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ApritiModa 2024: l’open door di Marcolin, prima e unica azienda eyewear in Italia a supporto del progetto

Nelle giornate di sabato 19 e domenica 20 ottobre si è tenuta l’ottava edizione  della manifestazione ApritiModa, l’evento che permette a tutti gli appassionati di entrare nel backstage dei marchi più fashion. Aziende, laboratori e atelier aprono gratuitamente le porte al pubblico per scoprire le bellezze della moda italiana, dagli abiti di sartoria ai gioielli scultura, dai copricapo fino all’abbigliamento sportivo per i prossimi giochi olimpici invernali 2026. 

In questo contesto affascinante, Marcolin emerge in quanto prima e unica azienda eyewear in Italia a supportare il progetto sin dall’inizio. ApritiModa – ideato della giornalista Cinzia Sasso – è infatti un palcoscenico ideale per mostrare il savoir faire italiano e l’artigianalità dietro prodotti di alta qualità come gli occhiali Marcolin. Per l’azienda, inoltre, ApritiModa è un’occasione di rilievo per creare attrattiva verso i talenti sul territorio.

Dopo il successo delle ultime tre edizioni, caratterizzate da una giornata di apertura al pubblico, nel 2024 Marcolin raddoppia l’iniziativa, offrendo visite ai propri stabilimenti nelle giornate di sabato 19 e domenica 20 ottobre. Durante questi giorni, i visitatori avranno l’opportunità di esplorare l’ufficio stile e design, scoprendo come nasce l’ideazione di un occhiale capace di anticipare le esigenze del mercato futuro. Questo processo prende vita già 18-24 mesi prima che il prodotto finito raggiunga il punto vendita, integrando tendenze future, innovazione, creatività e input dei brand di moda con l’aspetto funzionale del design.

Il tour proseguirà con la visita alla sezione prototipia, dove gli artigiani plasmano il primo prototipo partendo da uno sketch iniziale. Questa fase è cruciale, poiché il prototipo artigianale diventa la base di riferimento per l’intera produzione successiva.

Infine, si avrà accesso al reparto di produzione, dove dai prototipi si passa alla realizzazione del prodotto finale attraverso oltre sessanta fasi di lavorazione, ciascuna affidata a tecnici e artigiani specializzati che operano con macchinari tecnologicamente avanzati.

Inoltre, in occasione di ApritiModa, Marcolin aprirà per la prima volta al pubblico anche il nuovo Atelier, un polo produttivo d’eccellenza presso la sede di Longarone, dove si producono le montature di più alta qualità per alcuni dei brand più prestigiosi del portafoglio Marcolin. La fase finale del processo produttivo è il finissaggio, dove l’artigianalità si fonde con tecnologie all’avanguardia per perfezionare ogni dettaglio: aggiunte di particolari, personalizzazioni delle sagome e delle montature. Ogni passaggio è soggetto a rigorosi controlli di qualità per garantire un risultato finale impeccabile e soddisfare le aspettative degli acquirenti.

“Quattro anni fa quando ci è stato proposto di partecipare ad ApritiModa abbiamo aderito con entusiasmo: oggi il progetto si è allargato a tutta Italia e come Marcolin siamo orgogliosi di essere stati la prima azienda eyewear a credere nell’iniziativa e aderirvi. Aprire le porte dei nostri stabilimenti alla comunità significa anche trasferire l’artigianalità che c’è dietro ad un prodotto, un know how che vogliamo tramandare e preservare nel tempo. Questo saper fare lo trasmettiamo ad esempio sia attraverso i percorsi formativi delle nostre Academy sia attraverso il nuovo spazio produttivo di eccellenza, l’Atelier, che abbiamo aperto per la prima volta al pubblico. Anche se abbiamo automatizzato alcune fasi della produzione, il saper fare attraverso le mani e l’esperienza è ancora molto importante in Marcolin. Le persone sono il nostro valore più grande e il nostro asset più importante” ha commentato Sabrina Paulon, Marcolin Group HR Director.

Nel corso degli anni, ApritiModa ha spalancato le porte di alcune delle più rinomate aziende mondiali: da Armani a Prada, da Versace a Dolce&Gabbana. Oltre ai grandi nomi, ha dato spazio anche a piccole eccellenze artigianali, come Pino Grasso Ricami, Gallia&Peter Cappelli, l’ombrellificio Maglia, e il guantaio Omega di Napoli, famoso anche sulla Fifth Avenue. Senza dimenticare la Sartoria Litrico, che ha vestito i protagonisti della Dolce Vita. Tra i sostenitori di lunga data c’è anche Lineapelle – Unic, che conserva un tesoro di 30.000 campioni di pelle, unico al mondo. E ancora il Gruppo OTB di Renzo Rosso che quest’anno ha aperto tre delle proprie sedi venete. 

Quest’anno, per la prima volta, l’evento ha coinvolto anche Fortuny – rinomata per le sue collezioni di tessili ed accessori per la casa – e Barbarulo 1894 Napoli, la cui passione, ereditata da generazioni di gioiellieri, è diventata oggi una ricerca continua. Il Gruppo Barilla ha invece esposto, per la prima volta, sei dei preziosi abiti indossati da Mina nei caroselli diretti da Piero Gherardi tra il ’66 e il ’67. 

Molti i laboratori proposti oltre a un contest ideato da NABA, Nuova Accademia di Belle Arti e ApritiModa riservato agli studenti del Triennio in Graphic Design e Art Direction di NABA.

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