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Forum Presbiopia 2025: innovazione, scienza e mercato si sono incontrati a Bologna

Il Forum Presbiopia 2025 è approdato a Bologna e ha confermato, per il settimo anno consecutivo, la sua natura di luogo privilegiato in cui idee, clinica, tecnologia e mercato si intrecciano per definire il futuro della visione da vicino. Professionisti, aziende, ricercatori e accademici hanno affrontato temi cruciali: dall’evoluzione demografica all’impatto dell’intelligenza artificiale, dal ruolo dell’ottico-optometrista alla rivoluzione delle lenti progressive, passando per testimonianze scientifiche d’avanguardia sulla cornea, sulla protezione dalla luce e sulla gestione della miopia. Un appuntamento ricchissimo, che ha portato la presbiopia fuori dai luoghi comuni e l’ha trasformata in un fenomeno culturale, economico e sociale.

Massimo Barberis e Nicola Di Lernia

Il mercato della visione tra numeri, consumi e Silver Economy

Intervento di Massimo Barberis, Presidente ANFAO Gruppo Lenti e CEO di Rodenstock

Barberis sottolinea come il quadro italiano è chiaro: oggi ogni portatore ha meno di due paia di occhiali, mentre in Europa si supera abbondantemente questa soglia. Un dato che evidenzia un potenziale di crescita ancora inespresso. Nonostante la fiducia dei consumatori rimanga fragile, a fine settembre 2025 in Italia si è registrato un recupero di sei punti nel clima di fiducia. Le lenti oftalmiche rappresentano l’80% del business italiano, contro il 60% del resto d’Europa. Tuttavia, l’attrito storico tra classe medica e ottici limita un’evoluzione armonica del settore. Sul fronte della distribuzione, il retail organizzato intercetta il 12% dei volumi. In crescita i giovani portatori di monofocali e, parallelamente, le lenti progressive, il cui prezzo medio monofocale si aggira intorno ai 78 euro. Dentro lo scenario demografico, domina la Silver Economy: il 53% della spesa europea è generata dagli over 65, fascia destinata a crescere vertiginosamente.

Paolo Nucci e Nicola Di Lernia

Bambini, ambiente e salute: la visione oltre le polveri sottili

Nicola Di Lernia intervista Paolo Nucci, Professore Ordinario di Oculistica Università degli Studi di Milano

Una conversazione intensa, a partire dalla domanda sul rapporto tra salute visiva nei bambini e inquinamento. Nucci invita a un cambio culturale: la salute visiva infantile deve essere protetta come qualsiasi altro organo esposto alle polveri sottili. Narrando il suo percorso, ricorda come la lettura  sia stata la scintilla che lo ha portato alla medicina. Sulla cosiddetta “fuga di cervelli”, osserva con lucidità che i giovani specialisti sono ormai “clerici vagantes”, in continuo movimento.

Alessandra Barzaghi, Direttore Marketing Lenses EssilorLuxottica Wholesale Italia. Foto credits: Forum Presbiopia 2025 by b2eys

Luce, filtrazione e qualità visiva: oltre la protezione

Interventi di
Alessandro Farini (CNR – Istituto Nazionale di Ottica)
Alessandra Barzaghi (Direttore Marketing Lenses EssilorLuxottica Wholesale Italia)
Paolo Marchesi (Product e Marketing Manager SEL Optical)
Matteo Fusi (Product Manager Filab)

Sul palco si alternano pareri simili e discordanti: la luce è vita, e secondo Farini lo scopo non è difendersi dalla luce, ma viverla nel modo migliore. Le ricerche sulla trasmittanza sono complesse e richiedono anni, ma portano a un punto chiave: filtrare la luce non è solo un atto di protezione, bensì un miglioramento della performance visiva (contrasto, anti-abbagliamento, comfort). Barzaghi sottolinea invece il ruolo dell’ottico moderno: i clienti cercano qualità visiva, estetica e soluzioni modulari. Oggi l’ottico deve proporre modulazione della luce, non solo protezione.

