
Manca ancora qualche mese, ma l’atmosfera si carica già di aspettative: Opti 2026 è in rotta verso gennaio, pronta a trasformare Monaco nella capitale internazionale dell’ottica, dal 16 al 18. Un appuntamento che non è solo fiera, ma specchio di un intero settore, e rete pulsante di idee, relazioni e futuro.
Ne è convinta Cathleen Kabashi, direttrice di Opti, che guida il team con uno sguardo appassionato e una strategia fatta di contatto diretto, ascolto e collaborazione. “Opti è il primo grande appuntamento dell’anno. Ha l’energia di una partenza, l’ispirazione delle novità e la forza concreta del business”, racconta Kabashi.

Il cuore dell’edizione 2026 vive di giovani talenti
Il successo dell’Opti Next Generation mostra una nuova generazione che cerca ispirazione, connessioni reali, possibilità di mettersi in gioco. A maggio, durante l’evento OptoMEETry alla Brandenburg University, Kabashi ha vissuto in prima persona quell’energia contagiosa fatta di idee fresche, creatività e apertura mentale: “È esattamente ciò di cui l’ottica ha bisogno”, afferma.
Ma Opti guarda anche oltre. Il team lavora fianco a fianco con aziende, start-up e produttori, dalle lenti a contatto ai dispositivi acustici, per disegnare un’esperienza che sorprenda e informi. Le parole d’ordine? Innovazione, collaborazione, visione. Come afferma Kabashi: “Siamo come cercatori di tartufi nel mercato: cerchiamo gemme rare, intuizioni da trasformare in valore”.

Con oltre 21.000 visitatori e più di 330 espositori nella scorsa edizione, Opti si conferma il palcoscenico ideale per far brillare idee, prodotti e connessioni. Un festival del settore che sa unire entusiasmo, contenuto e relazioni autentiche. E un piccolo spoiler per il 2026: ascoltate bene, nel senso più ampio del termine. Le sorprese non saranno solo per gli occhi!