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Con un grande evento Blackfin festeggia i 50 anni di attività e il futuristico ampliamento della propria sede

Da sinistra: Nicola Del Din sul palco con Elena Donazzan, Giancarlo Recchia e Maria Luisa Pramaor

Emozione e tanta partecipazione all’evento che ieri ha celebrato i 50 anni di attività di Blackfin e la nuova veste del quartier generale dell’azienda a Taibon Agordino (BL). L’ampliamento della sede originale ha dato origine a Black Shelter,una struttura architettonica futuristica, con lo skyline del tetto che ricalca il profilo delle Dolomiti circostanti e che amplia di quasi tre volte la sede già esistente.

Black Shelter: la sede

Con questo importante e raffinato ampliamento dell’edificio originale, la sede di Blackfin ha totalmente internalizzato e più che raddoppiato il reparto produttivo, raggiungendo l’obiettivo di creare un luogo di lavoro che non rappresenta solo un “contenitore” in cui realizzare occhiali in titanio ma che diventa “contenuto”, inteso come manifestazione fisica e architettonica di quei valori di cultura, innovazione, rispetto delle persone e del territorio che l’azienda sintetizza con il termine neomadeinitaly.

Black Sheleter è un vero e proprio green building, il primo che nel Triveneto è stato classificato come Casa Clima Work&Life, che ne attesta i tre pilastri della sostenibilità: ecologico, economico e socio-culturale, ossia legato al benessere sul luogo di lavoro. Immerso nella bellezza del paesaggio montano e circondato dalle Dolomiti Bellunesi, questo luogo esprime tutta l’energia per lavorare in condizioni di totale benessere: gli spazi interni sono strutturati per permettere ai dipendenti di beneficiare del bellissimo panorama attraverso le grandi vetrate e di svolgere la propria professione in ambienti strutturati per il massimo del comfort lavorativo. A tale proposito è stata realizzata anche una Silence Room, da cui si può godere la vista del monte Agner per momenti di relax lavorativi.

 

 

Uno dei reparti di produzione dell’azienda
La vista sul panorama montano dalla Silence Room

“La struttura di Black Shelter è sviluppata su più livelli che seguono un senso logico – afferma Filippo Pustetto, Global Sales Director di Blackfin – si parte dagli uffici, collocati all’ultimo piano, per arrivare al pian terreno dove è situato il reparto spedizioni. Nel mezzo tutti i reparti produttivi. Avere tutto all’interno della stessa struttura ci permette di avere il controllo su ogni aspetto della filiera produttiva, permettendoci tempi di reazioni veloci che si concretizzano in un miglior servizio per i clienti e nella possibilità d’incrementare ulteriormente l’eccellenza della qualità che si sviluppa nella ricerca  e nell’innovazione tecnica”.

Il reparto verniciatura

Il reparto spedizioni

L’azienda

Tenacia, determinazione e positività sono tra le caratteristiche fondamentali che hanno fatto di Maria Luisa Pramaor l’artefice di questa realtà industiale che oggi festeggia il suo 50esimo anno di attività. L’azienda nasce infatti dall’idea e dalla volontà di questa straordinaria donna, mamma di Nicola Del Din, che negli anni 70 decide di lasciare il posto da dipendente in quella che oggi è la più importante multinazionale dell’eyewear, per aprire il proprio laboratorio terzista. Lungimirante, intraprendente e desiderosa di mantenersi indipendente, Maria Luisa Pramaor coinvolge il marito Primo Del Din nella sua attività e quando arriva il momento di fare i conti con  la Cina e la delocalizzazione, Maria Luisa ha l’intuizione per differenziarsi individuando nel titanio il materiale in cui specializzarsi nella produzione di occhiali, una scelta che non ha concorrenti e che oggi più che mai si è dimostrata vincente.
E’ così che seguendo il motto aziendale Looking behoind.Always, Blackfin si è evoluta nel design e nella ricerca innovativa di prodotto arrivando alla realtà attuale capitanata da Nicola Del Din, che conta un fatturato stimato pari a 12 milioni di euro a fine 2021, oltre un centinaio di dipendenti, 32 agenti diretti in tutta Europa e una quota di export nei principali mercati internazionali di circa l’80%.

