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Occhialeria italiana: primo semestre 2025 tra incertezze negli USA e segnali positivi dall’Europa

Il primo semestre 2025 si chiude in un contesto instabile per il settore dell’occhialeria, tra dazi USA e tensioni geopolitiche. L’occhialeria italiana, con il 90% di export, subisce la contrazione dei mercati chiave, ma trova segnali di rilancio in Europa, Asia e nei mercati emergenti, con crescite importanti in Germania, Spagna, Cina e Messico. In un quadro complesso, la resilienza e la capacità di innovazione del Made in Italy restano la chiave per guardare con fiducia al futuro. La crescita nel canale ottico nazionale e l’attenzione all’innovazione rappresentano elementi fondamentali per sostenere la competitività del settore nel lungo termine.

Export occhialeria: dati e trend

Le esportazioni raggiungono 2,8 miliardi di euro, in calo del -3,7% rispetto al 2024. Soffre l’occhiale da sole (-5,5%), mentre montature (+0,1%) e lenti (+1,2%) tengono.

Europa (+8,0%) traina le esportazioni, con mercati solidi come Germania, Spagna, UK e una crescita nei Paesi dell’Est.
USA (-34,5%) penalizzati dai nuovi dazi (dal 10% al 15%) e da un clima economico incerto.
Asia (-7,2%) contrastata: rallentano alcuni mercati maturi, ma la Cina vola (+29,5%).
Messico sorprende con un +47%, possibile snodo per aggirare i dazi USA.
Est Europa e mercati non tradizionali come Turchia e Paesi Bassi mostrano dinamiche incoraggianti.
Africa (+5,2%) e Oceania (-21,3%) restano marginali.

Il commento di Lorraine Berton, Presidente ANFAO

I dati del primo semestre ci restituiscono un quadro complesso: da un lato la contrazione negli Stati Uniti, colpiti dai nuovi dazi, dall’altro i segnali incoraggianti provenienti dall’Europa e dai mercati emergenti. L’occhialeria italiana ha dimostrato nel tempo una straordinaria capacità di resilienza, ma non possiamo affrontare da soli uno scenario globale così incerto. Chiediamo con forza alle istituzioni italiane ed europee di accompagnare le nostre imprese con politiche industriali e commerciali adeguate, capaci di tutelare il Made in Italy e di sostenerne la competitività sui mercati internazionali. Servono strumenti concreti a favore dell’innovazione, della sostenibilità e della promozione all’estero. Il nostro settore rappresenta un’eccellenza riconosciuta in tutto il mondo e continuerà a impegnarsi per crescere e innovare. Ma è indispensabile che ci sia un impegno comune, pubblico e privato, per difendere e rafforzare questo patrimonio unico del Paese.

COFIDIS PAGODIL
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