Rischi e opportunità per gli ottici: quando il treno passa una volta sola

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Unsplash-Ankush Minda

Oggi molte prestigiose testate giornalistiche abbinano ecommerce e informazione, come nel caso del Corriere della Sera che pubblica un articolo in cui parla di tendenze eyewear, offrendo contestualmente la possibilità di acquistare su Amazon i fashion brand menzionati nel proprio contenuto. Al lettore quindi basta un semplice click direttamente dalla pagina on line del giornale, per comprare il prodotto descritto nell’articolo (leggi qui). In questo modo la testata incassa una commissione per ogni acquisto avvenuto tramite il link pubblicato all’interno proprio contenuto esclusivo. Si tratta di accordi finora utilizzati soprattutto dai blog, ma che oggi sono sfruttati anche dall’editoria di rilievo. Una formula di editorial sell che funziona soprattutto per gli occhiali da sole, segmento che sta soffrendo particolarmente negli ultimi tempi  (leggi qui). I portali di ecommerce, inoltre, sono sempre più specialisticiorganizzati e performanti dal punto di vista dei servizi e competitivi sui prezzi, come vi abbiamo raccontato in un precedente articolo (leggi qui).

Sappiamo bene che dove c’è crisi per alcuni soggetti economici, si realizzano opportunità per altri. Naturalmente il retail tradizionale non può competere con Amazon e in generale con i portali di ecommerce. L’ottico però può e deve valutare altre strade, consapevole della capacità di adattamento di questo sistema.

Treni che passano

Le “relazioni pericolose” tra editoria, informazione e ecommerce sono tra gli aspetti da tenere d’occhio, ma esistono altri fenomeni da monitorare. Che il mondo sia cambiato è ben noto a tutti, tuttavia si tende a non soppesare la sostanza e la qualità dell’evoluzione, rimanendo così un passo indietro. In pratica, spesso ci rendiamo conto che un cambiamento è in atto, ma non sappiamo identificarlo, non capiamo come o dove stia avvenendo, quanto velocemente si stia verificando e quali conseguenze porti con sé. Come un treno che passa senza che i viaggiatori sappiano con certezza a che ora e in quale stazione si fermi, o in che direzione riparta.

Ma un altro aspetto che non calcoliamo è rappresentato dal rischio che si corre perdendo questo treno, ignorando il fatto che restare a piedi sia molto pericoloso: si può correggere la direzione in corsa, ma un altro treno forse non passa. Se poi aggiungiamo che altri prima di noi sono saliti in tempo, la situazione si aggrava.

Nel mondo dell’ottica i cambiamenti sono stati più lenti rispetto ad altri settori: i treni, se così possiamo dire, hanno fischiato parecchie volte per avvisare i viaggiatori del proprio arrivo, e alcuni stanno ancora fischiando. Talvolta sono stati gli ottici stessi o le aziende di ottica e occhialeria a segnalarli, tuttavia gli alert sono rimasti spesso inascoltati.

Nel monitorare il mercato e i trend, nel realizzare interviste e inchieste nel mondo dell’ottica, Vision.biz ha riscontrato – grazie anche al feedback degli ottici stessi – quali sono le opportunità per il retail di questo settore e i relativi punti deboli.

Segmenti Sport e Kids: occasioni da non perdere

Come emerge dalle statistiche condotte da diversi istituti di ricerca a livello nazionale, l’interesse per lo sport e per le attività outdoor è in costante aumento, soprattutto nella fascia di età over 45, ovvero un target con potere d’acquisto rilevante. Questo crescente pubblico non ha bisogno di essere cercato appositamente ma è già presente tra la clientela di qualsiasi centro ottico. La pratica di attività outdoor è infatti culturalmente consolidata nel nostro Paese e diffusa capillarmente tra la popolazione, si tratta quindi intercettare il bisogno di un cliente già esistente, evitando che si rivolga al negozio di sport, anziché affidarsi all’ottico di fiducia. Attualmente i centri ottici stanno “regalando” una grossa fetta della propria clientela al retail specializzato in abbigliamento e attrezzature sportive; un settore quest’ultimo in cui mancano le necessarie competenze per fornire una consulenza professionale a chi acquista un occhiale. E’ arrivato il momento di riappropriarsi del cliente.

Anche il segmento kids è significativo e promettente. L’utilizzo di dispositivi digitali fin dalla prima infanzia e l’aumento delle ore trascorse in ambienti chiusi portano con sé una maggiore necessità di prevenzione e trattamento dei disturbi visivi più gravi, ma anche di protezione e benessere. Da non trascurare il fattore estetico e fashion, importantissimo oggi per i più piccoli, non per una questione di capriccio ma per l‘aspetto psicologico che interviene nel momento in cui un bambino indossa i primi occhiali. Puntare su un’offerta di qualità per l’infanzia, su cui il genitore consapevole investa più volentieri, è un’opportunità che il retail ottico fatica ancora a cogliere.