Marchesi rimarca l’urgenza della prevenzione, ancora poco valorizzata nei centri ottici. Matteo Fusi propone una lettura ancora più tecnica: per lui la sfida non è solo filtrare la luce, ma interpretarla. Sostiene che le nuove generazioni di lenti devono saper “dialogare” con gli ambienti visivi, adattandosi dinamicamente alle variazioni di luminosità. Infine, Marchesi sottilinea che la questione centrale è e rimane l’educazione visiva, un aspetto spesso sottovalutato.

Future Optical Retail

Giuseppe Stigliano, Esperto internazionale di Retail Marketing 
Massimo Barberis, CEO Rodenstock Italia
Marco Procacciante, CEO Vision Group
Annalisa Marino, Trade Marketing Manager ZEISS Vision Care
Maurizio Veroli, CEO Hoya Italia
Roberto Iazzolino, Senior Scientific Advisor Dai Optical
Sabrina Lotto, Head of Marketing & Professional Services Menicon Soleko

Giuseppe Stigliano sottolinea che l’introduzione dell’AI generativa rivoluziona il retail: il processo decisionale del consumatore è frammentato e veloce, e le aziende devono adattarsi a gestire molteplici punti di contatto in contemporanea. Massimo Barberis evidenzia che la rapidità con cui le persone valutano prodotti e servizi oggi rende cruciale l’uso di strumenti predittivi per anticipare bisogni e guidare le scelte, senza sovraccaricare il cliente. Marco Procacciante afferma che il percorso del consumatore non è più lineare: convivono più generazioni con comportamenti diversi e l’AI può aiutare a segmentare e personalizzare l’offerta in tempo reale. Annalisa Marino ricorda che il costumer journey deve essere analizzato in modo verticale e dettagliato, per comprendere ogni punto di contatto e ottimizzare la comunicazione con il cliente finale.

Maurizio Veroli sostiene che la frammentazione dell’attenzione del consumatore richiede strategie integrate che combinino dati, intelligenza artificiale e empatia, per garantire esperienze visive e di acquisto coerenti. Roberto Iazzolino sottolinea che l’AI non sostituisce il giudizio umano, ma supporta decisioni più rapide e accurate, filtrando informazioni e aiutando i professionisti a offrire soluzioni più mirate. Sabrina Lotto aggiunge che per guidare il cliente nel contesto odierno, è fondamentale combinare innovazione tecnologica con comunicazione chiara e personalizzata, così da ridurre confusione e aumentare la fiducia nel prodotto.

Presbiopia, neuroscienze e futuro: quando la qualità visiva incontra la cognizione

Giorgio Parisotto, Professional & Business Manager EssilorLuxottica Wholesale

Il Dr. Parisotto racconta l’evoluzione della presbiopia:  in futuro i presbiti di 45-64 anni diminuiranno, ma aumenteranno quelli nella fascia 65-79. La presbiopia non è solo acuità visiva: coinvolge le vie dorsale e ventrale della corteccia occipitale, legate a movimento e profondità. Le lenti progressive lavorano proprio su questi due sistemi. Tre teorie neuroscientifiche aiutano a comprendere il futuro, fra cui quella della deprivazione sensoriale, che evidenzia come la funzione sensoriale influenzi la capacità cognitiva. Per Parisotto, la soluzione è chiara: prescrizioni che rallentino la progressività del disturbo, sfruttando lenti progressive e nuove tecnologie basate su AI.

Processo Delphi e gestione della miopia: la ricerca che diventa protocollo

Matilde Ronzoni, Global Medical & Scientific Affairs Manager Hoya Vision Care

L’esperta di Hoya racconta il percorso professionale di un anno di lavoro, dove 100 oculisti pediatrici, 37 esperti, sei tavole rotonde e tre round analitici hanno portato avanti il Processo Delphi. Il Processo ha prodotto 53 consensi scientifici sulla miopia. La miopia deve essere analizzata a 360 gradi, e HOYA traduce questo impegno in azioni concrete: protocolli clinici, sensibilizzazione dei pediatri, dialogo tra ottici, optometristi e oftalmologi.

