Lo scorso dicembre, presso Villa Gens Camuria, Safilens ha organizzato un incontro multidisciplinare dedicato all’impiego delle lenti a contatto come strumento clinico per l’analisi e la gestione delle disarmonie posturali, occlusali e dei processi di apprendimento. L’evento ha sottolineato come la funzione visiva rappresenti un elemento centrale nei percorsi di prevenzione e valutazione funzionale, con particolare attenzione all’età evolutiva.
All’incontro hanno partecipato circa settanta professionisti provenienti da ambiti diversi, tra cui oftalmologia, ortottica, optometria, osteopatia, odontoiatria e neuropsichiatria infantile. L’obiettivo è stato favorire un confronto strutturato e costruire un approccio condiviso, in cui l’esame visivo e la correzione ottica assumessero un ruolo strategico all’interno di una visione globale della persona.
Particolarmente significativo è stato il contributo del Dott. Nicola Molino, medico chirurgo specialista in oftalmologia, che insieme a Safilens ha promosso un modello di collaborazione interdisciplinare tra le diverse figure professionali coinvolte. La sua esperienza ha evidenziato come una correzione refrattiva mirata, anche attraverso l’uso delle lenti a contatto, potesse incidere sull’equilibrio funzionale complessivo, influenzando postura, funzione occlusale e performance visuo-cognitive, in piena sintonia con la filosofia Safilens, orientata a un impiego evoluto e clinicamente fondato della lente a contatto.

Safilens: lenti a contatto per prevenzione funzionale
Nel corso della giornata, Chiara Vassili, Responsabile Formazione e Contattologia Avanzata di Safilens, ha approfondito il ruolo delle lenti a contatto morbide come strumenti di supporto per ottico-optometristi, sottolineando come la lente potesse diventare parte integrante di un percorso condiviso di osservazione e prevenzione. Il confronto tra specialisti ha portato all’integrazione delle indagini anamnestiche nel protocollo degli screening Safilens su tutto il territorio nazionale, introducendo domande mirate sui precedenti logopedici, sulle difficoltà di memorizzazione e sulle problematiche legate a lettura e scrittura, allo scopo di intercettare precocemente segnali di difficoltà funzionale.
Questa integrazione ha rafforzato il ruolo dell’ottico-optometrista come primo osservatore privilegiato, capace di indirizzare il giovane paziente verso approfondimenti specialistici quando necessario. «Nel confronto multidisciplinare è emerso con chiarezza come molte disarmonie posturali, occlusali e dei processi di apprendimento abbiano una base funzionale complessa e plurisettoriale. Una volta riconosciuti e correttamente inquadrati, questi aspetti possono essere affrontati in modo mirato per favorire un migliore equilibrio funzionale», ha commentato il Dott. Molino. «Le lenti a contatto rappresentano uno strumento clinico di grande valore: grazie alle loro caratteristiche, possono supportare i meccanismi di riprogrammazione visu-posturale e favorire un’integrazione più efficace delle funzioni coinvolte, con ricadute positive sui processi di apprendimento».
Con questa iniziativa, Safilens ha confermato il proprio impegno nel promuovere una cultura della visione moderna e interdisciplinare, in cui la lente a contatto diventa uno strumento di connessione tra competenze diverse, a beneficio di una prevenzione più efficace, precoce e centrata sulla persona.
