
Abbiamo spesso sottolineato come i consumi e la comunicazione siano cambiati (leggi qui) e quanto si possa sfruttare l’omnicanalità per raggiungere un pubblico più vasto (leggi qui), è bene però considerare i limiti e i tranelli del marketing, perché non tutto ciò che si comunica è convertibile in nuovi clienti, anzi. Il consumatore può essere infastidito e allontanato da una comunicazione sbagliata, inopportuna e fuorviante. Per questo motivo è opportuno conoscere le differenze tra inbound e outbound marketing.
Outbound Marketing e Inbound Marketing
L’outbound marketing è il metodo tradizionale di fare pubblicità, spesso realizzato con un martellamento aggressivo di spot o annunci. Si tratta perlopiù di contenuti che l’utente non sta cercando e considera fastidiosi perché interrompono le sue azioni online. L’inbound marketing invece propone all’utente contenuti a cui è effettivamente o potenzialmente interessato, che sta cercando o cerca di frequente (come indirizzi, prodotti e servizi specifici, risposte a domande o soluzioni a vari problemi). L’inbound marketing, quindi, si rivolge agli utenti “predisposti” o “bendisposti” a essere informati su un determinato prodotto/servizio e li attira attraverso l’utilizzo di contenuti mirati, per convertire questi utenti in contatti (lead), trasformarli in clienti veri e propri, e ingaggiarli per mantenere una relazione con loro in modo che diventino testimonial della propria attività nei confronti di altri potenziali clienti.
Minor investimento, migliore resa
In sostanza, l’outbound è una goccia (costosa) nel mare magnum digitale, l’indound invece è una forma di autopromozione specialistica e poco dispendiosa: utilizzare gli strumenti classici dell’outbound marketing (banner, spot, annunci) richiede un investimento di denaro consistente ed è un’azione dispersiva, perché gli utenti online sono talmente assuefatti a questo tipo di messaggi pubblicitari che spesso li ignorano. Al contrario, con l’inbound marketing si possono creare o veicolare dei contenuti – a basso costo o costo zero – che non sono percepiti come fastidiosi e che quindi possono generare un migliore ritorno sull’investimento economico (ROI) e di tempo.
La strategia inbound
Per creare contenuti di valore e cercare un pubblico di qualità si possono sfruttare facilmente alcune modalità:
- monitorare la concorrenza per estrapolare gli argomenti affrontati dai competitor e osservare le reazioni della clientela.
- tenersi aggiornati tramite la stampa di settore e utilizzarla come fonte di informazioni e spunti autorevoli. Condividere e ricondividere i post, le interviste, gli articoli delle riviste specializzate e delle relative newsletter, creando un dialogo continuo e reciproco con questo canale specializzato.
- essere aperti alla discussione costruttiva su tutti i social, sulle pagine dedicate, nei gruppi tematici ecc…
Queste semplici azioni aumentano l’awareness e la credibilità del brand e dell’insegna, oltre ad accrescere la cultura di settore a beneficio di tutta la filiera.