Pre-presbiopia, età e nuove soluzioni

Interventi di
Giancarlo Montani, Docente optometria Università del Salento
Fabio Casalboni, Direttore SIOO
Stefano Amarena, Trainer ZEISS Vision Care
Matteo Fusi, Product Manager Filab
Alice Parisi, Product Manager OPTOVISTA
Anna Maria Nicolini, Direttore Marketing HOYA Italia

Durante questo interessante dibattito, Alice Parisi introduce il tema del pre-presbite, una fascia spesso trascurata ma fondamentale per costruire percorsi visivi personalizzati fin dai primi segnali di affaticamento; Stefano Amarena invita a superare l’idea dell’età come confine, ricordando che la qualità visiva va sostenuta lungo tutto l’arco della vita. Fabio Casalboni sottolinea come la lente possa essere uno strumento prezioso già a quindici anni quando compaiono anomalie funzionali e, per la presbiopia, come le lenti a supporto accomodativo aiutino a riequilibrare la convergenza; Giancarlo Montani richiama l’importanza dell’analisi optometrica preventiva, perché leggere in anticipo i micro-cambiamenti del sistema visivo permette interventi più efficaci. Matteo Fusi evidenzia il valore delle soluzioni modulari che si adattano alle abitudini digitali del paziente e Anna Maria Nicolini infine ribadisce la necessità di una comunicazione semplice e concreta, capace di far percepire al cliente il beneficio immediato delle nuove tecnologie correttive.

AI e professionisti: collaborazione, non sostituzione

Charles Di Benedetto, Optometrista e Contattologo

Lo specialista Charles Di Benedetto spiega come l’intelligenza artificiale non sostituirà l’optometrista, ma si configurerà come un potente alleato dei professionisti della visione. Grazie a sistemi predittivi e strumenti di filtraggio avanzati, l’AI sarà in grado di identificare rapidamente i pazienti che necessitano di interventi urgenti, ridurre i tempi di accesso alle visite e permettere una migliore priorizzazione degli appuntamenti. Tuttavia, Di Benedetto sottolinea che la tecnologia non potrà mai sostituire il rapporto umano. La capacità dell’optometrista di comprendere le esigenze individuali, di cogliere segnali sottili e di guidare il paziente nella scelta della soluzione visiva più adatta resta insostituibile, anche in un contesto dove le macchine diventano sempre più intelligenti. In questo senso, l’AI diventa uno strumento che amplifica l’efficacia del lavoro umano, liberando tempo e risorse per ciò che conta davvero: l’attenzione alla persona e alla qualità della sua esperienza visiva.

Start-up, tecnologia e rivoluzione del 2025

Andrea Astarita,“Optometria giovane” 

Nel panorama vibrante del Forum Presbiopia 2025, un momento particolarmente suggestivo è stato dedicato alle start-up che stanno ridisegnando il futuro della visione, portando sul palco idee che sembrano provenire direttamente dal domani. Tra queste spiccano realtà capaci di coniugare ricerca, tecnologia e immaginazione. Mojo Vision, con la sua lente a contatto intelligente premiata nel 2024, propone un dispositivo che non si limita a correggere la vista, ma interagisce con l’ambiente e con chi la indossa, trasformandola in un’interfaccia invisibile verso nuove forme di percezione. Oui Inc. Smart Eye punta invece sulla democratizzazione dell’esame visivo, grazie a una camera-app che permette di eseguire test della vista in qualsiasi luogo, rendendo accessibile lo screening anche dove mancano strutture specialistiche.

Lambda Vision introduce una frontiera ancora più audace, con una retina artificiale capace di simulare i fotorecettori danneggiati e aprire nuove prospettive terapeutiche per le malattie degenerative. E infine Early Sight, che con il suo OCT ultradefinito, dieci volte più preciso dei migliori strumenti attuali, consente di individuare i primissimi segnali delle patologie retiniche, permettendo interventi tempestivi prima che il danno diventi irreversibile. Innovazioni che non solo affascinano, ma mostrano concretamente come la visione del futuro sia già iniziata.

