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Dentro CSO: innovazione, produzione e visione globale nell’Annual Meeting 2026

Nel panorama internazionale dell’oftalmologia, dove innovazione tecnologica, formazione continua e relazione con gli stakeholder rappresentano asset strategici imprescindibili, eventi come l’Annual Meeting di CSO si confermano momenti chiave per comprendere la direzione del settore. Noi eravamo presenti il 20 aprile, nella giornata conclusiva dell’edizione 2026, e abbiamo avuto l’opportunità di entrare nel cuore dell’azienda: visitare l’intero polo produttivo di Scandicci in ogni suo comparto, esplorare il “museo” aziendale, testimonianza concreta dell’evoluzione tecnologica del settore, e incontrare direttamente la CEO Veronica Mura, raccogliendo una visione chiara e strategica sul presente e sul futuro dell’oftalmologia.

Un frame della presentazione di Dahlmann-Noor Annegret riguardo Myopia management: monitoring progression in practice

L’Annual Meeting come piattaforma di relazione e crescita

L’evento annuale si conferma non solo come momento di aggiornamento tecnico, ma come piattaforma di connessione tra azienda, distributori, classe medica e ottici optometristi. La giornata del 20 aprile, dedicata a questi ultimi, ha assunto un valore particolarmente significativo: aprire le porte dell’azienda a chi utilizza quotidianamente gli strumenti significa rafforzare il dialogo tra produzione e pratica clinica, trasformando l’esperienza in conoscenza condivisa. Oltre 100 professionisti hanno partecipato a un format che integra esperienza diretta e formazione avanzata, consolidando un modello sempre più orientato alla contaminazione di competenze.

La clinica Mobile di CSO

Nel cuore della produzione: tecnologia, qualità e identità

La visita allo stabilimento di Scandicci ha rappresentato rappresenta uno degli elementi più distintivi dell’intero evento. Un sito produttivo di oltre 13.000 metri quadrati, progettato secondo i principi dell’Industry 4.0, dove ogni fase, dalla meccanica alla ricerca e sviluppo, contribuisce alla realizzazione di strumenti oftalmici di alta precisione. Entrare nei reparti significava toccare con mano l’integrazione tra tecnologia avanzata, competenze specialistiche e cultura industriale.

Un ecosistema produttivo che riflette una filosofia ben definita: qualità certificata, design made in Italy e controllo diretto di ogni processo. Inoltre, la crescita del settore passa inevitabilmente anche dalla formazione al lavoro e all’operato che impone rigidi controlli di qualità ed efficienza.

Particolarmente suggestiva è stata la visita al museo aziendale, uno spazio che custodisce strumenti storici originali e racconta l’evoluzione dell’oftalmologia. Un ponte tra passato e futuro che rafforza l’identità dell’azienda e il suo posizionamento nel settore.

Uno sguardo al futuro

L’incontro con Veronica Mura restituisce una visione lucida e determinata: continuare a investire, innovare e rafforzare la relazione con gli stakeholder. In un contesto in continuo cambiamento, la direzione è quella di un’azienda che punta su qualità, flessibilità e connessione diretta con il mercato. «Siamo convinti della scelta di introdurre nel nostro evento annuale una giornata esperienziale e formativa dedicata agli ottici optometristi» – conferma Veronica Mura – «Aprire le porte del nostro reparto produttivo a chi utilizza quotidianamente i nostri strumenti significa mostrare concretamente il nostro impegno, i processi e la qualità che ci contraddistinguono». L’Annual Meeting 2026 si conferma così non solo come evento, ma come manifesto di un approccio industriale e culturale: aperto, dinamico e profondamente orientato al futuro dell’oftalmologia.

Veronica Mura
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