MIDO 2026, dove il mercato incontra la visione: visioni condivise, risultati concreti

Si è appena conclusa la 54° edizione di MIDO, e Milano ha vissuto tre giorni in cui l’eyewear mondiale ha trovato casa, voce e direzione. Dal 31 gennaio al 2 febbraio 2026, Fiera Milano è stata molto più di un quartiere espositivo: è stata un centro decisionale, un osservatorio internazionale e un acceleratore di relazioni, idee e visioni. MIDO 2026 ha confermato, una volta di più, di non essere una semplice fiera, ma il luogo fisico in cui il settore si è riconosciuto, confrontato e rilanciato. Qui si è fatto business, ma soprattutto si è costruito futuro.

Da sinistra: Giovanni Bozzetti, Emanuele Orsini, Lorraine Berton, Adolfo Urso ed Elena Buscemi inaugurano la 54esima edizione di MIDO

Un’inaugurazione che ha parlato al Paese

La cerimonia ufficiale d’inaugurazione, tenutasi nella Fashion Square (Padiglione 1), ha dato immediatamente il segno del peso strategico della manifestazione. Sul palco si sono riunite istituzioni e vertici del mondo imprenditoriale, a testimonianza di quanto MIDO sia stato riconosciuto come snodo fondamentale per il sistema industriale italiano e per la proiezione internazionale del Made in Italy. Accanto alla Presidente di MIDO e ANFAO, Lorraine Berton, sono intervenuti il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il Presidente di Confindustria Emanuele Orsini, la Presidente del Consiglio Comunale di Milano Elena Buscemi e il Presidente di Fondazione Fiera Milano Giovanni Bozzetti. Una presenza corale che ha restituito l’immagine di un settore capace di fare sistema.

Anche in questa edizione, MIDO ha espresso con forza l’energia del settore, ha dichiarato Lorraine Berton, Presidente di MIDO e ANFAO. Una vitalità prorompente, fin dalle prime ore del mattino, ha attraversato corridoi, piazze e stand, mentre appuntamenti, presentazioni live e incontri hanno offerto occasioni di confronto e ispirazione e, soprattutto, tantissimo business concreto. MIDO continua a dimostrare di saper mantenere e rafforzare le sue due anime: da un lato l’evento di settore, imprescindibile per i professionisti di tutto il mondo, dove si fanno affari, si scoprono le novità e si costruiscono relazioni strategiche per tutto l’anno; dall’altro l’evento culturale e formativo, capace di proporre anche contenuti extra-settore per riflettere insieme su come evolve il mondo, collegare questi cambiamenti al settore eyewear e trovare idee e suggestioni per affrontare e superare le sfide del mercato”. A queste si affianca una crescente attenzione al marketing e alla comunicazione, oggi centrali tanto per i visitatori quanto per gli espositori: dalla valorizzazione dei brand e delle identità aziendali alla capacità di intercettare nuovi pubblici, fino alla costruzione di narrazioni efficaci che accompagnano il prodotto ben oltre lo stand. È questa combinazione di concretezza e visione che rende MIDO un punto di riferimento unico a livello internazionale”, conclude la Presidente.

Il cuore dell’eyewear si è ritrovato a Milano

Fin dalle prime ore di apertura il salone è entrato nel vivo accogliendo i numerosissimi visitatori che durante i tre giorni della manifestazione hanno affollato i corridoi e gli stand degli espositori. I padiglioni hanno accolto una filiera completa, viva e interconnessa, capace di raccontare l’occhialeria non solo attraverso le collezioni, ma tramite scelte strategiche, dialoghi internazionali e nuove opportunità di mercato. MIDO è stato il punto d’incontro in cui i contatti sono diventati progetti, le relazioni si sono rafforzate e nuovi mercati hanno iniziato a prendere forma. Un ecosistema reale, concreto, dove il settore si è guardato negli occhi per decidere come crescere.

MIDO come esperienza di vita: i dati

Nel suo intervento d’apertura, Lorraine Berton ha restituito con forza l’identità profonda della manifestazione. MIDO è stato descritto come un luogo che si percepisce prima ancora di essere raccontato: un’energia diffusa, un punto di convergenza per espositori provenienti da oltre 50 Paesi e visitatori da più di 160 nazioni. Nei tre giorni di salone ha preso forma l’intera filiera eyewear, tra business, moda, tecnologia e creatività. MIDO è stato vissuto come un’esperienza immersiva, una vero e proprio cosmo in cui la scintilla condivisa tra aziende, buyer e stakeholder si è trasformata in motore di crescita per tutto il comparto.

Circa 42.000 le presenze, da oltre 160 paesi, e 1.200 gli espositori, di cui circa 930 stranieri, in 7 padiglioni e 8 aree espositive. Come lo scorso anno, l’Europa, con Germania, Francia e Spagna – si conferma una presenza importante e particolarmente interessanti sono le partecipazioni da Africa (Tunisia, Algeria, Sudafrica), Medio Oriente (Siria, Oman e Arabia Saudita) e Asia (Corea del Sud, Singapore, Indonesia, India, Cina), che confermano come questi Paesi emergenti rappresentino ormai un nuovo e significativo bacino di sviluppo commerciale. Stabili anche le presenze dal Nord America: un risultato che, alla luce dell’attuale contesto economico e delle tensioni sui dazi, rappresenta un segnale incoraggiante. Le presenze dall’Italia mostrano invece un lieve calo, riflettendo l’impatto dell’attuale contesto economico sulle scelte di investimento dei professionisti del settore del nostro paese.

