
Un passo avanti nella manifattura del lusso italiano. Thélios, eyewear expert del Gruppo LVMH, inaugura oggi un nuovo sito produttivo interamente dedicato alla lavorazione del metallo, segnando la nascita di un polo integrato d’eccellenza per l’occhialeria di alta gamma a Longarone.
Un polo produttivo integrato che valorizza il saper fare italiano
A mezzogiorno in punto, sotto il cielo limpido delle Dolomiti, si è svolta la cerimonia d’inaugurazione del nuovo polo produttivo Thelios. Il momento solenne è stato aperto dalla benedizione del parroco di Longarone, gesto che ha voluto radicare la nascita di questa nuova fase industriale in una dimensione umana e spirituale. Dopo il tradizionale taglio del nastro, gli ospiti si sono spostati all’interno, nel cuore simbolico dello stabilimento: uno spazio che l’amministratore delegato Alessandro Zanardo ha definito “l’agorà”, punto d’incontro e condivisione.

Il nuovo stabilimento, frutto di un’importante riqualificazione architettonica e funzionale, si estende su 20.000 metri quadri e impiega circa 400 persone. Insieme alla vicina Manifattura per l’acetato, già operativa dal 2018, Thélios raddoppia la propria superficie produttiva e raggiunge un totale di oltre 1.300 addetti: un segnale concreto dell’impegno verso l’innovazione e la valorizzazione del saper fare italiano.
Alla cerimonia inaugurale hanno preso parte l’Assessore della Regione Veneto per l’istruzione, il lavoro/formazione e pari opportunità della regione Veneto, Valeria Mantovan, e il Presidente di LVMH Italia, Toni Belloni che così commenta: “LVMH rafforza ulteriormente la sua presenza in Italia con un investimento industriale che consolida l’infrastruttura di Thélios, leader nell’occhialeria di alta gamma”, ha commentato Belloni. “Il saper fare italiano è ideale per lo stile, il design, la qualità di realizzazione delle collezioni eyewear”.
Dentro la manifattura del futuro: il racconto di Alessandro Zanardo

In questa intervista esclusiva, Alessandro Zanardo racconta il processo di trasformazione produttiva, le sfide dei mercati internazionali e la visione strategica di un’azienda che punta sull’eccellenza del Made in Italy per guidare il futuro dell’occhialeria di lusso.
La trasformazione dello stabilimento produttivo è stata rapida. Come avete gestito il processo?
Abbiamo acquisito l’impianto a fine 2023 e riavviato la produzione quasi subito. Nei primi mesi ci siamo concentrati sul revamping dei macchinari, sull’innalzamento degli standard e sulla formazione del personale. In sei mesi la produzione è entrata a regime. I lavori strutturali, iniziati un anno fa, sono proseguiti in parallelo senza mai fermare le attività.
Avete ampliato anche l’organico?
Sì, per sostenere le operazioni e integrare nuove fasi produttive. Siamo passati da una struttura focalizzata solo su galvanica e assemblaggio, a un impianto che ora include anche stampaggio e pulitura, che prima si trovavano a 20 km. Oggi impieghiamo 350 persone in questo sito, su un totale di 1300 dipendenti a Longarone (1350 includendo Padova).
Che superficie copre oggi il sito?
Lo stabilimento operativo si estende su 20.000 metri quadri, all’interno di un’area complessiva di 40.000. L’obiettivo era chiaro: rendere la fabbrica completamente autosufficiente, gestendo tutto il ciclo produttivo internamente.

Come si posiziona l’azienda sul mercato globale?
Il mercato italiano e quello francese sono in buona salute. Più complessi invece gli Stati Uniti e la Corea del Sud, a causa di fattori economici e geopolitici. Il tema dei dazi – inclusi i cosiddetti “dazi Trump” – impone flessibilità e un approccio misurato, per evitare impatti sui prezzi finali.
State guardando con più attenzione all’Asia?
Assolutamente. Abbiamo iniziato a produrre tutti i modelli anche in jet fitting, per rispondere alle esigenze del mercato asiatico. Il potenziale è enorme e ci aspettiamo di aumentare progressivamente la nostra presenza, anche se finora ci siamo mossi con cautela.
Cosa significa oggi “lusso” per il consumatore?
Oggi il concetto di lusso è molto legato a qualità, autenticità e artigianalità. Il brand da solo non basta più. I consumatori cercano storie, connessioni con l’universo della Maison. Anche gli ottici stanno evolvendo: diventano veri e propri fashion retailer, capaci di raccontare il prodotto oltre l’aspetto funzionale.

Il Made in Italy è ancora un punto di forza?
Più che mai. Il 100% Made in Italy è un messaggio potente, che trasferiamo agli ottici con l’aspettativa che venga trasmesso anche al cliente finale. L’obiettivo è valorizzare ogni dettaglio, rendendo il prodotto coerente con le altre categorie del lusso presenti nelle boutique.
Come viene gestita la qualità sotto LVMH?
La qualità è sempre stata elevata, anche prima dell’acquisizione. Il controllo è condiviso con partner e licenziatari, e la soddisfazione degli ottici resta centrale. Il nostro posizionamento è stato rafforzato anche dal claim “Our Expert Excellence”, che riconosce l’eccellenza già presente e consolidata.
Quali sono i marchi su cui puntate maggiormente?
Stiamo consolidando marchi come Bulgari e Tag Heuer, che richiedono cura e attenzione. Tra i brand storici, Dior e Celine restano fondamentali. Dior rappresenta l’apice del lusso, mentre Celine ha saputo elevare l’occhiale al livello delle borse. Il rilancio si concentra su Italia e Francia, prima di tornare a crescere altrove, come negli USA.

