
Il Museo dell’Occhiale di Pieve Cadore, nel cuore delle Dolomiti venete, non è solo un luogo di conservazione ma uno spazio pensato per coinvolgere i visitatori con progetti sempre nuovi. Come la mostra “Occhiali Olimpici. La protezione degli occhi nelle attività sportive” che verrà inaugurata giovedì 12 settembre alle 18.00.
Un viaggio lungo 70 anni tra sport, vista e progresso a partire dallo sci, con le prime maschere in esposizione arrivate in parte dall’archivio Sàfilo di Calalzo di Cadore e in parte dalla collezione del Museo. Si tratta per lo più di donazioni di occhiali e attrezzature sportive legate alla vista da parte di atleti e di personaggi famosi. Il percorso è in continuo aggiornamento e si arricchirà nel tempo di nuovi pezzi.
Il concetto alla base della mostra è lo studio e la presentazione dello sviluppo tecnologico legato alla vista in ambito sportivo, dalle prime idee degli anni Cinquanta fino alle ultimissime novità pronte a scendere in pista sulle nevi ampezzane in occasione dell’appuntamento a cinque cerchi.
Il Museo dell’Occhiale vede le sue basi proprio in un appuntamento olimpico, quello di Cortina nel 1956: in quell’occasione fu infatti inaugurata a Pieve di Cadore la prima “Mostra dell’occhiale attraverso i secoli” da cui nacque l’auspicio di Enrico de Lotto dell’istituzione di un Museo Nazionale dell’Occhiale in Cadore, avvenuta poi nel 1990.
La rassegna sarà inaugurata nella serata di giovedì con il presidente del Museo dell’Occhiale, Vittorio Tabacchi, cui seguiranno gli interventi delle due curatrici dell’esposizione, Daniela Zambelli (direttrice del Museo dell’Occhiale) ed Elena Maierotti (curatrice del Museo) e di Marco Calvi (area innovazione e ricerca di Certottica) che ha collaborato ai contenuti della mostra.
La mostra “Occhiali Olimpici. La protezione degli occhi nelle attività sportive” è realizzata nell’ambito del progetto OLIMPIADI DEI BORGHI 2026 – Ecosistema Culturale delle Dolomiti, finanziato dal PR VENETO FSE+ 2021-2027 – DGR 1643/2022 “Cultura in rete – Interventi per lo sviluppo di ecosistemi culturali territoriali”, che ha lo scopo di creare una rete culturale e imprenditoriale che possa divenire volano di sviluppo per il territorio e la comunità, attraverso un’aggregazione di imprese culturali, enti territoriali e associazioni delle Dolomiti.
Il progetto è coordinato da Umana Forma, azienda del Gruppo Umana ed ente accreditato per la formazione, che sul territorio è presente con numerose iniziative volte a supportare l’occupazione e il rafforzamento di competenze. Un legame importante e storico quello di Umana con il territorio, affiancando le realtà industriali e imprenditoriali e accompagnando le diverse iniziative per lo sviluppo della sua comunità. Umana ha recentemente inaugurato la sua filiale operativa a Pieve di Cadore che si aggiunge alle altre quattro in provincia di Belluno.