
Tre giorni di incontri, confronti e visioni sul futuro della diagnostica oftalmologica. Si è concluso il 28 giugno il terzo Annual Meeting di CSO, che ha riunito oltre 200 tra distributori, clinici e professionisti della visione nella splendida cornice di Villa Castelletti a Signa, alle porte di Firenze. L’incontro ha confermato il suo ruolo di hub internazionale per la condivisione di tecnologie d’avanguardia, strategie di mercato e aggiornamento clinico, rafforzando la posizione di CSO come player globale nel settore.
In un momento di forte crescita CSO ha scelto di puntare sul dialogo tra innovazione e persone. «L’Annual Meeting è molto più di un evento – ha dichiarato Veronica Mura, CEO di CSO – è un punto di incontro tra chi crea tecnologia e chi la utilizza ogni giorno».
Tre giornate, una visione condivisa
Il programma si è sviluppato su tre giornate intense e complementari. Il 26 giugno, in una sessione dedicata esclusivamente ai distributori, si è parlato in modo approfondito delle nuove soluzioni firmate CSO, analizzando i mercati di riferimento e condividendo strategie promozionali.
Il giorno 27, aperto anche agli utilizzatori, ha vissuto il momento delle sessioni congiunte. La giornata si è conclusa con una cena di gala a Villa Vittoria, momento informale ma strategico per rafforzare le relazioni tra i partecipanti.
Sabato 28 giugno, infine, è stato dedicato all’approfondimento clinico dell’AS-OCT e alle potenzialità dell’MS-39, grazie agli interventi di Key Opinion Leader internazionali e specialisti interni. A chiudere l’evento è stata la sessione “Diverse Frontiers”, un’immersione nelle nuove frontiere dell’oftalmologia.
«Siamo presenti in tutto il mondo, ma la nostra forza è una visione condivisa fatta di affidabilità, innovazione continua e relazioni umane – ha commentato Gilda Mura, Vice President di CSO – Eventi come questo ci permettono di crescere insieme, come rete e come comunità scientifica».