
Esperti, ricercatori e aziende si sono riuniti presso il Museo dell’Occhiale di Pieve di Cadore per l’evento conclusivo di “Occhio al BIO!”, il progetto promosso da Certottica Group in collaborazione con l’Università di Trento e co-finanziato dalla Fondazione Cariverona. Al centro del dibattito, il ruolo delle bioplastiche nell’industria dell’occhialeria, il loro ciclo di vita e il potenziale impiego di scarti agroindustriali nella produzione di biopolimeri. L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di confronto sulla transizione ecologica del settore, con l’obiettivo di trasformare gli occhiali da semplice prodotto di consumo a risorsa sostenibile.

Nel distretto dell’occhialeria bellunese, l’adozione di materiali bio-based è ancora agli inizi, ma l’interesse delle aziende sta crescendo. “Le ragioni – ha spiegato Marco Calvi, Manager Research & Innovation di Certottica Group – sono molteplici: mancanza di normative specifiche e di sistema di gestione dei rifiuti non specifico per il settore, limiti tecnologici. Il progetto OCCHIO AL BIO! si propone proprio di colmare questi gaps e di dare alle aziende del comparto un quadro più chiaro e dettagliati rispetto all’impiego delle bioplastiche, oltre a dare importanti spunti per avviare progetti futuri che coinvolgano l’intera filiera”.
Il progetto ha visto la stretta collaborazione tra il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica (DICAM) dell’Università di Trento e Certottica Group, unendo competenze scientifiche e know-how industriale per favorire un cambio di paradigma nel settore.

Durante l’evento, esperti di primo piano hanno condiviso esperienze e studi innovativi sulla sostenibilità nel settore delle bioplastiche:
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Luca Fiori (Università di Trento) ha illustrato le strategie per il recupero degli scarti.
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Lukasz Niedzwiecki (Università di Trento) ha approfondito la gestione dei rifiuti in bioplastica.
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Werner Tirler (ECO Research, Bolzano) ha presentato il potenziale della carbonizzazione idrotermica (HTC) nell’economia circolare.
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Manuela Facchin (Crossing srl) ha esposto le nuove tecnologie per il riutilizzo degli scarti attraverso stampa 3D, con un focus sul Progetto Interreg Italia-Austria BeSoGreat.
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Marco Giunta (EcosMed) ha esplorato le implicazioni sociali della sostenibilità, con riferimento al Progetto LIFE RESTART.
L’evento ha confermato come l’innovazione e la ricerca possano rappresentare il motore di un cambiamento concreto, promuovendo una produzione più sostenibile e responsabile nel settore dell’occhialeria.