Occhialeria italiana, dati ANFAO: prudenti con le previsioni per il 2020, ma ottimisti per il rilancio fieristico

Dopo un 2019 positivo, l’occhialeria italiana ha dovuto fare i conti con un 2020 pieno di ostacoli. Questo è l’inevitabile quadro che emerge dai dati resi noti da ANFAO, l’associazione nazionale di fabbricanti di articoli ottici.

Il 2019 infatti è stato per l’eyewear un anno caratterizzato da risultati confortanti: la produzione dell’occhialeria italiana ha segnato una crescita del 3,3% rispetto al 2018. Il 2020 invece ha fatto il suo esordio in un clima instabile a livello globale, influenzato soprattutto dalle prime avvisaglie di pandemia provenienti dalla Cina. A livello di esportazioni il primo trimestre 2020 si è chiuso per l’occhialeria italiana con una perdita in valore del 17,7% rispetto al primo trimestre del 2019.

Questa perdita si è concentrata principalmente nel mese di marzo (-43,6%), mentre gennaio ha chiuso in linea con il 2019 (+2,9) e febbraio ha risentito delle difficoltà legate alla sola area asiatica (-3,8). Anche per quanto riguarda il mercato interno, i mesi di gennaio e febbraio hanno registrato dati in linea con il 2019, mentre marzo ha segnato flessioni del 30% in volumi e fatturati. Ad Aprile le perdite hanno raggiunto l’80%, mentre maggio ha visto una prima ripresa, ma si è comunque chiuso a -33% in termini di sell-out.

“La cancellazione degli appuntamenti fieristici ha chiaramente costituito un grave danno per le nostre aziende da sempre votate all’export, che considerano le fiere stesse degli strumenti di internazionalizzazione. Inoltre, appuntamenti e contatti cancellati, viaggi annullati, impossibilità di evadere ordini e cancellazioni di ordini pregressi sono stati la regola in questa prima parte del 2020. Al di là di questi effetti diretti poi, non si possono trascurare i maggiori costi derivanti dalla gestione dell’emergenza: l’impossibilità di far circolare gli agenti, l’adeguamento allo smart working per il personale d’ufficio, l’adeguamento delle procedure di sicurezza e le misure di protezione per il personale, l’adattamento dei luoghi produttivi, i nuovi metodi di presentazione delle aziende e dei prodotti che vanno dal digitale alla produzione di nuovi campionari da spedire con costi di logistica aumentati”, ha commentato Giovanni Vitaloni, presidente di ANFAO e MIDO.

Le previsioni effettuate sulle esportazioni da ANFAO, sulla base dei dati a oggi disponibili, proiettano risultati mensili negativi (con punte nei mesi da aprile a luglio 2020) fino a fine anno, anche in considerazione del fatto che i livelli delle esportazioni del 2019 sono stati discreti e saranno difficilmente raggiungibili con le condizioni attuali. Complessivamente la previsione sulle esportazioni dell’occhialeria italiana nel 2020 potrebbe attestarsi intorno a una perdita del 25% pari a quasi 1 miliardo di euroPer quanto riguarda il mercato interno, la proiezione per fine anno si attesta su una flessione in valore di almeno il 10%Allo stesso modo la produzione potrebbe vedere una contrazione di circa 15 punti percentuali.

Siamo stati molto prudenti nell’effettuare queste previsioni – afferma il Presidente di ANFAO – del resto il sentiment che raccogliamo dalle nostre aziende non ci consente maggiore ottimismo. Sappiamo che la situazione è difficile per tutto il Paese e per questo ci accodiamo nella richiesta di misure davvero efficaci a sostenere l’economia e i consumi. Tra queste mi piace ricordare anche la nostra richiesta, fatta sotto l’egida di Commissione Difesa Vista, di un voucher per l’acquisto di occhiali da vista per dare almeno un minimo impulso ai consumi e, al tempo stesso, portare l’attenzione sull’importanza della vista che potrebbe passare in secondo piano in questo momento. Altro importante aspetto è che si possa rimettere in moto al più presto la macchina dell’export, che il patto per l’export tanto pubblicizzato possa davvero diventare concreto. Ciò anche grazie alla riapertura delle manifestazioni fieristiche che restano vitali per le nostre aziende. In tal senso resto ottimista nel credere e continuare a lavorare con tutte le nostre forze perché, DaTE prima, e soprattutto MIDO possano rappresentare il vero rilancio del settore.”

 

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