
In una lettera aperta al Presidente del Consiglio, al Ministero dello Sviluppo Economico al Ministero dell’Economia e dalla Finanza, le aziende – escluse dal decreto Salva Italia – chiedono misure che tengano conto delle peculiarità del mondo imprenditoriale e del retail.
In questa lettera firmata da più di 50 imprese, sono stati individuati alcuni punti per far fronte alla fase di emergenza e, in seguito, per favorire la ripresa. Da qui le 10 proposte avanzate: la prima è la richiesta di essere “assimilate alle filiere in crisi” che compaiono nel decreto Cura Italia. E poi il blocco degli obblighi di pagamento; la revisione contrattuale degli affitti, anche post apertura; lo slittamento almeno fino a settembre del pagamento dell’Iva; la depenalizzazione dei reati tributari per dichiarazioni regolari ma mancati versamenti; l’immediata immissione di liquidità.
Per la ripresa le proposte sono: sgravi contributivi del 50% sino al 2021; detrazioni fiscali maggiorate sugli investimenti e spese di marketing; facilitazione del credito al consumo; detrazioni d’imposta e voucher a favore di persone fisiche per acquisti di beni e servizi delle aziende operanti nei settori in crisi.