Good’s presenta la sua nuova collezione il cui tema d’ispirazione è una sintesi delle due collezioni precedenti, Architecture collection e Font collection. Si tratta di un tributo all’architettura e ai caratteri tipografici da cui trae ispirazione.
Tutte le collezioni Good’s sono ispirate e guidate dalla passione per la storia, l’arte e l’architettura, con il fine di voler raccontare la storia di un prodotto italiano artigianale. Questo dettaglio differenzia il brand partenopeo da tutti gli altri nel mondo. È proprio grazie allo stile e alla raffinatezza che sfida il tempo e le mode che si conserva negli anni un aspetto elegante. Perchè l’eleganza non segue la moda ma è bellezza, e una persona elegante verrà ricordata per sempre.
Good’s e BAUHAUS: eleganza senza tempo tra architettura e tipografia
La nuova linea di prodotto dal nome BAUHAUS presenta modelli ispirati alla scuola di architettura, arte e design fondata nel 1919 dall’architetto tedesco Walter Gropius. Egli operò in Germania fino al 1933 prima a Weimar, poi a Dessau ed infine a Berlino.
Il Bauhaus, scuola democratica fondata sul principio della collaborazione reciproca tra maestri e allievi, mirò a creare un’unità culturale. Lo fece attraverso un accordo tra la produzione in serie e le leggi eterne della materia. Le premesse superano l’antico antagonismo tra artista ed artigiano, con lo scopo principale di realizzare prodotti funzionali. Al tempo stesso, si voleva creare un prodotto di elevato valore estetico per la società di massa.
Alla Bauhaus insegnarono, direttamente o attraverso le pubblicazioni edite dalla stessa Bauhaus, artisti noti capaci di stimolare gli allievi. Tra i più noti: Vasilij V. Kandinskij, Paul Klee, Josef Albers, Oskar Schlemmer, Laszlo Moholy-Nagy. Ci furono anche architetti: Adolf Meyer, Marcel Breuer Ludwig Mies van der Rohe. La scuola fu chiusa definitivamente nel 1933 dal regime nazista.
Architettura e tipografia in equilibrio perfetto
Gli occhiali progettati per questa linea si ispirano agli architetti e designer appartenenti a questa scuola, ripercorrendo le linee progettuali del “movimento moderno” basato sulla semplicità e linearità delle forme, scevre da qualsiasi decorazione eccessiva e fine a sé stessa.
La capsule è composta da sette modelli, 3 appartenenti alla Architecture collection – Gropius, Breuer, Alma – che prendono il nome di tre illustri architetti appartenenti a questa scuola. Ci sono poi altri 4 modelli appartenenti alla Font collection – che prendono il nome e le forme di 4 font tipografiche – Universal, Ronda, Avant Garde, Architype – legate al Bauhaus.
Sette modelli ispirati al Bauhaus
Il primo modello non poteva che essere ispirato al fondatore della scuola Bauhaus, l’architetto Walter Gropius, celebre esponente del movimento dell’architettura moderna. L’occhiale reinterpreta lo stile dell’architetto ricercando la semplicità delle forme, senza decorazioni eccessive, ma prediligendo linee pulite ed un design minimalista cosa che avviene anche nelle sobrie fresature praticate sul frontale per esaltare i colori esclusivi del bio-acetato,
Il secondo modello è ispirato all’architetto Marcel Breuer, architetto e designer ungherese, uno dei più grandi protagonisti del Bauhaus, dove divenne giovanissimo, direttore del laboratorio di mobili della scuola. L’occhiale segue lo stile progettuale del rinomato architetto, ricreando le morbide ed eleganti linee dei tubolari metallici della iconica Sedia Wassily, progettata presso la scuola del Bauhaus di Dessau, mantenendo l’eleganza che lo ha sempre contraddistinto.
Il terzo occhiale legato al mondo dell’architettura è ispirato ad Alma Siedhoff-Buscher, designer tedesca del Bauhaus, famosa per i suoi giocattoli modulari per bambini. Ha combinato funzionalità e creatività, influenzando il design per l’infanzia, con i suoi mobili e giocattoli in legno tra i quali i famosi Bauspiele con i blocchetti colorati scomponibili. L’occhiale combina funzionalità e creatività, partendo dal linguaggio spontaneo del disegno, combinando le linee in forma “ludica” in un gioco fatto d’incastri ardimentosi proprio come nel gioco Bauspiele.
Il quarto modello, il primo legato alle font, è ispirato alla font Universal disegnata da Herbert Bayer, utilizzata per tutte le comunicazioni ufficiali del Bauhaus. Seguendo l’approccio funzionalista, Bayer disegnò una “font idealista”, denominata Carattere Universale, una sans-serif priva di grazie, che non prevedeva neanche l’esistenza di lettere maiuscole. L’occhiale resta fedele allo stile della font, assumendo un aspetto, oggettivo e senza tempo, semplificando la forma a vantaggio della leggibilità, rimuovendo le caratteristiche soggettive e ornamentali.
Il quinto modello è ispirato alla font Ronda disegnata dal designer e tipografo Herbert Frederick Lubalin, ed il suo socio Tom Carnase. La font si rifà all’Universal di Herbert Bayer, realizzando un carattere sans-serif dal design basato su forme circolari. Grazie all’equilibrio tra espressività e sobrietà, l’occhiale è adatto a un’ampia gamma di persone. L’aspetto serio ma amichevole, lo rende invitante e accessibile e l’aspetto classico ma moderno, lo rendend familiare ma audace.
Il sesto modello è ispirato alla font Avant Garde, carattere tipografico progettato come il precedente da Herb Lubalin e Tom Carnase. Questo carattere è stato progettato per la famosa rivista di fotografia internazionale omonima, e in particolare per il suo logotipo. Le caratteristiche della font sono: linearità, adattabilità, chiarezza e leggibilità. La geometria dell’occhiale segue lo stile della font e si basa su figure geometriche. Ricorda la font Futura per il rigore delle forme, ma è più ampio ed è quindi adatto a visi molto ampi.
Il settimo e ultimo modello è ispirato alla Font Architype Bayer, una evoluzione della font Universal, realizzata da Freda Sack and David Quay di The Foundry. Architype Bayer è un’interpretazione del carattere originale, ma contiene solo lettere minuscole. L’occhiale segue la stessa impostazione stilistica del modello Universal, così come avviene per la font di riferimento. Ne deriva quindi un disegno geometrico, pulito e lineare, oggettivo e senza tempo, dalla forma estremamente leggibile e senza motivi ornamentali superflui.
Tutti gli occhiali sono realizzati completamente in Italia, in limited edition da 90 pezzi per colore, come i numeri della smorfia napoletana. Le montature sono in bio-acetato M49 Mazzucchelli, lucidate a mano, riciclabili e biodegradabili. Prive di agglomerati chimici, le montature sono pensate per evitare reazioni allergiche. I colori esclusivi delle lastre seguono il progetto creativo, sia nelle tinte sia nella conformazione. Non si tratta solo di colore, ma di idee, perché la scelta è senza compromessi, perché l’arte va al di là della rappresentazione.