
Il lockdown legato all’emergenza coronavirus ha “congelato” tutte le operazioni straordinarie che erano in corso sul mercato. Tra queste l’acquisizione della società di distribuzione GrandVision da parte di EssilorLuxottica, il gruppo nato nel 2018 dalla fusione tra la francese Essilor e l’italiana Luxottica.
L’operazione rimane i piedi, in attesa del via libera dell’Unione Europea, ma potrebbe essere rivista a valutazioni inferiori rispetto ai 7,2 miliardi di Euro annunciati lo scorso luglio. “Bisogna vedere come sono stati scritti i contratti, ma è difficile sostenere che il coronavirus non sia una clausola di material adverse change, ovvero di quelle che permettono di annullare o di rivedere a condizioni più favorevoli un contratto”, afferma sulle pagine di Repubblica Andrea di Castri, socio di Andersen Tax&Legal, lo studio di commercialisti, avvocati e advisor finanziari del gruppo di consulenza internazionale Andersen Global. “Chiunque abbia firmato un contratto prima dello scorso gennaio – spiega di Castri – avrà buon gioco a invocare la clausola”.