Accanto ai visitatori, MIDO 2026 ha fatto registrare oltre 16.000 presenze tra gli espositori. Un dato che riflette la capacità della manifestazione di rappresentare in modo completo l’intera filiera dell’occhialeria: dalla produzione ai materiali, dalle tecnologie ai componenti e agli accessori. È proprio questa visione integrata a rendere MIDO un appuntamento unico, un luogo in cui il business si sviluppa lungo tutta la catena del valore e la manifestazione si conferma hub di riferimento per l’innovazione e l’approvvigionamento del settore (dati certificati ISF Cert secondo la norma ISO 25639 per la certificazione dei dati statistici delle manifestazioni fieristiche).

Di MIDO 2026 si è parlato sui giornali, nei servizi TV e radio, sui canali social, in Italia e all’estero. Più di 400 i giornalisti nazionali e internazionali accreditati e l’edizione 2026 ha segnato un nuovo traguardo per la comunicazione digitale, trainata anche dal debutto del profilo su TikTok, che ha impresso una decisa accelerazione alla visibilità dell’evento. Nei 3 giorni di fiera sono state raggiunte oltre 3,5 milioni di persone su tutte le piattaforme, con un incremento totale di circa il 35% rispetto all’edizione precedente. Il sito mido.com è stato visitato da circa 35mila utenti, mentre è stata la mappa interattiva dell’App la funzionalità più utilizzata, seguita dalla ricerca espositori. 40 gli eventi del The Vision Stage trasmessi in streaming durante i tre giorni, in inglese ed in italiano (disponibili nell’area riservata del sito e dell’app).

Il Made in Italy tra bellezza, tecnologia e futuro

Il Ministro Adolfo Urso ha sottolineato il valore di un Sistema-Italia capace di muoversi in modo coeso, indicando MIDO come una delle vetrine internazionali più autorevoli del Made in Italy. L’occhiale è stato definito come l’oggetto più vicino alla persona e, allo stesso tempo, uno dei luoghi in cui si è giocata la nuova frontiera tecnologica. Ma non solo: intelligenza artificiale, nuovi materiali, microelettronica e design si sono intrecciati in una visione in cui bellezza, creatività e qualità, elementi distintivi dell’Italia, si sono integrati con innovazione e ricerca dove l’eyewear è emerso come uno dei protagonisti della trasformazione industriale e digitale.

Competitività, imprese e mercati internazionali

Anche il Presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha ribadito il ruolo centrale di MIDO nel rafforzare la competitività del sistema produttivo italiano. La manifestazione si è confermata essere un luogo operativo, in cui si sono create le condizioni reali per sostenere investimenti, accompagnare le imprese sui mercati esteri e permettere al Made in Italy di continuare a crescere. Milano, come ricordato dalla Prresidente del Consiglio Comunale Elena Buscemi, ha confermato la propria vocazione internazionale, ospitando un appuntamento capace di valorizzare il lavoro delle imprese e degli operatori del settore eyewear, veri motori di sviluppo economico e culturale.

Una visione che guarda lontano: gli appuntamenti di The Vision Stage

La prima giornata ha dato ampio spazio anche ai contenuti, grazie agli incontri ospitati al The Vision Stage. Qui il business si è intrecciato con riflessioni profonde su leadership, identità e cambiamento. Il talk “Walk the Talk: un percorso che diventa visione” ha messo al centro la leadership come pratica quotidiana, sottolineando la necessità di trasformare i valori in scelte concrete. Un messaggio rafforzato dal dialogo tra Daniele Cassioli e Pasquale Gravina, che hanno dimostrato come i valori non siano dichiarazioni astratte, ma strumenti reali di orientamento. Lo sguardo si è poi aperto sugli scenari internazionali con il confronto tra Monica Maggioni e Alec Ross, che hanno offerto una lettura lucida delle dinamiche geopolitiche ed economiche globali, tra instabilità, supply chain e nuove regole del commercio internazionale. Tra gli appuntamenti della manifestazione, si è svolta anche la conferenza stampa di Hoya, dedicata alle principali novità e ai progressi raggiunti nell’ambito della ricerca e sviluppo. L’incontro ha offerto una panoramica sull’evoluzione delle tecnologie per la correzione visiva, approfondendo la nuova visione strategica dell’azienda, il ruolo dei centri di innovazione e l’impatto della ricerca globale nello sviluppo di soluzioni sempre più avanzate, anticipando le innovazioni destinate a caratterizzare il prossimo futuro del settore.

