Safilens: al via il progetto “Screening a scuola”

Dal 20 marzo a Roma partirà il progetto “Screening a scuola” realizzato dall’ Associazione per lo Studio e la Ricerca sulla Visione (APRV) in collaborazione con Safilens. Oltre mille studenti – appartenenti alla scuola dell’infanzia, primaria e media – dell’Istituto Comprensivo Via Fabiola di Roma potranno partecipare ad una visita gratuita della vista.

Il progetto di Safilens – realizzato in collaborazione con il dott. Marco Orlandi di APRV – ha come finalità l’identificazione precoce dei difetti visivi. All’interno dell’istituto scolastico è stato realizzato un corner con un team specializzato composto da ortottista, optometrista e da un referente organizzativo. Una volta effettuato lo screening, gli studenti e le famiglie riceveranno la valutazione con l’esito dell’esame consegnato personalmente da parte dei docenti.

Un’opportunità importante per i ragazzi: anche a causa di nuovi stili di vita poco “amici” della vista – come l’utilizzo massivo di dispositivi elettronici – la miopia sta crescendo anche fra persone di giovane età. 

“Questo progetto rientra nella filosofia di Safilens: avvicinarci sempre di più ai giovani attraverso attività di prevenzione. “Screening a scuola” è nostro contributo per supportare le famiglie a considerare, e prevenire, fin dalla giovane età disturbi visivi, come la miopia,  sempre più diffusi ad ogni fascia di età e latitudine. Questo, per noi, è un primo progetto sperimentale e che grazie al supporto del Dott. Marco Orlandi di APRV siamo riusciti a realizzare partendo dalla capitale. Il nostro obiettivo è quello di estenderlo anche in altre strutture scolastiche sul territorio nazionale.” così Massimiliano De Vita, direttore vendite Italia Safilens.

 

“Con  l’Associazione per lo Studio e la Ricerca sulla Visione, attraverso  gli screening visivi nelle scuole, diamo il nostro contributo nell’individuare il più  precocemente possibile,  eventuali deficit del sistema visivo. Se non si interviene precocemente, i problemi visivi possono portare a difficoltà non solo sulle abilità di discriminazione ma possono  anche concorrere ai disturbi nell’apprendimento e  indurre posture scorrette.”, Dott. Marco Orlandi, presidente APRV.