Fabbricatorino: approccio data driven, apertura mentale e contaminazione di idee per un settore più dinamico

Dopo i punti vendita monomarca di Torino e Roma, Fabbricatorino punta su Milano per rafforzare la brand awareness e il sell out. Dagli anni ’20 a oggi l’azienda ha cambiato più volte pelle per accogliere le evoluzioni del mercato e della società, mantenendo però sempre fede alla propria anima artigianale. Come ci racconta Alessandro Monticone, Ceo dell’azienda, oltre a possedere dei flagship store, Fabbricatorino propone ai partner ottici soluzioni per aumentare il traffico e implementare le vendite, attraverso una sinergia tra fisico e digitale, dove il primo canale è il motore che alimenta il secondo. Modelli di business inclusivi, al servizio di tutta la filiera e capaci di rappresentare un’opportunità di trasformazione digitale non solo per Fabbricatorino ma per tutti gli ottici indipendenti.

Cosa ha guidato la scelta di Milano come piazza per l’apertura del vostro nuovo store?
“In azienda utilizziamo un approccio data driven: cerchiamo quindi di intrecciare valori come densità demografica, popolazione, tassi di turismo con dati di performance interni come fanbase e tassi di conversione online per trovare – affidando a ogni dato un coefficiente – la città che meglio può rispondere a una nuova apertura e al nostro prodotto. Milano inoltre rappresenta una piazza e una vetrina molto importante per affacciarsi ai primi clienti esteri e tastare la risposta di nuovi mercati”.

Ci racconti di questo nuovo punto vendita…
“Il concept richiama l’identità di Fabbricatorino, ossia ricreare dei luoghi che diano quella sensazione di artigianato, di bottega e di calore. Vogliamo che tale sensazione possa trasferirsi al cliente, valorizzando quell’attenzione relazionale, andando a mixare elementi di design: per esempio nello store di Milano il pavimento in legno molto caldo si unisce a un’architettura di luci a led e alla presenza del ferro, che assicurano una sensazione di artigianato e di design moderno”.

Cosa accomuna e cosa differenzia il nuovo store rispetto ai punti vendita di Torino e Roma?
“Ogni nostro negozio ha la propria identità ma allo stesso tempo manteniamo un filo conduttore molto identificativo. Entrando in uno dei nostri punti vendita si percepisce fin da subito quella sensazione di ritrovarsi in un ambiente familiare che fa sentire il consumatore seguito e a proprio agio.
Le aperture dei negozi ripercorrono la recente storia di Fabbricatorino e della sua evoluzione. L’azienda ha aperto il suo primo negozio in una delle vie principali di Torino, ma in un cortile: una sorta di test a basso costo che ci ha permesso di validare il modello. Avendo avuto un riscontro molto positivo, abbiamo fatto un altro passo aprendo un secondo store con vetrina su strada a Roma, in una zona residenziale molto importante come quella di Prati, in una via commerciale ma non di primaria importanza. Avendo avuto ulteriore conferma di questi risultati, siamo approdati a Milano, finalmente in prima fila. Possiamo dire che l’apertura di questi tre punti vendita rappresenti il percorso di crescita che sta seguendo Fabbricatorino”…

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