panoramica che abbraccia numerose tematiche con l’obiettivo di offrire tutte le chiavi di lettura necessarie per potersi orientare nei meandri di un universo normativo in continua evoluzione e di fornire le conoscenze e competenze utili a indirizzare le proprie dinamiche produttive verso strategie improntate al recycling, alla corretta gestione e smaltimento dei rifiuti, nonché alla riduzione degli sprechi e dell’impatto ambientale mediante la scelta oculata di materie prime eco-friendly e di materiali all’avanguardia, evitando il rischio di incorrere in azioni di “greenwashing” volontarie o involontarie. Infine, siamo partner di eccezione di un progetto di ricerca realizzato con l’Università degli Studi di Trento volto a sopperire alla pressoché totale mancanza di riferimenti legislativi atti a regolamentare la certificazione dei prodotti ottici bio-based, ancora pochissimi e poco diffusi, proprio a causa di questo “gap” normativo.

CF: Il settore dell’eyewear sente con molta responsabilità l’esigenza di offrire al mercato un sistema chiaro, oggettivo e misurabile del LCA (Life Cycle Assessment ) dei prodotti. In questo contesto, Anfao e Certottica hanno deciso di farsi promotori di un progetto assolutamente innovativo, i cui dettagli verranno presentati a breve all’industry e ai media, che prevederà anche il set-up di un nuovo sistema di certificazione di prodotto, a cura dei nostri Laboratori. Ancora un po’ di pazienza e lanceremo il progetto, che ha l’ambizione di diventare un benchmark a livello globale.

Il corso biennale per Eyewear Product Manager che avete presentato a MIDO sarà solo vincolato alla regione Veneto o avete in progetto di estenderlo anche in altre città?

LB e CF: Il corso, per il quale sono già aperte le iscrizioni, è già esteso a tutta Italia e anche a studenti stranieri. Possono partecipare professionisti provenienti da ogni luogo, purché in possesso dei requisiti richiesti per accedervi, tramite selezione.

Che cosa c’è nel futuro di Certottica e quali sono gli sviluppi che avete previsto?

LB: A breve renderemo nota la collaborazione con un importante Istituto di Formazione Nazionale. Scopo della partnership sarà quello di realizzare azioni formative rivolte agli ottici su tematiche di loro interesse partendo dalle specifiche esigenze delle aziende. Abbiamo anche in programma un progetto integrato di formazione triennale, realizzato in collaborazione con le parti datoriali e sindacali venete per la valorizzazione delle filiere produttive attraverso lo sviluppo di nuove competenze da parte del mondo manufatturiero dell’eyewear.

CF: Ora il nostro principale obiettivo è quello di far tesoro dell’esperienza fieristica per consolidare  il nostro ruolo di competence tech hub italiano attraverso un ampio ventaglio di progetti e proposte che annunceremo nei prossimi mesi e che riguarderanno più ambiti: R&D, certificazione di prodotto innovativa per la sostenibilità dell’eyewear e formazione attraverso partnership societarie articolate.