
Safilo ha rivisto l’outlook per il 2020 in seguito alla situazione straordinaria generata dall’emergenza coronavirus. Secondo quanto si legge in un comunicato stampa dell’azienda, le vendite nette del Gruppo sono ora previste in diminuzione dell’11% -13% a tassi di cambio costanti rispetto allo stesso trimestre del 2019. Tuttavia, il Management rimane impegnato nel perseguire le strategie chiave delineate nel Group Business Plan 2020-2024 presentato il 10 dicembre 2019. Safilo ha elaborato un piano d’azione per mitigare gli effetti del coronavirus, incentrato sulla riduzione al minimo delle spese e sull’adeguamento dei piani di marketing al nuovo scenario di consumo.
Angelo Trocchia, amministratore delegato del Gruppo, ha rilasciato un’intervista al Sole24Ore in cui si dichiara ottimista riguardo all’andamento del mercato in Cina, dove si osserva una “dinamica positiva sia nell’e-commerce sia sul mercato wholesale” e si augura che “la stessa dinamica possa verificarsi anche in Italia che, rispetto agli altri Paesi europei, dovrebbe uscire prima dall’emergenza“.
Nel comunicato stampa, l’azienda informa di aver adottato tutte le misure necessarie al fine di tutelare la salute dei propri dipendenti e la continuità aziendale. Ad oggi, Safilo non ha avuto un impatto significativo sul fronte degli approvvigionamenti, grazie a livelli di scorte sufficienti alla fine del 2019 che hanno garantito al Gruppo la flessibilità necessaria per far fronte alla chiusura temporanea del suo stabilimento cinese a Suzhou e alle difficoltà incontrate dai fornitori cinesi. Lo stabilimento cinese è stato riaperto e sta funzionando a pieno regime, mentre la maggior parte dei principali fornitori cinesi ha ripreso l’attività a livello normale.
Dal lato della domanda, nei primi due mesi del 2020 Safilo ha registrato un aumento mid-single digit delle vendite nette, che si è inevitabilmente appiattito verso la fine del primo trimestre con l’intensificarsi del coronavirus in Italia e i primi segnali di contagio in Europa e negli Stati Uniti. Secondo Trocchia sono proprio gli States a rappresentare la vera incognita del mercato e “bisognerà capire cosa succederà lì e come si muoverà il governo USA”.