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Natale con ANFAO e MIDO: idee, visioni e futuro dell’occhialeria

Nella splendida cornice di Palazzo Parigi a Milano si è svolto il tradizionale pranzo di Natale di ANFAO e MIDO, un appuntamento ormai immancabile per il mondo dell’occhialeria e riservato esclusivamente alla stampa. L’atmosfera elegante della location ha fatto da sfondo a un incontro conviviale che, come ogni anno, si è rivelato non solo un momento piacevole di condivisione, ma anche un’importante occasione per fare il punto sull’andamento del comparto e sulle prospettive per il futuro.

La Presidente di MIDO, Lorraine Berton, ha allietato i presenti con un intervento ricco di spunti, tracciando un bilancio dell’anno che si avvia a concludersi e condividendo le prime anticipazioni sulla prossima edizione di MIDO. La Presidente ha sottolineato come l’industria viva una fase di grande fermento, tra nuove sfide e opportunità legate all’innovazione, alla sostenibilità e ai cambiamenti nei comportamenti dei consumatori.

Da sinistra: Nicola Belli, Lorraine Berton, Massimo Barberis, Sabrina Paulon e Davide Degl’Incerti Tocci

Ad arricchire la discussione sono intervenuti anche Massimo Barberis (Presidente ANFAO Gruppo Lenti), Davide Degl’Incerti Tocci (Presidente DaTE e Vicepresidente MIDO), Sabrina Paulon (HR Director di Marcolin Group) e Francesco Gili, (COO di MIDO). Ognuno di loro ha portato un contributo diverso, offrendo una visione complementare sulle dinamiche che stanno caratterizzando il settore: dall’evoluzione delle tecnologie ottiche alle nuove strategie di comunicazione, dal peso crescente dei mercati internazionali al ruolo fondamentale della formazione professionale.

Il dialogo con i giornalisti presenti si è sviluppato in modo naturale e partecipato, favorendo un confronto aperto su temi cruciali per tutta la filiera dell’occhialeria. Il clima informale e allo stesso tempo altamente professionale ha permesso di approfondire argomenti spesso complessi, rendendoli accessibili e stimolanti anche per chi osserva il settore dall’esterno.

Il discorso della Presidente Lorraine Berton

Lorraine Berton ha concluso il pranzo con il suo stile diretto e spontaneo, mentre nella sala di Palazzo Parigi si faceva pian piano silenzio. L’atmosfera era informale, quasi familiare, e Berton ha subito voluto trasmettere un senso di vicinanza: «Spero siate contenti di questo pranzo e di vivere insieme questo momento». Non ha perso tempo nel toccare i temi più attesi dell’anno appena trascorso, un anno che, come lei stessa ha ammesso, «è stato difficile per il distretto e per il settore». Ma la difficoltà, nelle sue parole, non era mai sinonimo di sconfitta: «L’occhialeria si dimostra sempre molto resiliente». Era chiaro che parlasse non solo dei numeri, ma delle persone, delle imprese, della rete che tiene insieme un comparto intero. Ha raccontato con orgoglio il lavoro di ANFAO e delle persone che ogni giorno s’impegnano per mantenere la qualità e gli standard di lavoro altissimi, definendoli «una squadra straordinaria, capace di sostenere gli associati nei momenti più complessi».

L’intervento della Presidente ha poi toccato il tema delle trasformazioni interne degli ultimi anni. Berton ha parlato con sincerità della difficoltà del cambiamento, ma anche della soddisfazione che si prova quando il lavoro comincia a dare frutto: «Non è stato facile, ma oggi posso dire che abbiamo una squadra che lavora davvero in sinergia. Arrivo a Milano e vedo i loro sorrisi… mi sembrano astri». Quando è passata a parlare di MIDO, la sua energia si è accesa. «Stiamo preparando MIDO dal giorno prima della fine di quello precedente», ha detto, facendo sorridere la sala. Ha raccontato delle riunioni già avviate per il 2027, dei progetti in corso, della volontà di anticipare sempre più i tempi per “correggere e migliorare”.

Sui dati economici è stata franca, ma non pessimista. «È stato un anno impegnativo, ma lo shock dei dazi è stato ormai digerito. Ci aspetta una primavera ancora incerta, ma mi aspetto una ripresa frizzante». E subito dopo ha riportato il focus su un punto per lei essenziale: la centralità dell’Italia. «L’occhiale più bello è ancora fatto in Italia. Fatto, pensato, vissuto in Italia dai nostri operatori». Le sue parole, in quel momento, erano nutrite da un’immancabile orgoglio, ma anche della responsabilità verso un patrimonio da custodire. Ha parlato delle aziende grandi e piccole, sottolineando quanto anche le seconde siano indispensabili: «La grande realtà, senza quelle più piccole si spersonalizza». Ha inoltre aggiunto di avere sempre percepito rispetto reciproco all’interno del distretto: «È questo che ci rende forti, che ci permette di portare nel mondo il vero Made in Italy».

Quando ha parlato di DaTE, la sua voce si è fatta grata e determinata: «Abbiamo fatto un DaTE straordinario. Ci abbiamo creduto. Abbiamo avuto il coraggio di investire». Ha annunciato con entusiasmo che la prossima tappa sarà Napoli, dove gli spazi sono già quasi completamente esauriti. Poi, come in un lungo flusso di coscienza guidato dall’entusiasmo, Berton ha iniziato a raccontare le novità di MIDO 20226: la piazza principale completamente rinnovata, i venti eventi del The Vision Stage «con personaggi famosi, curiosi, interessanti, intelligenti» e la mostra The Lens of Time che dopo aver ottenuto un grande successo a Venezia approda a Milano con un allestimento dedicato all’interno di MIDO per poi arrivare a Roma nei prossimi mesi. Ogni frase lasciava intravedere nuovi progetti, nuovi palcoscenici, nuove idee già in movimento.

Lorraine Berton ha poi ringraziato anche ICE -Agenzia (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) e il suo Presidente Matteo Zoppas, spiegando quanto sia importante che un settore possa contare sul supporto istituzionale: «ICE ha capito che investire con noi vuol dire investire davvero, non sprecare denaro. Ed è fondamentale, perché parliamo di fondi importanti». Il momento forse più significativo è arrivato verso la fine del suo intervento, quando si è rivolta direttamente ai giornalisti con un tono autentico, aperto: «Mi piacerebbe che questa collaborazione diventasse qualcosa di più». Poi, quasi lanciando una sfida accompagnata da un sorriso, ha aggiunto: «Nel 2027 potremmo fare un evento dedicato a voi. Tutti voi insieme!» La sala si è scaldata, qualcuno ha riso, qualcun altro ha annuito. È stato un modo naturale, semplice, umano di chiudere un discorso intenso, ma leggero nei modi, come solo la Presidente Berton sa renderlo.

«Grazie», ha detto infine. «Grazie di cuore». E si è seduta tra gli applausi, mentre il pranzo riprendeva il suo ritmo e la conversazione si apriva di nuovo a tutti i presenti.

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