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Aspettando MIDO: Vita Eye risponde al questionario di Proust degli ottici che si raccontano in esclusiva

In attesa di MIDO ogni settimana vi proporremo delle interviste esclusive realizzate con alcuni tra i numerosi ottici che parteciperanno alla manifestazione. Questi professionisti si sono prestati a rispondere ad alcune domande e a compilare il nostro QUESTIONARIO DI PROUST, rivisto e pensato in chiave OPTICAL!

Ottica Vita Eye (Verona)

Risponde Vitalia Lungu

 

Ci racconti la storia della sua attività?
“La storia della nostra attività nasce dalla necessità di avere una vita privata stabile e non frenetica e di potersi godere il valore della famiglia. Aprire il mio negozio e stato sempre il sogno nel cassetto che negli anni non ho mai abbandonato, la pandemia e in più certe circostanze nel lavoro precedente, mi hanno fatto prendere la decisione. In tutto ciò ho avuto il sostegno di mio marito Sergio che ha sconvolto totalmente la sua vita abbracciando anche lui questo settore con la decisione di fare la scuola di ottica”.

Quali ritiene siano i vostri punti di forza e qual è l’aspetto della vostra attività che traina maggiormente il vostro business?
“I punti di forza sicuramente sono l’attenzione alle esigenze del cliente, ascoltarlo e farlo sentire coccolato, invece l’attività che traina maggiormente è pensare costantemente al benessere visivo e non ‘fare cassetto’ a tutti i costi. Il mio motto nella vita è fare le cose con l’onestà, ciò che negli anni mi ha sempre ripagata”.

In base alla sua esperienza come sono cambiate le esigenze di acquisto del cliente?
“Penso che il cliente di oggi sia molto più preparato rispetto ad anni fa, prima di eseguire un acquisto importante si informa, valuta e poi agisce. Internet è diventato uno strumento di informazione che ormai tutti usano, non per niente i siti di e-commerce in questi ultimi anni hanno fatto il botto. Nonostante tutto, vista la situazione attuale e il futuro incerto, alcuni clienti scelgono solo il cambio lenti sulla vecchia montatura, cercando di risparmiare qualcosina”.

Cosa pensa dell’attuale retail del mondo dell’ottica?
“Aver avuto la possibilità di lavorare sia nel negozio del privato sia nelle catene, posso dire che a fare è la professionalità della persona nel punto vendita. Nelle grandi realtà cosa ormai molto rara, perché non corrisponde alle caratteristiche ricercate durante l’assunzione. Una volta, quando le attività erano gestite da una famiglia, anche il personale era scelto più accuratamente. Con la crescita di queste realtà a dei numeri, molti aspetti sono stati delegati a terze persone. Non si riesce più ad avere il controllo totale e il dipendente perde il valore in sé.  Se i dipendenti sono delusi, di conseguenza anche i clienti rimangono scontenti”.  

IL QUESTIONARIO DELL’OTTICO

Ispirandoci al famoso questionario di Proust, ecco 20 domande per conoscee meglio i protagonisti del retail 

1) Qual è il tratto principale del suo carattere?
Mi potrei definire sensibile però nello steso tempo forte… 

2) Le qualità che apprezza nei suoi collaboratori?
Ho sempre apprezzato le persone con la voglia di imparare e migliorare le proprie capacità, credo che la curiosità sia una qualità non da tutti, alcuni si accontentano di ciò che hanno e di ciò che sanno.

3) Quali sono le qualità che apprezza nelle aziende di settore con cui lavora?
La puntualità, anche se i tempi sono cambiati e una cosa ordinata oggi non è detto che ti arrivi il giorno dopo.

4) La qualità che vorrebbe avere?
La pazienza…

5) Il suo peggior difetto?
La mania del controllo.

6) Il suo pregio?
La precisione

7) Cosa caratterizza di più i suoi clienti?
Ho sempre avuto la fortuna di incontrare dei clienti particolari con delle esigenze diverse dal classico cliente ‘’standard’’ a quello più originale ed esigente. Tutto ciò mi ha fatto crescere personalmente e professionalmente. 

8) Cosa sogna per il suo centro ottico?
Di migliorare sempre…

9) Cosa vorrebbe cambiare nel business ottico?
Vorrei che la vendita degli occhiali fosse consentita solo agli ottici abilitati.

10) Se dovesse scegliere un altro Paese in cui svolgere la sua professione di ottico, quale sceglierebbe?
Forse la Svizzera…Anche se I’ Italia è la mia casa e non la cambierei. La amo così com’è con i suoi pregi e difetti.

11) Il suo colore preferito?
Sicuramente il rosso, anche se mi piacciono tutti i colori.

12) Il suo occhiale preferito?
Lo style glamour si avvicina di più ai miei gusti.

13) Il suo designer preferito?
Ne ho più di uno ma se devo scegliere direi Dolce & Gabbana.

14) I suoi brand preferiti?
Se parliamo di qualità, sicuramente vince MauiJim (è stato il primo marchio che ho contattato quando abbiamo deciso di aprire il negozio), se parliamo invece di una linea più fashion, per i miei gusti è sicuramente Jimmy Choo.

15) Cosa ammira nei suoi concorrenti?
Il coraggio di andare avanti

16) Cosa detesta nel settore?
Il fatto che l’occhiale si trovi anche dal tabaccaio.

17) Da quanti anni partecipa a MIDO?
Non abbastanza per quello che avrei voluto.

18) Perchè partecipa a MIDO?
Per tenermi aggiornata sull’evoluzione delle cose, per poter portare ai miei clienti i prodotti innovativi e migliori. E poi artecipo a Mido per la mia cultura personale, perché sono stata sempre una persona attiva e in continuo sviluppo. 

19) Cosa distingue MIDO dalle altre fiere?
Tutte le fiere sono belle a modo loro, MIDO invece ha una marcia in più che tocca il mio cuore.

20) Qual è l’edizione di MIDO che l’ha colpita di più?
Sicuramente la mia prima visita di 11 anni fa, perché ero all’inizio della mia crescita e mi ha fatto innamorare ancora di più di tutto ciò che per me era un mondo nuovo, pieno di scoperte.

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