Miopia, imparare a guardare lontano comincia a scuola

Duecento ragazzi, un viaggio dentro l’occhio e un messaggio che guarda molto più lontano. È partito oggi da Milano, in occasione del Mese della vista, il nuovo progetto di sensibilizzazione e prevenzione dedicato alla miopia in età scolare. La cornice è quella del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, dove è stato presentato in anteprima “Viaggio nell’occhio. Dalla luce alla visione”, il filmato educational che accompagnerà la campagna nelle scuole italiane.

A seguirne il progetto è il professor Paolo Nucci, professore ordinario di Oculistica dell’Università degli Studi di Milano, che questa mattina ha incontrato circa 200 alunni degli istituti secondari Orsoline di San Carlo e Canadian School of Milan. Con lui anche la dottoressa Carla Tomasini, medico specialista in Pediatria e divulgatrice scientifica conosciuta sui social come Pediatra Carla. Un incontro pensato non soltanto per parlare di miopia, ma soprattutto per insegnare ai più giovani a conoscere il proprio sistema visivo. Perché prima ancora di prevenire una patologia, è necessario comprendere come funziona ciò che ci permette ogni giorno di vedere, leggere, muoverci e interpretare il mondo.

Quando l’occhio cambia, cambia anche il modo di vedere

È questo il senso del filmato: trasformare la complessità dell’apparato visivo in un racconto accessibile e coinvolgente. La luce entra nell’occhio, attraversa le sue strutture, raggiunge la retina e da lì dà origine a una sequenza di informazioni che arriva al cervello, dove viene elaborata e diventa immagine. Un vero e proprio viaggio, raccontato dal professor Nucci con un linguaggio pensato per bambini e ragazzi ma fondato sul rigore scientifico. Da qui prende forma una campagna che mette la scuola al centro della prevenzione. Una scelta tutt’altro che casuale, considerando quanto la miopia sia diventata un fenomeno sempre più diffuso tra le nuove generazioni.

Oggi interessa circa il 25% dei giovani adulti e, nell’arco dell’ultimo secolo, la sua presenza in Europa è aumentata in maniera esponenziale. Ancora più significativo il dato relativo alla miopia elevata, che è triplicata e che, secondo le stime riportate da uno studio pubblicato nel 2025 su BMJ Public Health e basato su oltre 18.000 persone, potrebbe diventare entro il 2035 la prima causa di ipovisione irreversibile in Europa. Non è cambiato soltanto il numero delle persone interessate. È cambiato anche l’occhio. In cento anni, la lunghezza del bulbo oculare è cresciuta mediamente di quasi un millimetro. Quando l’occhio si allunga, l’immagine viene messa a fuoco davanti alla retina, dando origine alla miopia. Nelle forme più elevate aumentano inoltre i rischi di complicanze oculari, tra cui distacco della retina e maculopatia.

La prevenzione comincia prima della miopia

A incidere sulla crescente diffusione del fenomeno sono anche le trasformazioni degli stili di vita. Bambini e ragazzi trascorrono oggi molto più tempo in attività a distanza ravvicinata, sui libri e soprattutto davanti agli schermi, mentre si è ridotto il tempo trascorso all’aria aperta. Un cambiamento che rende ancora più importante intervenire durante l’età evolutiva. «La scuola rappresenta un luogo privilegiato nel quale iniziare a costruire una vera cultura della salute visiva», spiega il professor Paolo Nucci, sottolineando l’importanza di aiutare i bambini a conoscere i propri occhi e, allo stesso tempo, sensibilizzare insegnanti e famiglie sull’importanza della prevenzione e dei controlli durante la crescita.

Professor Paolo Nucci

Perché la miopia non è necessariamente un difetto da aspettare e correggere quando compare. Una comparsa precoce significa avere davanti più anni di possibile progressione. Ridurre questa evoluzione può quindi contribuire a diminuire la probabilità che il bambino raggiunga livelli elevati di miopia in età adulta. Un’attenzione particolare va ai bambini in premiopia, una condizione che indica una marcata predisposizione allo sviluppo del difetto visivo. È proprio in questa fase, prima ancora che la miopia si manifesti pienamente, che la prevenzione può assumere un valore decisivo.

«Oggi è soprattutto con i bambini in questa condizione che si gioca la partita», sottolinea Nucci. «Nella premiopia è molto efficace la vita all’aria aperta perché comporta la stimolazione della produzione di dopamina, un protettore per la miopia, e l’occhio si trova in una situazione ideale, mettendo a fuoco su ampie distanze».

Pediatra Dottoressa Carla Tomasini

Da Milano a tutta Italia, la prevenzione entra nelle scuole

Il tema della prevenzione è stato affrontato anche attraverso una prospettiva più ampia da Carla Tomasini, che ha collegato la salute visiva al benessere complessivo del bambino. Controlli, corretti comportamenti, attenzione allo sviluppo e consapevolezza da parte degli adulti diventano così parti di uno stesso percorso. E proprio dalla scuola il progetto vuole ora ripartire. Quello presentato oggi a Milano è infatti il primo passo di una campagna destinata a raggiungere progressivamente tutto il territorio nazionale, attraverso una rete di oculisti, ottici, scuole, associazioni e realtà locali. Gli incontri potranno svolgersi negli istituti scolastici e nei centri ottici, mettendo a confronto professionisti, ragazzi e famiglie sui temi dello sviluppo della visione, dei controlli, dell’attività all’aria aperta, dell’uso dei dispositivi digitali e delle abitudini quotidiane.

Da sinistra: il professor Paolo Nucci, la giornalista Nicoletta Carbone e la Pediatra Dottoressa Carla Tomasini

A sostenere il percorso ci sarà anche un opuscolo educativo, realizzato con un linguaggio semplice e diretto, che raccoglie informazioni, consigli e indicazioni sulle possibilità oggi disponibili per contrastare la progressione della miopia. La campagna è organizzata da Fabiano Editore, promossa da SIOPS – Società Italiana di Oftalmologia Pediatrica e Strabismo e realizzata con il sostegno di Hoya Vision Care Italia. Il progetto ha inoltre ricevuto il patrocinio di CDV – Comitato Difesa Vista e Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, con la partecipazione di SISO ETS – Società Italiana di Scienze Oftalmologiche.

Da sinistra: la giornalista Nicoletta Carbone e Maurizio Veroli, Managing Director presso Hoya Vision Care Italy

Da Milano, dunque, non parte soltanto un filmato. Parte un’idea di prevenzione che prova a cambiare prospettiva: portare la salute visiva là dove i bambini imparano, crescono e costruiscono le proprie abitudini. Perché prendersi cura della vista significa anche imparare, fin da piccoli, a guardare più lontano.

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