Barton Perreira è da anni uno dei nomi più autorevoli e celebrati nel panorama dell’eyewear di lusso. Le sue collezioni, realizzate con la rinomata maestria artigianale giapponese, rappresentano l’apice del design raffinato, dei materiali premium e della qualità senza compromessi. Alla base di ogni montatura c’è la visione creativa di Patty Perreira, co-fondatrice e anima artistica del brand, icona riconosciuta a livello internazionale per il suo approccio al “slow design”: cura del dettaglio, estetica senza tempo e un rifiuto consapevole della produzione industriale e delle tendenze effimere.
Questa intervista esclusiva con Patty Perreira ci permette di entrare nel cuore del processo creativo del marchio, esplorando la filosofia e le scelte che hanno reso Barton Perreira un punto di riferimento assoluto nel mondo dell’occhialeria di lusso.
Che cosa guida il mondo creativo di Barton Perreira?
“Cerchiamo sempre un equilibrio tra eleganza e innovazione discreta. Noi Perreira non seguiamo le tendenze: preferiamo progettare forme e colori che non stanchino e che accompagnino chi li indossa per anni”.
Cosa rende speciale la vostra combinazione di materiali diversi?
“Ci piace trovare soluzioni tecniche che rendano l’occhiale più interessante senza appesantirlo. Leggerezza, equilibrio e pulizia sono sempre al centro: anche quando il processo produttivo diventa estremamente complesso”.
Quanto pesa la rivoluzione tecnologica nelle vostre scelte creative?
“La tecnologia è utile solo se porta un reale miglioramento: una visione migliore, un materiale più sano, una costruzione più stabile. Non voglio che Barton Perreira perda la sua anima affidandosi a processi impersonali o privi di emozione”.
Come interpretate la sostenibilità nel mondo dell’eyewear?
“Dev’esserci un motivo autentico. Molti materiali “sostenibili” non lo sono davvero. Preferisco l’acetato giapponese perché parte da fonti naturali e pure. Non è riciclato, ma è intrinsecamente migliore e più sano, con meno sostanze aggiunte”.
Quali mercati globali sono più vicini alla vostra filosofia?
“Siamo molto forti negli Stati Uniti e stiamo crescendo in Europa, ma vediamo grande potenziale in Asia, Medio Oriente e Sud America. Con il supporto del gruppo LVMH possiamo crescere in modo globale mantenendo la nostra identità”.
Nel mondo eyewear c’è molta attenzione al rapporto umano. Quanto conta per voi?
Moltissimo. Non vendiamo solo occhiali: siamo nel business delle persone. Con molti clienti abbiamo rapporti che durano da anni. L’empatia, il rispetto e la sincerità sono parte fondamentale del nostro brand.
E lei personalmente, a quale principio non rinuncerebbe mai?
“Essere fedele a me stessa e non diventare mai vittima delle mode passeggere”.