MIDO 2022: Tra leggerezza e innovazione costante, Silhouette si racconta

Da sinistra Michael Schmied, CEO di Silhouette, Atissa Tadjadod, Brand Director e il Designer Roland Keplinger.

Il primo incontro di questa seconda giornata di MIDO è con un marchio storico nel mondo dell’occhiale. Stiamo parlando di Silhouette, azienda austriaca presente nel mercato fin dal 1964. Abbiamo incontrato il CEO Michael Schmied, Atissa Tadjadod, Brand Director e il Designer Roland Keplinger.

Quale è la caratteristica del vostro brand e le sue peculiarità rispetto al mercato?

Michael Schmied: “Silhouette, come potete vedere nel nostro stand, è sinonimo di leggerezza, e questo si rispecchia in ogni ambito del nostro brand. Portiamo avanti la nostra ‘verità’ e siamo aderenti a essa. Siamo fedeli alle nostre radici, a quella che è la nostra tradizione, ma al tempo stesso siamo attenti alle nuove tendenze del presente e del domani. E’ per noi importante unire questi due aspetti: la nostra tradizione e l’innovazione continua. Silhouette oggi è espressione non solo di leggerezza, che contraddistingue tutti nostri prodotti, ma anche innovazione, qualità dei nostri prodotti, tutti made in Austria, attenzione a ogni singolo aspetto della produzione e servizio di vendita e post vendita. E’ per noi molto importante anche il mondo di emozioni che vogliamo creare attorno ai nostri prodotti”.

Cosa pensa riguardo il mercato dell’ottica in questi tempi?

Michael Schmied: “Per la nostra azienda è facile rispondere a questa domanda. Silhouette vuole dare sempre maggior potere alla leggerezza. Siamo consapevoli che lo sviluppo non si deve mai fermare. Il nostro obiettivo resta, come sempre, offrire prodotti qualitativamente migliori e al tempo stesso restare al passo con i continui cambiamenti nel settore: un’esperienza, un ‘gioco’ senza fine. Dal 2017 Silhouette è in grado di offrire un prodotto completo: ci occupiamo infatti della produzione di montature e di lenti. Questo senz’altro fa la differenza: siamo in grado di seguire il processo completo fin dall’inizio e solo così siamo in grado di proporre un prodotto sinonimo di qualità.

Un altro aspetto importante riguarda il mercato degli occhiali da sole, dove già abbiamo raggiunto risultati significativi. Vogliamo aumentare la nostra quota di mercato, dove vediamo un grosso potenziale di sviluppo. Già migliaia di clienti sono pienamente soddisfatti dei nostri prodotti ‘da vista’, ora vogliamo ampliare la nostra offerta sul mercato ‘da sole’, in modo da creare soddisfazione ai nostri clienti con un’offerta sempre più ampia e di qualità. Già il nostro brand Evil Eye è apprezzato moltissimo nel mercato italiano, ma siamo pronti a sviluppare nuovi prodotti per accompagnare la voglia di stare all’aperto e tutte le attività che si svolgono all’esterno”.

Atissa Tadjadod: “Con la nostra nuova collezione ci rivolgiamo a un pubblico giovane, un pubblico attento alla leggerezza e a cui piacciono occhiali senza curvatura. E’, se vogliamo, un nuovo modo di vedere il Mondo. Dopo il periodo buio della pandemia, le persone hanno ancora più voglia di godersi la vita e di guardare verso il futuro. Tramite i social media, Instagram in particolare, i giovani ci hanno indicato la via, se vogliamo, verso questa tendenza: nuovi modelli con lenti fotocromatiche e rimless. Da qui la nostra nuova linea, pensata proprio per i giovani: perchè possano guardare il Mondo con una luce diversa”.

Da dove traete l’ispirazione per realizzare le vostre collezioni?

Roland Keplinger: “Per quanto riguarda la nostra aspirazione, noi siamo un team di designer. Ognuno di noi trae ispirazione da fonti diverse. Le mie, ad esempio, provengono principalmente dal mondo dell’arte e dell’architettura. La cosa, a mio avviso, importante è avere sempre un atteggiamento di curiosità nei confronti del Mondo. E’ necessario essere sempre aperti alle nuove tecnologie, i nuovi materiali, ma è importante non smettere mai di osservare. Tutti questi elementi ci permettono di raggiungere lo ‘state of life’, la mia vera ispirazione, che spesso nasce all’aria aperta, talvolta in mezzo alla natura, e non davanti a un pc. Il lavoro in ufficio serve a dare forma, solo alla fine, a quanto la natura, l’ambiente, mi ha ispirato. Questa è la ‘magia’ di ciò che è il design. Altri miei colleghi del team hanno diverse fonti di ispirazione, ma è la sintesi di tutte le nostre esperienze a dare vita a questo processo creativo meraviglioso. Senza dimenticare quello che è il tratto distintivo della nostra azienda: la leggerezza, la tecnologia e la qualità. Less is more, ci ripetiamo sempre. E questa è la nostra forza”.

Che cosa rappresentano i suoi occhiali?

“Voglio soffermarmi sulla nostra ultima collezione presentata: Purist. L’ispirazione in questo caso è venuta proprio dall’arte, dallo studio di un’opera, in cui da una forma circolare si passava a un quadrato. Ho cercato di riprodurre questa idea anche nei nostri occhiali, dove da una linea, cambiando la prospettiva da cui si osservano, troviamo questa trasformazione e commistione di forme”.