C’è un incontro che sembra scritto dal destino più che dal calendario. Quello che avverrà il 18 luglio tra il Faro di Capel Rosso e Diego Ponzin appartiene a questa categoria.
Affacciato sull’estremo promontorio meridionale dell’Isola del Giglio, uno dei luoghi più affascinanti dell’arcipelago toscano, il Faro di Capel Rosso si conferma anche quest’anno uno spazio privilegiato dedicato alla cultura e alla condivisione. Dopo il successo della rassegna cinematografica dell’estate 2025, il programma di appuntamenti aperti al pubblico si arricchisce infatti di un nuovo percorso dedicato alla letteratura. Ad inaugurarlo sarà, il prossimo 18 luglio al tramonto, il medico oculista e scrittore Diego Ponzin, che presenterà il suo libro ‘Il gesto dell’ombrello e altri racconti‘, pubblicato da Castelvecchi Editore.

Interamente restaurato e oggi gestito dalle sorelle Mura, proprietarie di CSO – Costruzione Strumenti Oftalmici, il Faro di Capel Rosso si trova in un luogo dove il paesaggio sembra invitare naturalmente a riflettere sul tema dei confini: quelli tra la vita e la sua fine, tra la scienza e la parola, tra ciò che si osserva e ciò che si immagina. Per chi ha dedicato la propria vita professionale alla visione, alla cura dello sguardo e alla luce, il Faro rappresenta una cornice quasi inevitabile. Un luogo dove il silenzio dialoga con il rumore del mare e l’orizzonte diventa parte stessa della conversazione.
La letteratura come spazio di conoscenza e guarigione
Nel volume, Ponzin raccoglie dieci racconti dedicati al ciclo della vita, storie nelle quali ogni conclusione diventa l’inizio di qualcosa di nuovo. Personaggi sospesi tra ironia e vertigine scoprono come la letteratura possa essere non soltanto linguaggio e intrattenimento, ma anche strumento di conoscenza, crescita e persino guarigione. «Attraverso il paradosso, l’umorismo e la provocazione, cerco di sottrarre la morte alla retorica e al silenzio, restituendole una dimensione umana. Ridere della morte non significa negare il dolore, ma riconoscere che anche l’ironia può essere una forma di lucida libertà», afferma Diego Ponzin.

L’incontro si inserisce nel calendario di appuntamenti estivi aperti al pubblico che negli ultimi anni hanno trasformato Capel Rosso in un luogo di dialogo, confronto e riflessione condivisa. La serata sarà inoltre accompagnata da alcuni interventi musicali di Sara Sgarabottolo, giovane cantautrice padovana che da tempo collabora con l’autore. «L’obiettivo è continuare a far vivere il Faro come spazio di incontro e contaminazione tra linguaggi diversi», conclude Viola Mura. «La cultura, qui a Capel Rosso, trova naturalmente il proprio posto tra il paesaggio, il mare e il desiderio di condividere storie e prospettive».