L’ evento

Dopo il taglio del nastro inaugurale, in un salone allestito a festa si è svolto il pranzo a cui abbiamo partecipato insieme alle maestranze, ai dipendenti e agli amici dell’azienda che Nicola Del Din, Amministratore Delegato e CEO di Blackfin, ha voluto presenti per assistere alla grande festa organizzata dall’azienda. L’evento si è sviluppato intorno a un palco su cui oltre a Del Din sono saliti Giancarlo Recchia, CFO dell’azienda, Elena Donazzan, Assessore Regionale Istruzione, Formazione, Lavoro, Pari Opportunità, Silvia Tormen, Sindaco di Taibon Agordino e Paolo Nespoli, il celebre astronauta dell’ESA che ha deliziato i presenti con un lungo racconto che ha coinvolto tutti in un emozionante viaggio personale nello spazio. La collaborazione tra Nespoli e Balckfin è nata nel 2017 quando, in occasione della sua ultima missione sulla Stazione Spaziale Internazionale, l’azienda ha realizzato per l’astronauta delle particolari montature utilizzate in orbita per alcuni test scientifici.

Nicola Del Din e Giancarlo Recchia

“Oggi festeggiamo anche la follia, che il mio socio Giancarlo Recchia chiama disobbedienza andata a buon fine” – ha esordito un emozionatissimo Nicola Del Din nel suo discorso agli ospiti – follia che ci è stata attribuita da molti per aver deciso di costruire la sede proprio qui, ai confini dell’impero, e la follia di Giancarlo per aver deciso di credere in quest’azienda che agli occhi dei più sembrava prossima alla sua fine economica”.

E’ stata poi la volta di Giancarlo Recchia che afferma:  “Anche nelle difficoltà iniziali, non è mai venuto meno l’entusiasmo che cercavamo anche nelle piccole imprese quotidiane per poi trasmetterlo a tutti i nostri collaboratori. Collaboratori appunto, e non dipendenti, perché ho sempre ritenuto che siamo noi in quanto proprietà a essere dipendenti dal loro lavoro. È nostro preciso impegno proseguire in questa direzione con la passione e l’entusiasmo che ci hanno sempre contraddistinto. Oggi, questi 50 anni e questa nuova sede non rappresentano un traguardo, ma il consolidamento di una realtà importante per l’economia del territorio e il punto di partenza per una nuova e avvincente sfida all’insegna dell’eccellenza, un sostantivo che ci viene attribuito, che riteniamo di meritare e di cui andiamo orgogliosi”.
A dimostrazione della direzione e del percorso intrapreso dall’azienda, per concludere  il proprio discorso Recchia ha preso in prestito la frase di Max Weber che cita: “Solo chi tenta l’impossibile potrà ottenere il possibile” sottolineandola con una citazione di Eraclito: “Bisogna volere l’impossibile, perchè l’impossibile accada”.

Nicola Del Din, Giancarlo Recchia e Paolo Nespoli

A proposito del restiling della nuova sede, Nicola Del Din aggiunge:  “A tutti gli effetti questo nuovo edificio è una dichiarazione d’amore verso il nostro passato, le nostre persone e le loro grandi competenze. Ma è anche una dichiarazione d’intenti in favore dei tanti progetti e obiettivi che ancora sogniamo di realizzare”.

L’intervento conclusivo è stato affidato a Paolo Nespoli che attraverso il suo racconto ha dimostrato tutta la determinazione per ottenere il raggiungimento dei propri obiettivi, determinazione che lo accomuna al percorso intrapreso dall’azienda.
L’astronauta italiano, che ha effettuato il suo primo volo con la Stazione Spaziale internazionale all’età di 50 anni e che nel corso delle sue tre missioni ha stabilito una permanenza di 313 giorni in orbita, ha raccontato la sua incredibile esperienza e sostenuto il valore dell’eccellenza italiana, dell’importanza della sostenibilità e del rispetto nei confronti dell’ambiente.

 

 

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