Sabrina Paulon: la visione di Marcolin in un dialogo tra stile, innovazione e identità

In un mondo del lavoro in continua trasformazione, il tema dell’empowerment femminile assume un ruolo centrale nella crescita delle organizzazioni e nello sviluppo delle persone. Favorire l’autonomia, valorizzare i talenti e offrire opportunità di crescita significa generare un ambiente in cui ciascun individuo può esprimere pienamente il proprio potenziale. In questo contesto, le donne rappresentano una risorsa preziosa, perché portatrici di visioni diverse, di competenze trasversali, di leadership inclusiva e di nuove prospettive. Promuovere il loro empowerment non è solo un atto di giustizia sociale, ma anche una leva strategica per innovazione, competitività e sostenibilità su tutti i fronti. Le aziende che scelgono di investire nella parità di genere e nel protagonismo femminile costruiscono un futuro più equo e più ricco di possibilità.

Tra queste realtà, Marcolin si distingue come esempio virtuoso. L’azienda non disegna soltanto occhiali, ma visioni: trame sottili di metallo e acetato che si intrecciano tra sogno e realtà, sospese in un equilibrio che sfida il tempo. Ogni montatura è una storia fatta di ingegno, ricerca e cura che racchiude la promessa di nuovi orizzonti. Nei laboratori, mani esperte modellano materiali e idee, trasformando la creatività in forma tangibile, fondendo innovazione e tradizione in un abbraccio fluido. Marcolin non è solo un luogo di produzione, ma un ecosistema che riconosce il valore delle persone, investe sui talenti e promuove una cultura aziendale inclusiva. Qui l’empowerment si traduce in percorsi, opportunità e scelte quotidiane che mettono al centro l’unicità di ciascuno.

Al cuore di questa sinfonia organizzativa c’è Sabrina Paulon, HR Director, figura chiave nel dare forma e sostanza all’impegno dell’azienda verso la valorizzazione delle persone. Con sensibilità e visione, intreccia competenze, culture e aspirazioni, costruendo un ambiente in cui ogni collaboratore può sentirsi parte attiva del progetto Marcolin. La sua leadership promuove dialogo, ascolto e crescita, sostenendo in particolare il ruolo delle donne e incoraggiandone la piena espressione professionale. Di tutto questo abbiamo parlato in questa intervista esclusiva, che ci ha aperto uno sguardo autentico sul valore delle persone e sul futuro dell’empowerment in Marcolin. Una conversazione che ha dato voce alle trame umane dietro ogni visione. Grazie al suo lavoro, l’empowerment femminile non resta un concetto astratto, ma diventa un percorso reale, quotidiano, capace di alimentare le visioni che Marcolin continua a forgiare con passione e poesia.

Quali sono state le sfide principali che ha incontrato nel suo percorso professionale e in che modo le ha trasformate in opportunità di crescita?

“Quando sono entrata in Marcolin nel 2014, ero l’unica donna all’interno del leadership team. Ricordo bene la sensazione di trovarmi di fronte a una sfida complessa ma stimolante: costruire fiducia e creare relazioni autentiche in un contesto prevalentemente maschile, contribuendo allo stesso tempo a far evolvere la cultura aziendale verso una maggiore attenzione alle persone. Fin dall’inizio ho percepito un terreno fertile, una Marcolin capace di accogliere il cambiamento e sensibile ai temi dell’inclusione. Questo mi ha dato la forza di trasformare le difficoltà in opportunità: opportunità per introdurre nuove pratiche, per innovare i modelli di leadership e per mettere al centro la valorizzazione delle diversità. Dal sostegno alla genitorialità ai percorsi dedicati alla crescita della leadership femminile, ogni iniziativa è nata con l’obiettivo di rendere più equo, consapevole e umano il nostro modo di lavorare. Raggiungere nel 2024 – dieci anni esatti dopo il mio ingresso – la certificazione per la parità di genere rappresenta un traguardo di straordinaria importanza, non solo per me ma per tutta l’Azienda. È la dimostrazione concreta che una cultura aperta, inclusiva e collaborativa non è soltanto un valore da affermare, ma una leva potente di crescita: personale, professionale e collettiva”.

In che cosa, secondo lei, la leadership femminile può portare un valore aggiunto specifico all’interno del settore ottico?

Credo che oggi la vera differenza non risieda più in una leadership “femminile” o “maschile”, ma in una leadership autentica, capace di valorizzare le persone, le competenze e il merito, al di là di ogni etichetta. Una leadership che riconosce il valore delle diversità e che sa costruire contesti in cui ciascuno possa esprimere appieno il proprio potenziale. Nel nostro settore, dove creatività, precisione e visione strategica si intrecciano ogni giorno, questo approccio diventa un vantaggio competitivo concreto: significa saper leggere la complessità, collaborare oltre le differenze culturali e generare valore attraverso il lavoro di squadra. In Marcolin questa visione è ormai parte integrante della nostra identità. È un modo di pensare e di agire che orienta le nostre scelte, i nostri progetti e il modo in cui affrontiamo le sfide del futuro. Nel mio ruolo di Vicepresidente di ANFAO, sento la responsabilità e l’entusiasmo di portare questo messaggio anche oltre i confini dell’Azienda, contribuendo a promuovere una cultura del lavoro fondata su equità, riconoscimento del merito e un modello di leadership più contemporaneo, rigenerativo e profondamente umano”.

