
Dall’analisi delle performance delle vendite risulta che per Safilo il 2023 si è concluso con vendite nette pari a 1.024,7 milioni di euro, in flessione del 2,3% a cambi costanti e del 4,8% a cambi correnti rispetto a 1.076,7 milioni di euro registrati nel 2022.
Nell’anno, le vendite organiche, che rappresentano l’indicatore più significativo dell’andamento sottostante del business, hanno registrato uno scostamento del -1,3%, avvicinandosi ulteriormente al livello di ricavi registrati nell’esercizio precedente, nonostante i venti contrari rappresentati dalla perdurante debolezza del mercato nordamericano, e dal calo di oltre il 60% del business realizzato nelle ex catene GrandVision. Al netto di quest’ultimo effetto, la performance organica del Gruppo è risultata in crescita dell’1,7%, grazie al buon andamento dei marchi propri, in particolare Carrera e Polaroid, in forte avanzamento per il secondo anno consecutivo, e Blenders, tornato in progressione dopo la fase di normalizzazione post-pandemia delle vendite nei canali online. Il 2023 ha continuato a evidenziare anche l’ottimo sviluppo di Smith nel canale direct-to-consumer (DTC), che ha consentito al marchio di tornare in crescita nel 2° semestre, in un anno, per il settore sportivo, influenzato da un certo rallentamento dell’attività nei negozi fisici.
Le dinamiche sopra descritte hanno consentito a Safilo di aumentare il peso sia del portafoglio dei marchi di proprietà, arrivati a rappresentare il 44% delle vendite, dal 42% nell’esercizio precedente, sia delle vendite nei canali online, salite nel periodo al 16% del giro d’affari, rispetto al 15% nel 2022.
Sul fronte del portafoglio in licenza, nel 2023 le collezioni eyewear di BOSS e Tommy Hilfiger hanno ulteriormente confermato la valenza dei marchi quali fondamentali punti di riferimento nel panorama dell’occhialeria mondiale, mentre tra le licenze più recenti, sono emerse le performance a doppia cifra registrate nell’anno da Carolina Herrera, marchio entrato a far parte del portafoglio Safilo nel 2022, e da David Beckham, brand lanciato per la prima volta nell’eyewear nel 2020 e già diventato tra i principali brand del Gruppo.
Angelo Trocchia, Amministratore Delegato di Safilo, ha così commentato:
“In un anno complesso come il 2023, nel quale alle nostre sfide dirette si sono sommate quelle di un contesto geopolitico e macroeconomico teso e instabile, è stato per noi particolarmente importante raggiungere un livello di ricavi molto vicino all’ottimo risultato di vendita registrato nel 2022, quando la crescita rispetto al 2019 pre-pandemia era stata del 12%.
Il Nord America ha continuato a risentire della prudenza dei principali canali distributivi eyewear e di una stagione del sole non brillante, mentre in Europa, l’incredibile lavoro svolto dai nostri team ci ha consentito di compensare efficacemente il calo del business nelle ex catene GrandVision, a ulteriore testimonia della resilienza del nostro Gruppo e della bontà di una strategia che vede i nostri clienti essere il focus di tutta l’azienda.
Nel 2023, abbiamo dovuto riconsiderare il nostro assetto industriale alla luce di un portafoglio marchi e di segmenti di business non più aderenti al know-how espresso dallo storico stabilimento di Longarone.
Il progetto è stato complesso, ma siamo riusciti a creare le condizioni per il miglior esito possibile, con la cessione del sito produttivo e la piena occupazione di tutti i suoi lavoratori, consentendo altresì la continuità di un importante know-how settoriale.
Nell’anno, siamo riusciti a rinnovare anticipatamente le nostre principali licenze, da Kate Spade e Tommy Hilfinger, a BOSS e HUGO a gennaio 2024, così come altre importanti partnership. Abbiamo inoltre siglato due nuovi accordi, con i marchi Etro e Stuart Weitzman, che si sono aggiunti a quello che è oggi un portafoglio licenze ricco e complementare, con una visibilità senza precedenti, di circa 6 anni.
Una conquista per noi importantissima, che si è affiancata alla crescita solida e duratura dei nostri marchi di proprietà, un portafoglio quasi unico nell’industria, che nel 2023, a circa il 44% delle nostre vendite, ha progredito verso il nostro obiettivo di rappresentare, entro il 2027, oltre il 50%.
Dal punto di vista economico, la nostra performance si è caratterizzata per il significativo miglioramento della marginalità industriale lorda adjusted, vicina ai massimi storici del Gruppo, che abbiamo deciso di reinvestire in quei progetti strumentali alla crescita dell’azienda nel lungo periodo. Nonostante le pressioni inflazionistiche e una leva operativa sfavorevole, abbiamo dato pieno corso agli investimenti previsti nel nostro business plan, chiudendo l’anno con un margine EBITDA adjusted non lontano dalla marginalità registrata nel 2022, la migliore degli ultimi sette anni.
L’utile netto adjusted è risultato invece in contrazione soprattutto a causa della rivalutazione delle opzioni sulle quote di minoranza.
Quello passato è stato soprattutto l’anno in cui il Gruppo è tornato a una generazione di cassa positiva, la prima dopo molti anni.
Nel 2023, anche la nostra strategia di sostenibilità ha trovato ulteriore compimento, attraverso la presentazione dei nostri obiettivi di medio termine, un committment ufficiale anche dei nostri target di riduzione dei gas serra scope 1, 2 e 3, che abbiamo deciso di validare con la Science Based Target initiative (SBTi), da cui abbiamo ricevuto riscontro positivo a febbraio di quest’anno.
Guardiamo al 2024 con fiducia, e auspichiamo che tanto le nostre sfide, quanto le opportunità derivanti dalla continua crescita del nostro portafoglio di marchi propri e di licenze core, si inseriscano in uno scenario internazionale più stabile.”