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ZEISS presenta i risultati neuroscientifici che dimostrano il legame tra visione offuscata e carico cognitivo

ZEISS ha presentato nel corso di una conferenza stampa a Milano i risultati degli studi neuroscientifici annunciati il 19 maggio al Congresso Vision Sciences Society 2026. Le evidenze mostrano per la prima volta in modo oggettivo la relazione tra nitidezza visiva e carico cognitivo. In particolare, una visione non nitida può aumentare lo sforzo richiesto al cervello nell’elaborazione delle informazioni visive.

Due studi per misurare il carico cognitivo

Il primo studio ha analizzato la relazione tra sfocatura indotta dalle lenti e carico cognitivo generale. La ricerca ha combinato misure soggettive, attraverso il NASA TLX, e misure oggettive basate su EEG. Il secondo studio ha confrontato il carico cognitivo tra lenti ZEISS ClearMind e lenti standard ZEISS. Anche in questo caso sono state utilizzate misure soggettive (NASA TLX) e indicatori oggettivi, come la frequenza di battito delle palpebre. I risultati indicano che le lenti ZEISS ClearMind riducono in modo misurabile il carico cognitivo durante l’esperienza visiva quotidiana.

Visione, cervello e sovraccarico informativo

Nel contesto attuale, caratterizzato da un’elevata densità di stimoli visivi, il cervello è costantemente impegnato nell’elaborazione delle informazioni. La visione offuscata aumenta questo carico, perché richiede uno sforzo aggiuntivo per interpretare immagini incomplete o distorte. Le ricerche dello ZEISS Vision Science Lab dimostrano che le distorsioni periferiche delle lenti possono contribuire al cosiddetto carico cognitivo estraneo. Quando la qualità visiva diminuisce, il cervello compensa lavorando di più.

Il ruolo della tecnologia ZEISS ClearMind

Riducendo le distorsioni periferiche e ottimizzando la nitidezza visiva nelle aree chiave per il comportamento visivo quotidiano, le lenti ZEISS ClearMind supportano lo sforzo del cervello nell’elaborare le informazioni visive, con un impatto positivo sul carico cognitivo” spiega Fabio Briganti, Product Manager ZEISS Vision Care Italia. “La tecnologia ZEISS NeurOptix è l’innovazione alla base della riduzione del carico cognitivo: questa nuova tecnologia allinea le zone di nitidezza delle lenti ClearMind ai modelli naturali di movimento degli occhi, migliorando il comfort durante lunghe giornate di attività digitali, visivamente impegnative e dinamiche e consentendo così di ridurre il carico cognitivo”.

Il contributo della ricerca neuroscientifica

La Professoressa e Ricercatrice in Neuroscienze presso l’Università di Bologna, Annalisa Bosco, ha sottolineato il ruolo delle tecniche fNIRS nello studio dell’attività cerebrale. “Gli esperimenti condotti nel laboratorio di Bologna utilizzando la tecnica fNIRS (la spettroscopia funzionale nel vicino infrarosso) ci hanno fornito un metodo  non invasivo per quantificare i cambiamenti nell’ossigenazione corticale del cervello e quindi, per indagare come la sfocatura ottica indotta moduli l’attivazione corticale in diverse regioni cerebrali durante compiti visuomotori e di controllo. I test effettuati dimostrano che anche un lieve degrado ottico, ovvero una visione leggermente sfocata, ha un rapido impatto sull’elaborazione corticale degli stimoli visivi e dunque, possiamo dire sul carico di lavoro del cervello. Guardando al futuro, una delle frontiere della ricerca neuroscientifica sarà capire come il cervello sviluppa strategie adattive per gestire il carico cognitivo, soprattutto quando le informazioni sensoriali sono incerte o degradate”.

Visione, attenzione e qualità dell’elaborazione visiva

Il Ricercatore Senior presso l’Institute for Ophthalmic Research dell’Università di Tübingen, Rajat Agarwala, ha evidenziato come la qualità visiva influenzi il livello di coinvolgimento cognitivo. “Quando il cervello è attivamente impegnato, diventa molto più sensibile alla qualità delle informazioni visive rispetto a quando è in modalità di semplice fissazione. Abbiamo scoperto che l’impatto della qualità visiva sul cervello non è assoluto, ma dipende da quanto siamo coinvolti cognitivamente e attivamente in un compito. E questo ha implicazioni molto importanti: significa, ad esempio, che anche piccole alterazioni visive, come una leggera sfocatura non corretta, possono aumentare il carico cognitivo quando siamo impegnati in attività che richiedono coordinazione visuomotoria, come guidare, lavorare o interagire con gli oggetti. In altre parole, il cervello deve “lavorare di più” per compensare l’incertezza visiva.

Il portafoglio ZEISS ClearMind e i risultati sui portatori

Il portafoglio ZEISS ClearMind include soluzioni monofocali, progressive e lenti a supporto accomodativo (Digital). I test sui consumatori mostrano che nel 96% dei casi i portatori hanno percepito una visione estremamente nitida. In 9 casi su 10 è stato rilevato un minor carico cognitivo rispetto a una lente progressiva standard ZEISS. Inoltre, 8 portatori su 10 hanno dichiarato un miglioramento del benessere complessivo percepito. I risultati confermano il ruolo della nitidezza visiva come fattore chiave per la concentrazione e la qualità dell’esperienza visiva quotidiana.

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