Come riesce a conciliare la sua vita personale con il ruolo professionale e quali iniziative ritiene importanti per favorire una maggiore inclusione e pari opportunità nelle aziende del settore?

“La conciliazione tra vita professionale e personale non è solo una questione di equilibrio individuale, ma di responsabilità collettiva. Richiede strumenti concreti, ma anche una cultura organizzativa capace di sostenere davvero le persone. In Marcolin abbiamo scelto di muoverci in questa direzione già da tempo, introducendo lo smart working ben prima del periodo pandemico e affiancandolo a misure che favoriscono la flessibilità e il benessere: orari più adattabili, programmi di supporto alla genitorialità, convenzioni con asili nido e iniziative dedicate alla cura e alla qualità della vita. Tutto questo non è solo welfare: è un modo di lavorare che mette al centro la fiducia e la serenità delle persone, perché solo quando ci si sente sostenuti è possibile dare il meglio di sé. Credo che il vero passo avanti per le aziende sia proprio questo – creare condizioni reali di supporto, ma anche diffondere una cultura di consapevolezza e di pari opportunità, in cui il benessere diventi parte integrante della performance e della crescita collettiva”.

Pensa che le donne abbiano un approccio diverso alla gestione dei team e delle persone rispetto agli uomini? Se sì, come questa differenza influisce sul modo in cui ispira, sostiene, motiva e guida il suo team?

“Mi piace pensare che ogni persona porti con sé un modo unico di vedere, di sentire e di contribuire. Allo stesso tempo, credo che noi donne, spesso, esprimiamo una leadership più inclusiva e collaborativa, capace di generare ascolto, empatia e partecipazione autentica. In Marcolin valorizziamo queste differenze come una vera ricchezza: promuoviamo team eterogenei, dove uomini e donne possano confrontarsi, ispirarsi e crescere insieme. È in questo scambio che nascono le idee migliori, perché la diversità non divide – al contrario, unisce, motiva e rafforza il senso di appartenenza. Ed è proprio da questa energia condivisa che prendono forma i risultati più solidi e duraturi”.

Quali qualità considera siano fondamentali per avere successo in ambito professionale?

“Credo che il vero successo nasca dall’incontro tra visione strategica e umanità. È l’equilibrio tra la capacità di guardare lontano e quella di restare vicini alle persone, con coerenza, credibilità e senso di responsabilità. Ma ciò che fa davvero la differenza è la capacità di creare contesti in cui ciascuno si senta riconosciuto, ascoltato e ispirato a dare il meglio di sé. Oggi, avere successo significa saper leggere la complessità con mente aperta e cuore consapevole, valorizzare il merito e guidare il cambiamento con rispetto, trasparenza e ascolto autentico. È da questi principi che nascono le organizzazioni sostenibili del futuro: luoghi dove la performance si nutre di benessere, e dove l’inclusione non è solo un valore, ma una straordinaria leva di innovazione e crescita condivisa”.

Essere una donna ha mai rappresentato una sfida in questo settore ancora a volte dominato da una mentalità maschile? Se sì, come ha affrontato eventuali stereotipi o pregiudizi, e che consigli può dare ad altre donne che desiderano intraprendere la stessa strada?

“Essere l’unica donna nel leadership team, all’inizio, è stata certamente una sfida. Ma più che un ostacolo, l’ho vissuta come un’opportunità: l’occasione per contribuire a far evolvere la cultura aziendale e dimostrare, con i fatti, che la diversità è una risorsa preziosa. In Marcolin ho trovato un contesto capace di ascoltare, di accogliere il cambiamento e di trasformarlo in valore. Nel tempo, questa apertura si è tradotta in un’evoluzione concreta: oggi le donne rappresentano il 58% della popolazione aziendale e il 46% delle posizioni manageriali. Numeri che non raccontano solo un equilibrio, ma una vera trasformazione culturale – una cultura che riconosce nella parità e nell’inclusione un motore di crescita. Alle donne direi di non smettere mai di farsi ascoltare, di costruire alleanze e di credere nel potere del merito e dei risultati. Perché è così che si superano gli stereotipi: mostrando che la competenza non ha genere e che la leadership inclusiva è, in fondo, la forma più autentica ed evoluta di leadership”.

 

COFIDIS PAGODIL
BANNER SIOF
ZORZETTIG BANNER
Condividi questo articolo
Facebook
LinkedIn
X
Telegram
WhatsApp
Email
Threads
Facebook