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DaTE ridefinisce i confini dell’eyewear creativo e moderno

DaTE 2025 è un’esplosione culturale, ma anche un manifesto visionario che cambia le regole del gioco. Design radicale, spirito indipendente e scelte coraggiose hanno trasformato Riccione nella capitale dell’eyewear d’avanguardia. Al Cocoricò è andata in scena una rivoluzione autentica che intreccia estetica, etica e identità. Con Davide Degl’Incerti Tocci e Dante Caretti esploriamo un ecosistema che non solo espone ma vibra, connette, ispira.

DaTE nasce come fiera dedicata all’eyewear d’avanguardia. In che modo questa identità si è evoluta negli anni e cosa rappresenta oggi nel panorama internazionale?

Dante Caretti: Negli anni ’70 il palcoscenico dell’avanguardia era dominato dai francesi: in Italia non esisteva ancora un vero movimento, né un designer di riferimento capace di farsi guida. Quando abbiamo iniziato con DaTE, lo abbiamo fatto con molte incertezze e paure perché da sempre il mercato italiano tende a rifugiarsi nella propria comfort zone, guardando con sospetto ciò che rompe gli schemi. Oggi, invece, assistiamo a un’inversione di tendenza. Quegli stessi imprenditori che un tempo erano titubanti, una cinquantina circa in tutta Italia, oggi sono diventati più coraggiosi e determinati. Ma attenzione: si sta diffondendo un fenomeno rischioso. Molti cercano di sembrare a tutti i costi “fenomeni” creando mini-collezioni che, alla fine, si somigliano tutte. Il risultato? Prodotti che non trovano il loro pubblico e restano invenduti nei negozi. L’offerta, in questo momento, ha superato la domanda.

Davide Degl’Incerti Tocci: Ed è qui che DaTE può fare la differenza. La sua ripartenza rappresenta un’occasione unica per restituire centralità agli ottici, dando loro non solo strumenti di vendita, ma anche la possibilità di raccontare un prodotto che nasce dalla ricerca e dal design, e che porta con sé un valore culturale. Lontano dalla logica del “vendere e basta”, DaTE offre agli ottici uno spazio dove riscoprire la propria identità professionale e il proprio ruolo nel valorizzare prodotti che non sono semplici accessori, ma oggetti di design, frutto di ricerca, studio dei materiali, estetica e pensiero. In questo contesto, il valore dell’occhiale va oltre la funzione: diventa linguaggio, scelta etica, atto creativo.

Cosa significa per voi dare spazio al design sperimentale e alla ricerca creativa in un settore spesso dominato da logiche commerciali?

Davide Degl’Incerti Tocci: Significa fare esattamente ciò che abbiamo scelto di fare con DaTE 2025: rompere con gli schemi classici delle fiere tradizionali e costruire uno spazio che fosse davvero democratico, un punto di svolta. Ambientare l’evento in un luogo iconico e anticonvenzionale come il Cocoricò non è stato solo un gesto provocatorio: è stata una dichiarazione di intenti, un modo per dire che vogliamo essere un terremoto culturale e non l’ennesima piccola fiera di nicchia. Inoltre, abbiamo voluto pensare in maniera concreta alle esigenze dei nostri espositori: aprendo le porte alle 12, abbiamo evitato una notte extra in hotel, un dettaglio che per i grandi gruppi non fa differenza, ma che per i piccoli imprenditori è significativo. DaTE nasce e cresce per loro, per i creativi indipendenti. Per questo abbiamo scelto di investire nella cultura dell’occhialeria e non nel capitale aziendale.

Quali sono le principali tendenze che emergono dall’edizione di quest’anno e come la fiera contribuisce a farle dialogare con il mercato?

Dante Caretti: È importante distinguere: la tendenza non è cultura. Una tendenza può anche generare prodotti culturali, ma servono conoscenza e profondità per riuscirci. Oggi, purtroppo, molti si lanciano a creare occhiali “folli” solo perché convinti che venderanno, senza avere però il DNA necessario per farlo. Chi copia, in realtà, non innova: inquina il mercato. DaTE vuole essere un filtro etico, una selezione che premia il merito. Qui non si partecipa perché ci si autoproclama “avanguardia”: qui si entra se si ha davvero qualcosa da dire. Ogni prodotto esposto a DaTE è anche un messaggio. E in un contesto che si definisce culturale prima che commerciale, la qualità del messaggio conta quanto, se non più, dell’oggetto in sé.

In che misura DaTE riesce a fare da ponte tra giovani realtà emergenti e grandi player internazionali?

