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Maria Luisa Pramaor: la signora degli occhiali ci ha lasciato

E’ di queste ore la triste notizia dell’improvvisa scomparsa di Maria Luisa Pramaor, una donna e un’imprenditrice che con passione e lungimiranza ha dato una svolta al settore dell’ottica. Una persona di grande umanità e capacità a cui abbiamo sempre rivolto tutta la nostra stima. Una donna che è sempre stata un esempio per tutti noi che lavoriamo nel settore e che è stata fonte di grande ispirazione. Maria Luisa Pramaor poteva essere una donna come tante, ma non lo era.
La sua storia parla chiaro:  nata e cresciuta nel distretto di Belluno fu la diciottesima dipendente di quella che oggi è la più importante multinazionale dell’eyewear e fu proprio grazie a quell’impiego che ebbe l’opportunità di conoscere e approfondire le regole di produzione degli occhiali, con un ruolo di responsabilità e di fiducia.
La svolta avvenne nel 1971 quando le venne data la possibilità di esternalizzare alcune fasi a supporto della produzione per l’azienda in cui lavorava: Maria Luisa non ebbe alcuna esitazione e decise di mettersi in proprio aprendo il suo laboratorio terzista. Lungimirante e desiderosa di mantenersi indipendente quando la multinazionale decide di riassorbire internamente il lavoro, propone al marito, Primo Del Din, all’epoca direttore generale di un importante mobilificio, di unirsi a lei in questa attività che porta il nome di Pramaor, il suo cognome, quello di una donna imprenditrice che desta molta attenzione.

Quando negli anni 80 la Cina e la delocalizzazione entrano nel mercato Maria Luisa capisceche l’unica strada persopravvivere è quella di differenziarsi. Insieme al marito individua nel titanio un materiale dalle grandi potenzialità e decide di creare le montature utilizzando solo quel materiale che ancora oggi l’azienda acquista esclusivamente in Giappone. Sono stati anni di ricerca e di grande impegno per riuscire a creare dei prodotti che rappresentano l’eccellenza del NeomadeinItaly, un neologismo che rappresenta un modo differente, più ricercato e fresco, di interpretare il classico “Made in Italy”, in quanto legato a una produzione non solo totalmente e autenticamente italiana, ma anche attenta alle persone e all’ambiente in cui si lavora.

Ma la strada, purtroppo, per Maria Luisa è ancora in salita. Dopo qualche anno, Primo Del Din viene a mancare, nel 1998 è quindi il figlio Nicola a prendere le redini dell’azienda assieme alla madre. Insieme affrontano grandi difficoltà economiche che portano Nicola a cercare un investitore che creda veramente nel progetto e nel 2007 il business manager Giancarlo Recchia entra a far parte della società. C’è da subito un cambio di mentalità che porta a un nuovo assetto aziendale con nuove competenze, un mix di design, produzione, marketing, distribuzione commerciale, logistica, finanza e amministrazione. Cambia anche il prodotto, che da uno stile classico evolve nel 2008 in un brand di design che prende il nome di Blackfin. Oggi Blackfin rappresenta una realtà di eccellenza del territorio e dell’intero settore, con un fatturato stimato pari a 12 milioni di euro a fine 2021, oltre un centinaio di dipendenti e una quota di export nei principali mercati internazionali di circa l’80%.

Nel 2021, in occasione del 50° anniversario, Blackfin inaugura la nuova sede ampliata e rinnovata, ma sempre nel paese di origine, Taibon Agordino in provincia di Belluno. Maria Luisa è lì, vicino a suo figlio e accanto a lui rimarrà per sempre. Anche ora che l’hanno solo presa in prestito le nuvole.

COFIDIS PAGODIL
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