
I disturbi e i difetti della vista non sono più considerati soltanto un “problema di famiglia”: un tempo si attribuiva molta importanza alla genetica, oggi invece sappiamo che anche i fattori ambientali giocano un ruolo cruciale nell’insorgenza della miopia. Entro il 2050, in Italia e nel resto d’Europa, il 75-80 per cento della popolazione sarà miope poiché la patologia, in virtù dello stile di vita caratteristico dei Paesi industrializzati, è in costante aumento.
Il colpo di grazia della pandemia
Secondo un recente lavoro scientifico internazionale, guidato dal Dipartimento di Oftalmologia dell’Università Emory di Atlanta (Usa) e mirato sugli effetti sulla vista conseguenti ai due anni di pandemia, i lockdown sono associati a un aumento dell’incidenza del difetto della vista tra i bambini (-0,3 diottrie). Rispetto ai cinque anni precedenti, nel 2020 la prevalenza della miopia è significativamente aumentata nella fascia preadolescenziale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha realizzato inoltre una stima globale: nel 2050 il 52% degli esseri umani sarà affetto da miopia.
