
Fondato nel 1937 da Umberto Fin e riconosciuto come bottega storica di Vicenza e della regione Veneto, Ottica Umberto Fin nasce come negozio di fotografia e nel dopoguerra viene implementato con la parte relativa all’ottica, che dagli anni ‘70 prende il sopravvento.
Sergio Gieri (nella foto), genero di Fin, inizia a lavorare nel negozio del suocero nel 1974 e dopo la laurea in scienze politiche si appassiona al settore e l’anno successivo si diploma ottico. Pur mantenendo la struttura originale, nel corso degli anni lo store si ingrandisce e viene ristrutturato più volte. L’ultima, che risale a pochi anni fa, è quella che gli conferisce l’aspetto attuale, in cui le parti storiche sono state restaurate e messe in risalto dall’arredamento, che gioca sui toni del bianco e delle trasparenze.

Nel 2005, viene aperto un secondo punto vendita, situato in una zona più periferica della città e gestito da Umberto, figlio di Sergio, che rappresenta la terza generazione e porta avanti l’attività di famiglia. Entrambi i negozi sono legati al gruppo Opto in al quale Sergio afferma di aver aderito perché: “Farne parte rappresenta un distinguo importante e ci da dei vantaggi notevoli. Nel 90 % dei casi utilizziamo le lenti realizzate da Opto In che io identifico come un nostro prodotto. – spiega Sergio – In questo modo non mi scontro con nessun tipo di concorrenza e ho la garanzia di una elevatissima qualità di un prodotto realizzato con le tecnologie più avanzate, che poi provvediamo a montare nel nostro laboratorio interno. Inoltre, possiamo beneficiare delle campagne promozionali promosse dal gruppo e che creano un appeal importante nei confronti della clientela”.

La lunga esperienza che Sergio ha sviluppato nel settore gli permette di avere una visione storica e ad ampio spettro: “Dopo oltre 40 anni di lavoro in questo ambito, posso dire di aver assistito a cambiamenti epocali e sempre più rapidi nel tempo” afferma Sergio, che aggiunge: “Anche la tipologia della clientela è cambiata. I clienti sono molto più informati, ma gli manca quel tipo di formazione che noi ottici dovremmo imparare a veicolare attraverso una politica d’informazione. Lo stesso discorso vale anche per gli oculisti: per esempio, trovo assurdo che dopo una visita specialistica al paziente venga consigliato di acquistare un premontato e purtroppo cose come questa accadono piuttosto spesso”.

Il progresso ha avuto una parte importante e l’avvento di Internet ha contribuito a sviluppare l’interesse da parte della clientela: “Nel 70% dei casi, soprattutto per quanto riguarda la fascia più giovane, l’acquisto è determinato da un precedente passaggio sul web. Il cliente individua il modello on line e poi viene da noi per effettuare la shopping experience. Sul nostro sito sono presenti i marchi che vendiamo e questo ci permette di avere dei nuovi clienti, che individuato il brand che gli interessa, si recano in negozio a colpo sicuro. Fino a prima del lockdown anche l’aspetto turistico e quindi il cliente di passaggio, contribuiva a incrementare gli incassi, ora purtroppo di turisti non se ne vedono più. La clientela che però incide maggiormente sul fatturato è quella storica, solida e fidelizzata, che da generazioni ci ha scelto come ottico di fiducia e punto di riferimento”.

Potete leggere l’intervista completa sul numero 9 di Vision.biz, scaricabile gratuitamente sugli store digitali tramite la nostra app vision.biz (nel formato iOS e Android).