
Abbiamo intervistato Leonard Lasry, co-founder insieme al fratello Thierry della Maison Thierry Lasry. Il brand francese, gode di un buon successo anche in Italia grazie all’artigianalità delle sue proposte, rigorosamente Made in France. Tutti i modelli in acetato vengono realizzati con lastre Mazzucchelli ttraverso tecniche artigianali e un processo di produzione che permette di creare delle montature simili a delle sculture che mescolano ispirazioni vintage con dettagli di avanguardia.
Leonard, il vostro Brand è sempre in espansione: quali sono le prossime novità che presenterete sul mercato?
“Le nostre collezioni sono piuttosto equilibrate perché negli ultimi anni abbiamo intrapreso un nuovo percorso: se fino al 2018 i nostri modelli erano solo femminili e sunglasses, da un po’ di tempo abbiamo sviluppato la linea uomo e i modelli vista. Quindi il nostro brand oggi, copre tutti i settori del mercato dell’occhialeria e proponiamo un’offerta sempre più completa e più varia. Svilupperemo e alimenteremo ulteriormente tutte le collezioni suddivise in uomo, donna, sole e vista. C’è la collezione permanente, più classica ed elegante e poi ci sono tutte le varie collaborazioni che ci permettono di sviluppare al massimo il lato creativo, lavorando sull’acetato, sullo spessore e sui dettagli”.
Quali sono le prossime collaborazioni?
“Abbiamo creato dei modelli in collaborazione con il designer Reese Cooper che usciranno a fine giugno in occasione della settimana della moda di Parigi, abbiamo poi creato una collezione per il cinquantesimo anniversario di Smaily e per la seconda volta abbiamo collaborato con il Paris Saint- Germain realizzando una nuova collezione. Oltre al fashion ci piace molto collaborare con brand della Pop Culture come appunto nel caso di Smaily ora e di Barbie precedentemente”.
Qual è la sua opinione sul mercato italiano?
“Il mercato italiano è per noi importantissimo perché rappresenta il nostro terzo mercato. Abbiamo un legame molto forte con l’Italia, non solo perché amo moltissimo il vostro Paese ma anche perché l’Italia è stato uno dei primi Paesi ad accogliere i nostri prodotti, tanto che ancora oggi continuiamo a lavorare con le stesse squadre con cui abbiamo cominciato”.
Avete partecipato a Opti: quali sono le vostre impressioni?
“Opti è stato soddisfacente se teniamo in considerazione il fatto che non sia il periodo giusto per questo tipo di manifestazioni. Diciamo che essere presenti ai Trade Show è un buon punto di ‘ripartenza’. C’è stato comunque interesse da parte dei visitatori anche se numericamente ancora molto al di sotto delle nostre aspettative. Il problema del periodo è che le collezioni sono già state rese pubbliche pertanto i visitatori non vengono in fiera con l’intento di scoprire le novità e acquistarle perché hanno già visto le collezioni”.