
MIDO 2024 ha superato ogni aspettativa: l’edizione che si è appena conclusa ha avuto un un grandissimo successo, sia in termini di espositori presenti – oltre 1.200 – sia di visitatori. Lo avevamo percepito durante i giorni della manifestazione e ora lo dicono anche i numeri ufficiali: MIDO 2024 ha registrato circa 40mila presenze nei 3 giorni di salone, facendo segnare +11% rispetto allo scorso anno. Un incremento distribuito equamente fra italiani e stranieri. Questi ultimi, in particolare, sono arrivati da 160 paesi del mondo, dall’Asia agli Stati Uniti passando da tutta Europa.

Le ragioni del successo
Innanzitutto un’organizzazione eccezionale: la planimetria è stata studiata nel dettaglio in modo tale da permettere ai visitatori di orientarsi bene fra spazi e padiglioni e di muoversi facilmente senza incontrare affollamento.
Anche l’aspetto della comunicazione è stato valorizzato al massimo, a partire dalla campagna pubblicitaria di grande impatto e alla fitta presenza sui canali social dove sono state raggiunte il 50% in più di persone rispetto allo scorso anno. I contenuti dell’evento hanno generato oltre 2.000.000 di impression, le interazioni sono state superiori a 250.000 e l’App è stata scaricata dal 25% in più di utenti, con un considerevole aumento del tasso di utilizzo, anche grazie al nuovo tool per gli espositori che permetteva di registrare i visitatori agli stand.
Importante anche la presenza della stampa: quest’anno sono stati 400 i giornalisti che si sono accreditati alla fiera e sono stati pubblicati oltre 150 servizi.
MIDO è anche cultura
Contaminazione, confronto sul futuro del settore, interazione tra soluzioni pratiche e prospettive, questi sono i valori su cui si sono bastati i numerosi convegni che si sono svolti all’Otticlub durante i tre giorni della manifestazione.
Come vi abbiamo raccontato nel primo dei nostri report giornalieri (che potete leggere qui) , questo è stato anche l’anno del debutto dei MIDday Talks, un appuntamento quotidiano in cui Francesco Morace ha dialogato con tre ospiti d’accellenza: Diego Dalla Palma, Ico Migliore ed Ernst Knam sui temi di design, bellezza e intelligenza artigianale che rappresenta la necessità di ritornare alle radici. Gli eventi e le iniziative legati MIDday Talks, non terminano con la fiera ma proseguiranno per tutto il corso del 2024.

La dichiarazione del Presidente
Giovanni Vitaloni, si è dichiarato profondamente soddisfatto per il successo di questa edizione ed ha affermato:
“Prima dell’apertura del salone auspicavamo un incremento dei visitatori rispetto allo scorso anno. Grazie al lavoro di tutti e alla fiducia che il settore ci accorda ogni anno, abbiamo raggiunto l’ambizioso obiettivo prefissato. Tra gli stand degli espositori abbiamo rilevato buone performance delle vendite e un estremo interesse da parte dei buyer, presenti anche grazie alla collaborazione con Agenzia ICE, per il Made in Italy quale sinonimo di qualità, eccellenza e trasparenza. La presenza di tutta la filiera ha garantito dinamicità e diversità di domanda e offerta, confermando MIDO l’unico salone del settore con questa caratteristica”.
Trend, innovazione, creatività
Un altro punto di forza di MIDO continua a essere quello di saper intercettare i trend più forti del mercato: innovazione, stile, moda, ma anche sostenibilità con la ricerca di materiali naturali o riciclati e l’utilizzo di tecnologie avanzate che si avvalgono dell’Intelligenza artificiale (e anche della stampa 3D, che ora dà vita a modelli sempre più appetibili). Parlando d’innovazione è stato molto interessante poter provare i Nuance Audio di EssilorLuxottica, gli occhiali pensati per chi ha lievi problemi di udito e che riescono ad amplificare il suono grazie a un micro-apparecchio acustico inserito nelle aste.

L’Academy Lab, lo spazio in cui la creatività trionfa e dove sono stati esposti i modelli più innovativi a livello di design e ricerca, in questa edizione ha superato se stesso ha presentando modelli di altissimo livello come, ad esempio, gli occhiali realizzati con vinile di recupero (è il caso di Vinylize) o con polvere di fagioli (con il brand Rolf, vincitore anche di un MIDO Awards nella categoria Sunglasses Europe).

Si è parlato anche tanto di sostenibilità con la presentazione del programma CSE: Certified Sustainable Eyewear, certificazione volontaria internazionale di sostenibilità di prodotto ideato, registrato e promosso da ANFAO. Spazio anche all’attualissimo tema dell’inclusione con il convegno dedicato al linguaggio inclusivo di Empowering Optical Women Leadership Program, in cui sono stati presentati i risultati a un anno dall’avvio del programma a sostegno della leadership femminile nell’industria dell’occhialeria, realizzato da ANFAO con il patrocino della Fondazione Marisa Bellisario e il sostegno dell’Ente Bilaterale Occhialeria. All’empowerment femminile, la Presidente di ANFAO, Lorraine Berton ha dedicato un interessante speech che ha coinvolto tutta la platea.
“Sostenibilità e inclusione sono due temi molto cari ad ANFAO e quest’anno lo abbiamo sottolineato con la presentazione di importanti progetti che rendono concreto e visibile lo sforzo che l’Associazione mette in atto quotidianamente nel settore dell’eyewear per migliorarlo e renderlo ancora più competitivo” ha commentato la Presidente di ANFAO Lorraine Berton.

Stile
Lo straordinario successo di MIDO fa riflettere sul futuro del mondo dell’ottica e sulle tendenze del momento: al di là dell’aspetto medicale l’occhiale diventa sempre più accessorio di stile, un segno distintivo che racconta la propria personalità. Le forme sono sottili e ampie, oppure bold e compatte ma rese leggere, confortevoli e resistenti grazie a accorgimenti tecnici speciali. Le ispirazioni non sono mai banali e rivelano una profonda ricerca culturale, spaziando dall’arte al design, dall’architettura alla moda e alla gioielleria, dal cinema allo sport. Oltre alle materie prime d’eccezione utilizzate per la montatura abbiamo notato un’importante crescita tecnologica nel comparto lenti. Il colore – in ogni nuance – è protagonista: stupende le lenti a effetto maiolica di Divel o quelle a regolazione fotocromatica autonoma di Revers Sunglasses.