Avete in programma nuove iniziative nel settore creativo?
Sì. Supportiamo concorsi, mentorship e iniziative legate alla creatività, anche al di fuori dell’occhialeria. Siamo coinvolti come sponsor e maison partner.
In sintesi, qual è la visione dell’azienda per i prossimi anni?
Crescita sostenibile, centralità del Made in Italy, integrazione verticale della produzione, e un forte legame tra innovazione, qualità e identità di marca. Vogliamo continuare a trasformarci, ma senza mai perdere l’anima artigianale e l’eccellenza che ci distingue.
Un investimento industriale con un forte impatto sociale e territoriale
Questo traguardo rappresenta anche la conclusione di un percorso iniziato nel 2023, quando Thélios ha acquisito l’ex stabilimento Safilo con l’obiettivo di salvaguardare le competenze presenti sul territorio. L’inserimento in organico di 250 lavoratori è avvenuto con largo anticipo rispetto al piano industriale iniziale, dimostrando l’attenzione dell’azienda per la dimensione sociale oltre che produttiva. “Celebriamo la rinascita di un sito strategico per il nostro distretto”, ha dichiarato Alessandro Zanardo. “Questa nuova sede ci permetterà di potenziare sinergie tra materiali e reparti, rafforzando il ruolo centrale di Longarone nella nostra visione industriale”.
Le parole di Toni Belloni: valorizzare l’eccellenza italiana
Toni Belloni, presidente di LVMH Italia, ha posto l’accento sulla valorizzazione dell’esistente. Ha ricordato come, oggi, 250 persone altamente specializzate lavorino nel reparto metallo, portando con sé esperienza e passione. Il gruppo LVMH ha investito in nuove tecnologie, macchinari avanzati e intelligenza artificiale, offrendo a chi lavora la possibilità di aggiornarsi costantemente. «In un momento d’incertezza nei mercati – ha dichiarato Belloni – voglio riaffermare la mia fiducia a medio e lungo termine.»

Un’architettura rinnovata al servizio della funzionalità e del benessere
La ristrutturazione del sito ha coinvolto impianti, illuminazione, spazi comuni e aree verdi, creando un ambiente moderno, armonico e pienamente operativo, senza mai interrompere la produzione. Anche le istituzioni hanno avuto un ruolo attivo. L’Assessore Mantovan ha sottolineato l’impegno della Regione Veneto nel garantire continuità produttiva e occupazionale durante la fase di transizione: “L’acquisizione del sito da parte di Thélios rappresenta un caso esemplare di collaborazione tra pubblico e privato. Un investimento che valorizza il capitale umano e conferma la strategicità del distretto dell’occhialeria”.
Nel cuore della manifattura: i reparti produttivi

Reparto Saldatura: la precisione che tiene insieme tutto
La saldatura non è solo un processo tecnico, ma una vera trasformazione artigianale. In questo reparto, aste, cerniere e naselli vengono uniti con precisione millimetrica. Dopo la rimozione di impurità e ossidazioni, si applica un flussante per favorire l’adesione dei metalli. Grazie a una lega a base d’argento, i componenti vengono saldati in modo duraturo, poi rifiniti e lucidati per garantire solidità ed estetica. Un’arte che unisce ingegneria e sensibilità manuale.

Reparto Galvanizzazione e Verniciatura: protezione e bellezza

In questa fase, funzionalità e design si fondono. La galvanizzazione protegge le montature metalliche da corrosione e usura, mentre la verniciatura dona identità visiva e carattere. Le tonalità, che spaziano tra 14 diverse finiture, vengono applicate con cura per una resa uniforme e duratura. In uno spazio di oltre 20.000 metri quadri, 250 persone lavorano ogni giorno per creare montature che uniscono resistenza e bellezza.

Reparto Finissaggio: la perfezione nei dettagli

L’assemblaggio finale è un esercizio di precisione assoluta. Ogni vite, ogni cerniera, ogni dettaglio deve essere posizionato con cura. Le aste si allineano al frontale, i naselli si adattano perfettamente, le cerniere scorrono con fluidità. Ogni movimento è calibrato per trasformare una montatura in un prodotto finito, pronto a essere indossato. È qui che la montatura diventa simbolo di comfort, eleganza e durata.

Thélios, riferimento globale per l’eyewear delle grandi Maison
Con questa apertura, Thélios consolida il proprio ruolo come punto di riferimento globale per l’eyewear di lusso Made in Italy, progettando, producendo e distribuendo occhiali per Maison iconiche del Gruppo LVMH, tra cui Dior, Fendi, Celine, Givenchy, Loewe, Bulgari, e i brand proprietari Barton Perreira e Vuarnet.

Un polo d’eccellenza al servizio del futuro
Thelios non è solo una fabbrica, ma un progetto culturale, economico e territoriale. Con 1.259 persone impiegate, di cui 880 nel settore acetato e circa 400 in quello metallo, rappresenta oggi un riferimento per l’intero comparto dell’occhialeria di lusso. Qui, l’energia tra innovazione, formazione e pari opportunità, sigillano un messaggio forte: il futuro si costruisce con le radici ben salde nella tradizione e lo sguardo rivolto verso l’eccellenza.