La seconda giornata, domenica 1 febbraio, si è aperta invece con l’incontro dedicato agli SS27 Consumer Profiles, a cura di LIVETREND per MIDO, che ha analizzato l’evoluzione dei comportamenti di consumo e le nuove esigenze dei clienti, fornendo strumenti concreti per interpretare mercati sempre più complessi e frammentati. Nel primo pomeriggio, alla Fashion Square, si è svolta la cerimonia di premiazione dei MIDO Awards, che ha celebrato le eccellenze del settore attraverso il Best Store Award, il CSE Award – Certified Sustainable Eyewear e il CSE Corporate Award, riconoscendo l’impegno di aziende e operatori sul fronte dell’innovazione, della sostenibilità e della qualità.

Nel pomeriggio di domenica, al The Vision Stage, si è svolto anche il workshop promosso da Vision.Biz in collaborazione con Manzoni FTD e Favret & CO, dedicato al futuro del problem solving nel Centro Ottico. L’incontro ha offerto un’esperienza interattiva e concreta, mettendo al centro l’integrazione tra pensiero laterale e intelligenza artificiale come strumenti pratici per affrontare le sfide quotidiane del punto vendita. A guidare il pubblico, Daniela Basilico, Lorenzo Manzoni e Alberto Favret, che insieme agli ottici ospiti sul palco, hanno condiviso casi reali, esercizi e metodologie immediatamente applicabili, confermando il valore di un approccio creativo e strategico all’innovazione nel retail ottico. 

Da sinistra: Alberto Favret, Chiara Pastorelli, Valentina Farneti, Daniela Basilico, Stefano Bernabei, Fabrizio Beltrami, Andrea Astarita e Lorenzo Manzoni protagonisti del workshop “Problemi quotidiani nel Centro Ottico: metodo pratico per risolverli con il pensiero laterale e l’AI”

Nel programma degli incontri, spazio anche all’innovazione applicata alla visione con l’approfondimento dedicato alla biometria oculare e alla sensibilità visiva individuale, che ha delineato un nuovo paradigma per le lenti personalizzate. L’incontro ha messo in evidenza come l’integrazione tra dati biometrici avanzati e analisi della percezione visiva abbia aperto nuove prospettive nella personalizzazione delle soluzioni ottiche, segnando un passaggio chiave verso un approccio sempre più preciso e centrato sulla persona. A cura di Rodenstock, il talk ha confermato il ruolo della tecnologia come leva strategica per l’evoluzione del settore.

Infine, durante la terza giornata di manifestazione, si sono susseguiti sul palco di Vision Stage una serie di incontri dedicati a mercati, sostenibilità e sviluppo del settore. NielsenIQ per MIDO ha presentato un’anteprima sul mercato europeo dell’eye health e dell’eyewear, mentre ANFAO, Frame The Future e Certottica hanno approfondito temi legati a ecodesign, transizione green e impatto ambientale. Spazio anche alla formazione con i percorsi dell’Istituto Benigno Zaccagnini (IBZ) e, in chiusura, al confronto sui modelli di business del centro ottico, confermando il ruolo del salone come hub di contenuti strategici per il futuro dell’eyewear.

Cultura, sport e identità: l’occhialeria come racconto

MIDO 2026 ha accolto anche un’importante dimensione culturale, con l’inaugurazione della mostra The Lens of Time, ideata e promossa da ANFAO. Allestita nel Padiglione 6, la mostra ha raccontato l’occhialeria italiana come espressione di identità, creatività e saper fare, andando oltre il prodotto. All’inaugurazione, la presenza di Filippo Magnini e Manuela Nicolosi ha suggellato il dialogo tra sport, cultura e industria, uniti da valori comuni come impegno, visione e ricerca dell’eccellenza.

Da sinistra; Manuela Nicolosi, Lorraine Berton, Vittorio Tabacchi, Davide Degl’Incerti Tocci e Filippo Magnini

MIDO 2026, molto più di un trade show

Il parere di espositori e visitatori è stato unanimemente positivo. Gli espositori si sono detti estremamente soddisfatti: gli ordini sono stati numerosi e il livello di business ha superato persino quello delle edizioni precedenti, complice un’affluenza straordinaria che ha animato i padiglioni. Anche buyer e ottici hanno espresso grande apprezzamento, colpiti da un’offerta ancora più ricca di novità, da allestimenti di meraviglioso impatto e da piazze espositive capaci di far sentire il visitatore immerso in una vera e propria città pensata su misura per lui.
A emergere è stato soprattutto un clima di soddisfazione generale, alimentato da un forte senso di coesione, dalla voglia di stare insieme e di lavorare in sinergia per far crescere ulteriormente il settore. A MIDO si respira sempre l’idea di un grande team universale, in cui tutti si sentono parte attiva e condividono l’obiettivo di dare il meglio per rendere il comparto sempre più dinamico e performante.
Con la chiusura dei padiglioni, MIDO 2026 ha lasciato Milano con una certezza: l’eyewear mondiale continua ad avere un cuore pulsante, e quel cuore ha battuto forte proprio qui. Un luogo in cui il settore non si è limitato a mostrarsi, ma ha scelto di raccontarsi, evolversi e guardare avanti.

COFIDIS PAGODIL
MIDO
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