Davide Degl’Incerti Tocci: Lo fa innanzitutto mettendo tutti sullo stesso piano. DaTE è un ambiente in cui piccoli e grandi possono convivere fianco a fianco, con pari dignità, e il vero protagonista resta il prodotto: deve essere capace di parlare da sé, di conquistare l’attenzione di ottici e player. Quest’anno abbiamo vissuto un fatto straordinario: non abbiamo dovuto selezionare i brand in target. Sono arrivati da soli, in anticipo, perfettamente allineati con la nostra visione. L’unico limite non era qualitativo, ma fisico: avevamo solo 65 postazioni disponibili, a fronte di richieste molto più numerose. Questo dimostra quanto il mercato senta il bisogno di uno spazio autentico e riconoscibile come DaTE. La sfida ora è continuare a crescere mantenendo saldi i valori che ci contraddistinguono, senza perdere mai di vista l’essenza culturale che rende unico questo progetto.

Guardando al contesto globale, quali opportunità e sfide vede per i brand indipendenti italiani che espongono a DaTE?

Dante Caretti: La vera sfida è superare il vecchio schema: “Entro in negozio, propongo i miei pezzi e spero di vendere”. Oggi non basta più. Serve un lavoro a monte: bisogna formare il venditore, fidelizzarlo, insegnargli a comprendere e valorizzare i brand. Serve un sistema strutturato per farlo, perchè è una necessità sempre più pressante. Considerando il mercato di riferimento, ovvero l’occhialeria indipendente e l’ottico indipendente, si percepisce chiaramente un’evoluzione in corso. Questo segmento si sta rafforzando rispetto agli anni passati, aprendo nuove opportunità per tutti.

Davide Degl’Incerti Tocci: Fortunatamente, vediamo che gli ottici stanno iniziando a capire il valore dei marchi che trovano a DaTE. Il passo successivo è lavorare insieme, in modo coeso e competente, per portare avanti una filosofia condivisa che metta al centro la cultura del prodotto e non solo la sua commercializzazione. Gli ottici stanno finalmente comprendendo il valore reale di collaborare con brand presenti alla manifestazione: una scelta che non solo arricchisce la loro offerta, ma fa davvero la differenza nel modo in cui si rapportano ai clienti e si posizionano sul mercato.

DaTE non è solo una fiera, ma un’esperienza. Che atmosfera ha trovato chi ha varcato le porte di questa manifestazione? Cosa ha reso speciale questa edizione?

Dante Caretti: Non voglio essere io a dire che sia stato un successo, ma basta guardare i volti e le reazioni di chi c’era per rendersene conto. Personalmente, sono entusiasta: c’era un’energia unica.

Davide Degl’Incerti Tocci: Ed è proprio questa energia che distingue DaTE. Deve esserci sempre un’atmosfera magica, una vibrazione diversa dalla normalità. In questa edizione le persone hanno avuto la possibilità di scoprire novità, ma anche di sentirsi parte di qualcosa di più grande. È questa la magia che vogliamo portare avanti, e che nel 2026 trasporteremo anche a Napoli.

Quali sono i progetti e le ambizioni future di DaTE?

Davide Degl’Incerti Tocci: La nostra ambizione è quella di trovare luoghi che abbiano un significato forte e che siano fonte di ispirazione. A Napoli, ad esempio, saremo al Salone Margherita, un contenitore culturale di straordinario valore. La location, poi, è di una bellezza che toglie il fiato. Con il sostegno lungimirante di Lorraine Berton, che ci ha dato carta bianca, e con il lavoro di un team eccezionale, siamo convinti di poter portare avanti una visione potente. Lorraine è una guida e una vera promotrice della cultura del design e della qualità, e a lei va tutto il nostro più sincero apprezzamento. Accanto a lei, c’è un team eccezionale che con passione e professionalità lavora ogni giorno per tradurre in realtà questa visione ambiziosa. Siamo convinti che, grazie a questo mix di luoghi iconici, supporto autorevole e talento, potremo portare avanti una visione potente, capace di ridefinire il modo di raccontare e vivere l’occhialeria indipendente.

Dante Caretti: A Riccione abbiamo portato la magia dell’avanguardia, quella forza innovativa che scuote il presente e apre nuovi orizzonti per il futuro. È stato un momento di grande energia, dove il coraggio delle idee e la spinta creativa hanno trovato spazio per esprimersi liberamente. A Napoli, ci prepariamo a portare la magia della cultura, una magia diversa ma altrettanto potente, fatta di radici profonde, di tradizione e di quel patrimonio artistico e umano che rende ogni luogo unico.

Se doveste descrivere DaTE con tre parole chiave, quali scegliereste?

Davide Degl’Incerti Tocci: Audacia, coesione, lungimiranza.
Dante Caretti: Coraggio, passione, energia.

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