Il neo-presbite 2020–2025: comportamenti, percezioni e psicologia

Valerio Albertin, Ipsos, specialisti in ricerche di mercato
Massimo Barberis, P
residente ANFAO Gruppo Lenti e CEO di Rodenstock
Alessandra Barzaghi, Direttore Marketing Lenses EssilorLuxottica Wholesale Italia
Roberto De Gennaro, CEO Dai Optical
Roberto Scoleri, Direttore Generale GreenVision
Maurizio Veroli,CEO Hoya
Michele Villotti, Amministratore Optovista

In questo incalzante ed equilibrato dibattito, Valerio Albertin sottolinea che chi consiglia il professionista deve avere una conoscenza approfondita sia del mercato sia del comportamento dei pazienti, perché solo così è possibile orientare le scelte in modo efficace e personalizzato. Massimo Barberis evidenzia come molti consumatori percepiscano l’uso di una lente come un segnale di invecchiamento, un aspetto psicologico che influenza fortemente l’approccio alla correzione visiva. Alessandra Barzaghi ricorda che il ruolo del retail non è quello di far adattare il cliente, ma di guidarlo nell’uso naturale dell’occhiale, costruendo fiducia e sicurezza nell’esperienza d’acquisto.

Roberto De Gennaro e Roberto Scoleri aggiungono che il consumatore si rivolge al professionista della visione, ma spesso riceve messaggi discordanti sulla lente progressiva, generando confusione. Maurizio Veroli e Michele Villotti sottolineano l’importanza di una corretta analisi comparativa tra soluzioni e di una comunicazione chiara, capace di far percepire al cliente il reale beneficio della scelta visiva, trasformando la lente non in un ostacolo psicologico, ma in uno strumento che migliora concretamente la qualità della vita quotidiana.

Il Talent Show dell’Ottica: guidare i genitori nella miopia giovanile

Durante la seconda giornata del Forum Presbiopia 2025 prende il via il Talent Show dell’Ottica, un momento originale e interattivo dedicato alla miopia giovanile e all’approccio corretto con i genitori. Con Lisa Vampa, nefrologa e psicoterapeuta, nei panni di “cliente misterioso”, i partecipanti si confrontano su scenari realistici e casi pratici, affrontando le paure e le domande dei genitori. La giuria, composta da Raffaella Balestrieri, psicologa, psicoterapeuta e psicodrammatista esperta in processi formativi, Federica Bonazza, ricercatrice e psicoterapeuta in formazione, Andrea Afragoli, presidente di Federottica, e le influencer Orsola Baggio e Maria Federica Passerini, valuta le strategie di comunicazione e la capacità di empatia dei partecipanti. L’obiettivo è fornire strumenti concreti per supportare i genitori, spiegare l’importanza della prevenzione e trasformare l’informazione in un dialogo efficace, capace di accompagnare le famiglie nella gestione della miopia nei più giovani.

Conclusioni: un nuovo orizzonte per la visione del futuro

Il Forum Presbiopia 2025 ha mostrato con chiarezza che la visione non è più soltanto un tema clinico, ma un ecosistema complesso che intreccia neuroscienze, tecnologia, mercato, psicologia e relazione umana. Bologna ha accolto un confronto vivace e multidisciplinare, dove ogni intervento – dal mondo accademico al retail, dalle start-up alla pratica quotidiana dell’ottico – ha contribuito a disegnare un futuro più consapevole e competente. La presbiopia diventa così un’occasione: un’opportunità per innovare, per elevare la professionalità, per rafforzare l’alleanza tra specialisti e per offrire a ogni persona una qualità visiva che non riguarda solo l’occhio, ma il modo in cui abitiamo il mondo. Il messaggio finale è chiaro: il futuro della visione è già iniziato, e passa attraverso conoscenza, collaborazione e una cultura dell’empatia che rimetta al centro il valore della persona.

COFIDIS PAGODIL
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