
ESSEC Business School, L’Oréal, EssilorLuxottica e Bouygues hanno annunciato insieme l’istituzione della prima cattedra dedicata ai temi dell’economia circolare, la “Global Circular Economy Chair”. Riservata agli studenti del Master in Management di ESSEC, una delle principali business school europee con sede a Parigi, il corso vedrà i primi laureati a settembre 2022.
L’economia circolare al centro della catena del valore
Grazie alla crescente attenzione rivolta alle materie prime, all’inasprimento delle normative del settore e all’evoluzione dei comportamenti d’acquisto dei consumatori, le aziende stanno ripensando i propri modelli di business in modo radicale. L’economia circolare fornisce una soluzione chiara e sostenibile in grado di ridurre le emissioni globali di CO2 del 45%. La cattedra mira a formare i futuri Chief Circular Officer per accompagnare le organizzazioni verso un’economia circolare. Oltre a creare e portare avanti strategie globali per la trasformazione circolare, gli studenti impareranno a lavorare in diversi settori e aziende, oltre ad avere un impatto positivo sull’intera catena del valore. La cattedra contribuirà alla nascita di un ecosistema aperto e internazionale di aziende, start-up, think tank, istituzioni accademiche ed enti governativi che contribuiranno al dibattito pubblico per l’introduzione di normative in Europa e nel mondo.
Aumentare la consapevolezza e creare casi di studio concreti mentre si sviluppa la ricerca
La cattedra si focalizzerà su progetti sperimentali di economia circolare in stretta collaborazione con i suoi partner, creerà strumenti innovativi di sensibilizzazione (MOOC, e-book) e produrrà ricerche che possano supportare le diverse fasi della transizione da un’economia lineare a un’economia circolare. Il punto di partenza sarà definire nuovi modelli di business, creare un osservatorio sulle competenze in materia e riflettere ai possibili collegamenti tra i dati esistenti e l’economia circolare.
Un team di esperti supportato da tre aziende globali con forti ambizioni in ambito di sostenibilità
Il progetto è stato avviato e lanciato da Pierre-Emmanuel Saint-Esprit, presidente dell’ESSEC Alumni Entrepreneurs Club e cofondatore di ZACK, una start-up specializzata in economia circolare. A lui sarà assegnata la cattedra con ZACK in qualità di partner esperto. Pierre-Emmanuel Saint-. La cattedra è co-diretta da Wilfried Sand, professore di economia, e Thierry Sibieude, pioniere dell’imprenditoria sociale con un’esperienza di oltre vent’anni. Insieme sovraintendono il coordinamento accademico della cattedra e alcuni dei corsi principali. Il Gruppo L’Oréal, che ha alle spalle un lungo impegno sui temi di sostenibilità, ha lanciato nel giugno 2020 il suo secondo programma di sostenibilità, L’Oréal for the Future. Il Gruppo sta continuando attivamente la sua trasformazione interna dandosi una serie di obiettivi quantificabili per il 2025 e il 2030, pensati per limitare l’impatto su clima, acqua, biodiversità e risorse naturali. EssilorLuxottica ha annunciato lo scorso luglio un programma ambizioso per lo sviluppo sostenibile chiamato Eyes on the Planet. Uno dei suoi pilastri è “Eyes on Circularity” dedicato al forte impegno del Gruppo per trasformare il proprio business. “In EssilorLuxottica, crediamo fermamente nel potere della collaborazione. Questo è il motivo per cui siamo onorati di collaborare con organizzazioni altamente stimate come ESSEC Business School, L’Oréal e Bouygues. Attraverso il programma globale di sostenibilità di EssilorLuxottica “Eyes on the Planet” speriamo di rispondere alle esigenze di cura della vista in evoluzione a livello globale e alla domanda di un settore che cresce sempre più rapidamente, in modo responsabile e sostenibile. Questa partnership ci aiuterà a fare importanti passi avanti in ricerca, riduzione, riutilizzo e riciclo“, hanno affermato Francesco Milleri e Paul du Saillant, rispettivamente Amministratore Delegato e Vice Amministratore Delegato di EssilorLuxottica. Infine, il Gruppo Bouygues ha svelato la sua ambiziosa strategia Climate 2030, che pone l’economia circolare al centro della sua transizione ecologica, in particolare nella divisione costruzioni.